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Match of the week: Gervonta Davis vs Yuriorkis Gamboa

Sabato notte, presso la State Farm Arena di Atlanta, negli Stati Uniti, il talentuoso picchiatore di Baltimora Gervonta “Tank” Davis (22-0-0, 21 KO) cercherà di dare il via alla sua scalata al regno dei pesi leggeri affrontando il cubano Yuriorkis “El Ciclon de Guantanamo” Gamboa (30-2-0, 18 KO). In palio ci sarà il vacante Titolo Mondiale WBA di categoria, per quanto il “vero” campione della WBA sia l’ucraino Vasiliy Lomachenko, elevato al rango di “super campione”.

Gervonta Davis: genio e sregolatezza

Gervonta Davis

Il ragazzo terribile di Baltimora ha messo in mostra le stimmate del predestinato fin da giovanissimo. In rete sono presenti alcuni video dei suoi primi match, disputati da ragazzino, in cui si vedono già movenze incredibili: schivate, rientri, ritmo e tempismo eccezionali in rapporto all’età. Da professionista fino a un certo punto ha accumulato un KO dietro l’altro contro avversari di livello discutibile ma arrivato alla prova del nove ha confermato il suo talento e la sua potenza mostruosa sbarazzandosi con facilità di pugili validi come Jose Pedraza e Liam Walsh. Se il suo curriculum sportivo è oggi immacolato, non altrettanto mirabili sono i suoi trascorsi fuori dal ring: Davis è infatti noto per il suo carattere turbolento e difficile che tra litigi col suo storico “protettore” Floyd Mayweather Jr, risse inqualificabili e grotteschi aumenti di peso hanno acceso su di lui le luci dei riflettori dei media. La poca serietà gli è già costata la perdita di un titolo mondiale quando nel 2017 ha fallito il peso prima del suo match con Francisco Fonseca: riuscirà prima o poi a mettersi in riga o confermerà il detto secondo cui chi nasce tondo non può morire quadrato?

Yuriorkis Gamboa e la “sindrome di Roy Jones”

Yuriorkis Gamboa

Alcuni pugili hanno qualità fisiche talmente straordinarie da potersi permettere di infrangere molte delle “regole” che normalmente caratterizzano un’impostazione corretta nel pugilato. La postura del corpo, la posizione della guardia e delle gambe, le traiettorie dei colpi: tutto viene insegnato dai maestri per massimizzare il rendimento di ragazzi contraddistinti da doti atletiche nella norma. Eppure capita, e non di rado, di osservare pugili di altissimo livello vincere e convincere battendosi a mani basse, muovendosi in equilibrio precario o portando colpi che farebbero inorridire qualunque maestro vecchio stampo. Ciò è reso possibile da riflessi, reattività e forza muscolare fuori dal comune, ma c’è un rovescio della medaglia: quando età anagrafica, logoramento o semplice calo di forma incidono sul loro strapotere fisico, i pugili di questo genere tendono a crollare miseramente. Il caso più celebre fu quello di Roy Jones Jr, passato da imbattibile a vulnerabile nel giro di un battito di ciglia. Yuriorkis Gamboa fa parte a pieno titolo dell’insieme: dotato da madre natura di una velocità abbacinante, ha sviluppato uno stile atipico che in gioventù lo ha reso un pugile formidabile ma che oggi, a 38 anni, non è più sostenibile ai massimi livelli.

L’angolo del pronostico

Si dice che un grande campione conservi sempre dentro di sé la forza per un ultimo grande combattimento. Se questo è vero, Gamboa ha atteso probabilmente un po’ troppo per giocarsi il suo ultimo jolly e oggi la partita potrebbe essersi già chiusa da tempo. Il cubano ha raggiunto in carriera traguardi molto prestigiosi tra cui un oro olimpico e due cinture mondiali da professionista, ma dai tempi della sua prima sconfitta, subita per mano di Terence Crawford, non è più sembrato lo stesso pugile. Il passare degli anni e l’aumento di peso che dai piuma, in cui era un fenomeno, lo ha condotto oggi tra i leggeri, ne hanno minato rapidità di esecuzione ed efficacia. Pugili limitati come Rene Alvarado e Jason Sosa sono stati sufficienti per metterlo in difficoltà, uno come Robinson Castellanos addirittura per batterlo. Difficile dunque aspettarsi un colpo di coda del Ciclone di Guantanamo, anche perché sabato si troverà di fronte un rivale di gran lunga più pericoloso di quelli degli ultimi cinque anni. Davis fa tremendamente male con entrambe le mani e mette sul ring un’aggressività e una ferocia con pochi eguali: c’è da scommettere che ogni disattenzione del cubano darà vita a una pronta reazione e che tali reazioni produrranno danni. Gamboa, a differenza di molti avversari passati del “Tank” di Baltimora, potrebbe affidarsi alla sua grande esperienza per sopravvivere alle prime riprese e prolungare lo show, ma appare davvero improbabile che possa trovare risorse tali da rendere necessari i cartellini dei giudici. Prevedo dunque una vittoria per KO di Gervonta Davis nella fase centrale del match.

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