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Match of the week: Deontay Wilder vs Tyson Fury 2

Sabato notte, presso l’MGM Grand di Las Vegas (Nevada), negli Stati Uniti, andrà in scena un match attesissimo: a più di un anno di distanza dal loro primo confronto incroceranno infatti i guantoni i pesi massimi Deontay “The Bronze Bomber” Wilder (42-0-1, 41 KO) e Tyson “The Gipsy King” Fury (29-0-1, 20 KO). In palio ci sarà la cintura WBC di categoria oltre al titolo di “The Ring Champion” conferito dalla prestigiosa rivista statunitense. La riunione sarà visibile in diretta su DAZN a partire dalle ore 3:00.

Un Tyson Fury votato all’attacco?

Tyson Fury

Tutti gli appassionati di boxe hanno ancora negli occhi il match che i due giganti sostennero l’uno contro l’altro il 1° dicembre del 2018. Si trattò di una sfida povera di colpi a segno ma ricca di tensione in cui Fury, consigliato in tal senso dal giovane trainer Ben Davison, evitò costantemente lo scambio saltellando attorno al rivale, pizzicandolo con colpi poco caricati e mandandolo continuamente a vuoto con le sue schivate millimetriche. Non bastò a convincere la giuria, anche a causa dei due atterramenti subiti, ma si trattò di una strategia lodata da gran parte degli addetti ai lavori. Ora però il Gipsy King afferma di voler stravolgere completamente il suo piano tattico: a suo dire infatti il cambio di allenatore è stato funzionale allo scopo di preparare un match di aggressione pura, incentrato sulla ricerca del KO. Preannunciando una partenza a razzo, sullo stile di Hagler vs Hearns, e profetizzando una vittoria in due riprese, l’anglo-irlandese ha generato aspettative di spettacolo molto alte nei suoi fan. Ma sarà tutto vero o si tratterà di un gigantesco bluff messo a punto per confondere le idee al nemico? Soltanto il ring ci dirà la verità.

Deontay Wilder: un pugile sempre più sicuro di sé

Deontay Wilder

Molti fan del Bronze Bomber sono convinti che il loro beniamino sia stato sempre accuratamente evitato da Anthony Joshua. I fatti però dicono altro: l’unica proposta concreta che sia mai stata fatta per mettere in piedi il match fu quella di Eddie Hearn, che propose all’americano la bellezza di cento milioni di dollari per una doppia sfida con AJ. L’offerta fu rispedita al mittente e Wilder si giustificò in maniera piuttosto goffa. Non è strampalato supporre che all’epoca non si sentisse pronto per una simile sfida: sminuito da molti puristi per la sua tecnica poco ortodossa, il forte picchiatore era ancora alla ricerca di una sua identità, ma oggi le cose sono profondamente cambiate. Di KO in KO la sua efficacia mostruosa ha convinto anche i più scettici e la fiducia nei propri mezzi del 34enne di Tuscaloosa ha raggiunto le stelle. Wilder ormai non ha più bisogno di dichiarazioni roboanti per far parlare di sé: lascia che sia il suo destro alla dinamite e parlare per lui e al di fuori del ring esibisce una serenità invidiabile. È convinto che la ricerca ossessiva del KO lo abbia penalizzato nel primo match e questa volta sembra avere la ferma intenzione di agire da attendista, ruolo a lui più congeniale rispetto a quello di attaccante caotico.

L’angolo del pronostico

Le parole di Wilder sul tipo di match che si appresta a disputare appaiono credibili e piene di buon senso. L’americano non è un maestro nell’esercitare pressione: chiude male gli spazi, tende a cadere sui colpi e difficilmente si esibisce in combinazioni più complesse di un banale uno-due. Agendo da incontrista al contrario ha siglato molti dei suoi KO più sensazionali: agile e reattivo sulle gambe nel portarsi fuori pericolo quando messo alle strette, Wilder può lasciare senza rimorsi l’iniziativa a chi gli sta di fronte preoccupandosi di limitare i danni mentre studia la traiettoria migliore per mettere a segno il suo destro micidiale. Emblematica è stata a questo proposito la sua ultima performance: sei round di nulla assoluto seguiti da una singola bordata risolutiva sufficiente a mettere a nanna il malcapitato Luis Ortiz.

Decisamente meno sincere sembrerebbero le dichiarazioni di Fury, la cui insistenza nel promettere un approccio aggressivo e guerrafondaio è parsa a molti sospetta. Il gigante nato a Manchester dispone in verità di una potenza più che degna, ma quando carica i colpi per far male tende a scoprirsi e a diventare vulnerabile. Non è un caso che avversari mediocri come Nicolai Firtha e Neven Pajkic siano riusciti in passato a scuoterlo o ad atterrarlo quando sentendosi al sicuro il britannico si piantava sulle gambe e indugiava nello scambio. È vero che alcune vittorie, come quella nel primo match con Dereck Chisora o quella con Steve Cunningham, Fury le ha ottenute puntando sul pressing forsennato e sfruttando il peso del corpo per sfiancare l’avversario nei clinch, ma è anche vero che tali pugili non possedevano l’esplosività di Wilder e che una simile condotta contro il Bronze Bomber potrebbe costargli carissima.

Salvo clamorosi colpi di scena dunque, i due pugili dovrebbero approcciare questo rematch con circospezione: Wilder studiando il rivale dalla lunga distanza senza farsi prendere dalla frenesia e Fury cercando di replicare la prestazione di un anno fa ma migliorandola con un workrate superiore e qualche affondo in più. A rompere il delicato equilibrio potrebbe essere qualunque cosa, anche un evento all’apparenza insignificante: una provocazione, un colpo mal digerito, una direttiva dell’angolo o la semplice sensazione di essere indietro nel punteggio. Fatto sta che presto o tardi i fuochi d’artificio dovranno accendersi e a quel punto il fattore psicologico potrebbe assumere un ruolo fondamentale. Quando Tyson Fury salì sul ring dello Staples Center di Los Angeles, lo fece con animo leggero, tipico di chi non ha nulla da perdere, è dato per spacciato e si getta a capofitto verso il suo destino. Questa volta il gitano porta sulle spalle una pressione molto maggiore e soprattutto sa cosa lo aspetta: sa di poter finire al tappeto al minimo errore e soprattutto sa che il suo pugilato “mordi e fuggi” potrebbe non bastare a garantirgli la vittoria in trasferta. Chi vi scrive si aspetta quindi che col passare dei round il Gipsy King si farà prendere la mano e per troppa sicurezza o nel tentativo di strafare, incapperà in un errore decisivo. Prevedo quindi una vittoria per KO di Deontay Wilder nella seconda metà del match.

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