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Match of the week: Manny Pacquiao vs Adrien Broner

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Sabato notte, presso l’MGM Grand di Las Vegas (Nevada), negli Stati Uniti, l’astro filippino Manny “Pac Man” Pacquiao (60-7-2, 39 KO) difenderà il proprio titolo WBA regular dei pesi welter dall’assalto dello statunitense Adrien “The Problem” Broner (33-3-1, 24 KO). Per il campione, da poco quarantenne, si tratterà della prima difesa della cintura conquistata lo scorso 15 luglio contro l’argentino Lucas Matthysse. Il match sarà trasmesso in diretta televisiva su DAZN con collegamento a partire dalle ore 3:00.

Il vecchio guerriero

Manny Pacquiao

Manny Pacquiao

24 anni di professionismo (dai 16 ai 40), 69 match disputati, molti dei quali furono dispendiose battaglie all’ultimo sangue, tre KO subiti di cui uno terrificante: queste alcune delle cifre che pesano come macigni sulle spalle del Manny Pacquiao attuale. Inutile girarci intorno: il filippino non è più il picchiatore infernale dei giorni migliori. Già da qualche anno a questa parte non possiamo più ammirare quella macchina spara-pugni che si avventava sul malcapitato rivale di turno e lo subissava di colpi senza soluzione di continuità scardinandone le difese e conducendolo alla resa o a una rovinosa sconfitta. Oggi Pacquiao, contraddistinto da una muscolatura sempre più pronunciata e secondo alcuni “sospetta”, è costretto ad affidarsi ad attacchi più misurati, spesso costituiti da colpi singoli o da rapidi uno-due, non privi però di pepe e pericolosità, come avrà notato il povero Matthysse. Resta intatta la classe del grande campione, unita ad una formidabile esperienza da ring, ma inizia a intravedersi anche una certa vulnerabilità: una lieve tendenza a restare sui colpi che contro il giusto avversario potrebbe costituire un problema serio.

Il pazzo talentuoso

Adrien Broner

Adrien Broner

Andrien Broner è uno dei più fulgidi esempi che avvalorano il detto “Chi nasce tondo non può morire quadrato”. Di bravata in bravata, di follia in follia, l’americano ha dilapidato un ottimo potenziale tecnico e fisico conducendo una vita dissoluta, trascurando per larghi tratti allenamenti e professionalità e collezionando scandali su scandali tra aggressioni, arresti e varie intemperanze. Non sorprende più di tanto quindi che la sua carriera si sia mantenuta ben al di sotto delle aspettative di chi ne ammirava le doti quando da giovane metteva in fila un KO dopo l’altro tra i superpiuma. Nonostante il passare degli anni una svolta di maturità non c’è mai stata e il ragazzo è diventato uomo soltanto dal punto di vista anagrafico conservando una personalità inquieta e allergica alle regole e alla serietà. Nessun impegno dunque nel migliorare quei difetti che, a partire dalla scarsa mobilità, passando per il workrate non all’altezza, gli hanno impedito, insieme alla preparazione spesso deficitaria, di farsi strada ai massimi livelli. Il talento è pur sempre lì da vedere ed ogni tanto salta fuori sotto forma di guizzo improvviso, come nel gancio che dal nulla stese (solo per un attimo) Shawn Porter nel dodicesimo round di un match fin lì abulico, ma la continuità non c’è mai stata e probabilmente non ci sarà mai.

L’angolo del pronostico

Il match si presenta ricco di incognite da ambo le parti. Da un lato c’è l’età non più verde che pende su Pacquiao come una spada di Damocle e che in ogni momento potrebbe dare luogo a un crollo verticale dalle conseguenze rovinose; dall’altro l’instabilità psichica di Broner rende impossibile qualsiasi previsione sullo stato di forma e sulla convinzione mentale con cui l’americano si presenterà sul quadrato. Di certo la miglior versione di Pac Man avrebbe fatto dello sfidante carne da macello: con la sua staticità “The Problem” sarebbe stato un problema soprattutto per sé stesso al cospetto dei dentro-fuori inesauribili del filippino. Oggi il rischio di una mattanza appare decisamente più contenuto e stanti le ottime doti di incassatore di Broner, unite ai ritmi non più tambureggianti del campione, appare probabile una conclusione ai punti. Per capovolgere i pronostici l’istrionico sfidante dovrebbe tirare fuori dal cilindro una performance mai sfoderata negli ultimi anni; chi vi scrive ci crede poco e si aspetta quindi una chiara vittoria per decisione unanime da parte di Manny Pacquiao.

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