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Match of the week: Jamel Herring vs Shakur Stevenson

Capita talvolta che in occasione di un titolo mondiale lo sfidante sia dato nettamente favorito dai bookmaker sul campione in carica: è il caso dell’americano Shakur “Fearless” Stevenson (16-0-0, 8 KO) che questo sabato darà l’assalto alla cintura WBO dei superpiuma attualmente in possesso del suo connazionale Jamel “Semper Fi” Herring (23-2-0, 11 KO) alla State Farm Arena di Atlanta. La riconferma del detentore è pagata ben sei volte la posta ma c’è ugualmente grande curiosità su come si comporterà Stevenson in occasione del test più significativo della sua fin qui brillante carriera. La riunione targata Top Rank sarà visibile sulla piattaforma Fite TV al costo di 9,99 dollari con collegamento a partire dalle ore 3:00.

Jamel Herring: l’ascesa al trono di un pugile “normale”

Jamel Herring

Se qualcuno quattro anni fa avesse pronosticato per Herring un futuro da campione del mondo molto probabilmente avrebbe riscosso pochi consensi nella comunità degli appassionati di boxe. In quella fase storica infatti l’americano veniva da due sconfitte giunte a stretto giro: nel 2016 fu infatti fermato prima del limite dal coriaceo picchiatore russo Denis Shafikov, mentre l’anno successivo fu superato chiaramente ai punti dallo statunitense Ladarius Miller. Nello sport come nella vita tuttavia occorre farsi trovare pronti per sfruttare l’occasione propizia ed Herring ha fatto esattamente questo: quando nel 2019 gli è stato proposto di battersi col fresco campione del mondo WBO, il giapponese Masayuki Ito, non se l’è fatto ripetere due volte, ha sfoderato un’ottima performance vincente e da allora si è tenuto stretto il titolo. L’americano non avrà guizzi di talento straripante, ma sa praticare un pugilato ordinato ed essenziale fatto di colpi in linea, buon controllo della distanza e montanti occasionali di difficile lettura, il tutto reso più insidioso dalla sua guardia mancina. Nonostante abbia già compiuto 35 anni, “Semper Fi” vuole quindi continuare a stupire.

Shakur Stevenson: dalla delusione olimpica all’ascesa nei pro sulle tracce di Floyd

Shakur Stevenson

Non tutti i grandi campioni della storia del professionismo hanno in bacheca la medaglia d’oro olimpica. Non ce l’ha ad esempio Floyd Mayweather Jr, che nella rassegna a cinque cerchi di Atlanta, nel 1996, non andò oltre la medaglia di bronzo prima di rivelarsi nella boxe a torso nudo uno dei pugili più forti e vincenti della storia. Il giovane Stevenson, stando alle sue stesse parole, vorrebbe tracciare un percorso simile, riscattandosi dalla delusione di Rio. Giunto in finale infatti, l’americano fu sconfitto di un soffio ai punti dal fortissimo cubano Robeisy Ramirez al termine di un match dall’altissimo tasso tecnico. Per nulla scoraggiato dall’esito avverso, “Fearless” ha fatto il grande salto nel mondo dei pro e finora non ha sbagliato un colpo, tanto che i round persi nell’arco dei 16 incontri disputati si contano sulle dita di una mano. Già campione del mondo nei pesi piuma, ha subito lasciato la cintura per salire di categoria e dare l’assalto ai “piani alti”. Questo match rappresenta quindi per lui uno step fondamentale sulla strada che conduce alla consacrazione: Stevenson dovrà vincere e convincere per rendere credibile la sua ambizione di affermarsi come uno dei più forti esponenti della Nobile Arte di quest’epoca.

L’angolo del pronostico

Date le caratteristiche dei due pugili, entrambi a loro agio nell’offrire al pubblico un pugilato tattico, lineare e pulito, ci si può attendere un incontro per palati fini che potrebbe scontentare gli appassionati amanti delle guerre all’arma bianca ma che indubbiamente fornirà agli spettatori numerosi spunti tecnici. Stevenson, che solitamente è più esuberante sul piano fisico rispetto ai rivali, si troverà stavolta di fronte un superpiuma strutturalmente piuttosto grosso che in passato ha infatti combattuto anche da peso leggero; lo sfidante potrebbe quindi trovare meno agevole l’impresa di imporre la sua fisicità. Resta comunque probabile che sia lui, più vario nelle soluzioni offensive e più propenso ai cambi di ritmo, a tenere l’iniziativa e a far suo il centro del ring mentre Herring cercherà verosimilmente di tenerlo a bada azionando con frequenza i diretti e cercando di disorientarlo con la sua guardia mancina. Il grande favorito dovrà quindi mostrarsi paziente e costruirsi la vittoria round dopo round, senza farsi condizionare dalla frustrazione qualora non dovesse trovare varchi interessanti e colpi decisivi nel corso delle prime riprese. Benché animato da un carattere piuttosto turbolento al di fuori delle sedici corde, Stevenson ha dato fino a oggi l’impressione di essere un pugile freddo e controllato sul quadrato, motivo per cui non dovrebbe aver problemi nell’esibire la calma necessaria per avvantaggiarsi poco a poco nel punteggio, facendo valere la sua classe e il suo maggior tasso tecnico. Per quanto una soluzione prima del limite nel corso dei round finali non sia affatto da escludere, chi vi scrive si aspetta che Herring riuscirà a limitare i danni affidandosi alla sua esperienza per terminare in piedi il combattimento. Prevedo quindi una vittoria ai punti con ampi margini in favore di Shakur Stevenson.

 

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