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Match of the week: Ilunga Makabu vs Thabiso Mchunu

Sabato notte, al Packard Music Hall di Warren, negli Stati Uniti, andrà in scena l’affascinante derby africano tra il campione del mondo WBC dei pesi cruiser Ilunga Junior Makabu (28-2-0, 25 KO) e l’agguerrito sfidante Thabiso “The Rock” Mchunu (23-5-0, 13 KO). In palio, oltre alla preziosa cintura mondiale, potrebbe esserci la ghiotta opportunità di affrontare il pluridecorato Saul “Canelo” Alvarez in un match multimilionario, una prospettiva che senza dubbio motiverà ulteriormente i due pugili, a beneficio dello spettacolo. La riunione, organizzata dall’eterno Don King, verrà trasmessa in diretta, a partire dalle ore 2:00, dalla piattaforma streaming Fite TV al costo di 14,99 dollari.

Il picchiatore Makabu pronto all’ennesima guerra senza quartiere

Ilunga Junior Makabu

Ci sono pugili che non vanno mai per il sottile: appena sentono il suono del gong si trasformano in guerrieri di un’altra epoca e scambiano furiosamente senza badare agli accorgimenti tattici e ai possibili pericoli. Makabu fa indubbiamente parte della categoria: letteralmente incapace di fare un passo indietro, il congolese ama piantarsi di fronte al rivale di turno colpendo di destro e di sinistro in un crescendo di pathos fino a che uno dei due non crolla al tappeto. Non è un caso quindi che ben 25 delle sue vittorie siano giunte prima del limite e non è un caso nemmeno che le 2 sconfitte subite si siano consumate prima della lettura dei cartellini. A differenza di molti picchiatori monocorde ad ogni modo, Makabu possiede una certa varietà di soluzioni offensive e una discreta dose di imprevedibilità, potendo disporre di eccellente potenza in entrambe le braccia ed essendo molto bravo nell’amplificare l’efficacia dei suoi fendenti con rapide torsioni del tronco. La sua mascella ha finora dato sensazioni contrastanti: se da un lato non sono mancati momenti di “sbandamento” in seguito a colpi particolarmente duri, dall’altro sarebbe irrealistico pretendere altrimenti visto il suo stile garibaldino e la pesantezza della categoria. Insomma, a guardare i match di Makabu non ci si annoia mai.

Mchunu: una roccia friabile dalle movenze eleganti

Thabiso Mchunu

C’è una certa ironia nel fatto che Thabiso Mchunu, pugile il cui tallone d’Achille è sempre stata la resistenza ai colpi, si sia scelto come soprannome “The Rock”. Una roccia friabile dunque, che più di una volta si è sgretolata sotto gli attacchi di avversari tecnicamente meno dotati ma fisicamente straripanti. È davvero un peccato che l’atleta sudafricano si porti dietro questa pecca perché dal punto di vista dello stile, dell’eleganza e della padronanza dei fondamentali è un gran bel vedere. Insolitamente flessibile sul tronco per un pugile del suo tonnellaggio, Mchunu ha un talento naturale per le schivate e possiede anche un eccellente tempismo che sfrutta per mettere a segno jab di ottima fattura e precisi colpi d’incontro. Probabilmente per potersi affermare come maestro dell’elusione gli è mancato un po’ di gioco di gambe: The Rock esegue infatti molte delle sue audaci azioni difensive stando fermo sul posto, il che permette ad avversari particolarmente aggressivi e tenaci di insistere nella carica anche dopo essere stati mandati a vuoto. Se in passato a Mchunu è capitato di calare alla distanza, negli ultimi tempi il 33enne sembra aver raggiunto l’apice del suo rendimento come dimostrano le brillanti vittorie ottenute in trasferta contro i russi Denis Lebedev ed Evgeny Tishchenko.

L’angolo del pronostico

Nel cercare di immaginare cosa ci aspetta questo sabato è inevitabile ripensare a cosa accadde quando questi due pugili si trovarono di fronte per la prima volta. Era il maggio del 2015 e all’International Convention Centre di Durban, in Sudafrica, Mchunu si rese protagonista di un inizio folgorante, dominando le prime quattro riprese grazie al suo miglior repertorio tecnico e giungendo al giro di boa in chiaro vantaggio. Poco a poco tuttavia il pressing arrembante di Makabu crebbe di intensità e a partire dal settimo round, complice il lavoro al corpo del congolese, l’inerzia del match cambiò drasticamente. Sempre più stanco e scosso più volte, The Rock fu infine messo KO nel corso dell’undicesima ripresa con un brutale montante al mento mentre era ancora leggermente avanti sui cartellini. Tenendo conto del fatto che all’epoca di quella prima sfida Makabu e Mchunu avevano già 27 anni, appare difficile ipotizzare un drastico cambiamento di impostazione da parte dell’uno o dell’altro. Indubbiamente entrambi i pugili sono cresciuti sul piano psicologico in termini di fiducia nei propri mezzi grazie alle prestigiose e difficili vittorie conseguite anche in trasferta di recente, ma dal punto di vista tattico con ogni probabilità ci troveremo ad assistere alla stessa tipologia di combattimento. Mchunu potrebbe cercare di dosare meglio le energie, per evitare di crollare anzitempo come a Durban, ma se così facesse indubbiamente darebbe spazio alle pericolosissime azioni a due mani del rivale. Salvo conigli tirati fuori dal cilindro insomma, non sembra che lo sfidante possa andare oltre un’onorevole sconfitta. A parere di chi vi scrive, dopo alcune difficoltà iniziali, Makabu prenderà nuovamente in mano le redini del match e lo condurrà in porto con le maniere forti. Prevedo una vittoria prima del limite del campione nella seconda metà del match.

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