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Match of the week: Jose Carlos Ramirez vs Josh Taylor

Capita molto raramente che tutte e quattro le cinture mondiali delle principali federazioni convergano nelle mani di un unico pugile. Questo sabato il grande evento avverrà nella categoria dei superleggeri: il campione WBO e WBC Jose Carlos “Jaguar” Ramirez (26-0-0, 17 KO) affronterà infatti il detentore dei titoli WBA (super) e IBF Josh “The Tartan Tornado” Taylor (17-0-0, 13 KO) presso il Virgin Hotel di Las Vegas in quella che si preannuncia una riunificazione da brividi. La riunione sarà trasmessa in diretta su Fite TV al prezzo di 12,99 dollari con collegamento a partire dalle ore 2:00.

Ramirez e l’arte della demolizione

Jose Carlos Ramirez

Soffocare l’avversario a forza di colpi, sgretolarne round dopo round la resistenza fisica insieme a quella psicologica, tagliargli la strada e chiudergli ogni via di scampo per martellarlo al corpo e al volto: i segreti del perfetto demolitore d’assalto Jose Carlos Ramirez li conosce tutti e fino a oggi nessun avversario è ancora riuscito a trovare la chiave di volta per sfuggire alle sue grinfie e interromperne la striscia di vittorie. Se la distruzione in soli due round dell’allora imbattuto Mike Reed aveva aperto al “giaguaro” californiano le porte del mondiale, sono stati i successivi match iridati a certificarne l’indiscutibile valore, a partire da quello con Amir Imam che gli valse la prima cintura. Non tutti i rivali di Ramirez ad ogni modo si sono lasciati dominare senza opporre resistenza: Jose Zepeda nel 2019 e Victor Postol nel 2020 sono infatti riusciti a rendergli la vita difficile approfittando delle sue partenze lente per avvantaggiarsi nella prima metà dei rispettivi match. Ma a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato il fiato inesauribile di Ramirez che con i suoi finali veementi è stato in grado di recuperare il terreno perso e di imporsi al fotofinish per Majority Decision in entrambe le circostanze. Occhio infine al suo killer instinct: quando fiuta l’odore del sangue il giaguaro non lascia scampo…

La carriera in crescendo del Tornado scozzese

Josh Taylor

Ne è passato di tempo da quando il 22enne Josh Taylor veniva sconfitto ai punti per decisione unanime dal nostro Domenico Valentino nell’ambito delle Word Boxing Series. Era il 2013 e in pochi all’epoca avrebbero scommesso grosse somme sulle possibilità del pugile nato a Edimburgo di farsi largo fino ai vertici mondiali. E invece col passaggio nel professionismo e una crescita graduale, quel ragazzo che a Milano aveva sofferto la velocità e i cambi di passo del nostro portacolori è diventato uno pugili più completi e rispettati del panorama internazionale, tanto da conquistare due cinture iridate e da andare a caccia di quelle che ancora gli mancano. Il punto esclamativo della carriera che Taylor ha disputato fino a oggi è stato senza dubbio il primo atto di riunificazione, datato 26 ottobre 2019: davanti al pubblico della O2 Arena di Greenwich, lo scozzese ha disinnescato quel giorno il pericoloso picchiatore americano dalle mani di marmo Regis Prograis dimostrando tra le altre cose una notevole capacità di stringere i denti. Pur dovendo fare i conti a partire dal nono round con un occhio gonfio e malridotto, il Tartan Tornado è riuscito infatti a portare a casa il risultato con pieno merito, andando a prendersi di prepotenza un posto di rilievo tra i migliori del momento.

L’angolo del pronostico

A fronteggiarsi ci saranno due pugili con alcune caratteristiche in comune, prima fra tutte quella di non essere picchiatori da colpo singolo fulminante pur avendo mani molto pesanti: entrambi i campioni infatti producono il grosso dei danni grazie a un lavoro progressivo e metodico e all’uso sistematico ed efficace dei colpi alla figura. A questi punti di contatto fanno però da contraltare alcune significative differenze che naturalmente non si limitano alla guardia (mancina per Taylor, normale per Ramirez). L’aspetto in cui il Tartan Tornado può indubbiamente vantare un gap favorevole è quello della flessibilità: Taylor ha già dimostrato di poter cambiare piano tattico a piacimento, alternando il suo stile preferito di attaccante con altri approcci più prudenti e incentrati sulla mobilità. Quest’arma in più si è rivelata fondamentale contro Victor Postol, un pugile che va a nozze con i picchiatori e che Taylor ha disorientato col suo gioco di gambe e i suoi affondi improvvisi e imprevedibili. Ramirez al contrario appare più monotematico nel seguire il suo spartito; lo fa molto bene ed è anche abile nel non farsi prendere dalla foga quando le cose non girano per il verso giusto, ma non possiede una vera alternativa tattica. Trovarsi ad “inseguire” nel punteggio contro un pugile come il Tartan Tornado per puntare tutto sul consueto rush finale potrebbe rivelarsi un rischio troppo alto da correre per Ramirez, che quindi molto probabilmente cercherà di azionare le marce alte prima del solito per entrare subito in partita. Sarà un match duro, fisicamente estenuante, in cui entrambi i pugili potrebbero fronteggiare momenti difficili, ma alla lunga la maggiore versatilità del guerriero scozzese potrebbe fare la differenza; prevedo quindi una vittoria ai punti meritata ma sofferta in favore di Josh Taylor.

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