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Match of the week: Demetrius Andrade vs Maciej Sulecki

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Sabato notte, presso il Dunkin Donuts Center di Providence, negli Stati Uniti, il Campione del Mondo della WBO dei pesi medi Demetrius “Boo Boo” Andrade (27-0-0, 17 KO) difenderà davanti ai propri concittadini il suo titolo dall’assalto dello sfidante polacco Maciej “Striczu” Sulecki (28-1-0, 11 KO). Per Andrade si tratterà della seconda difesa della cintura conquistata lo scorso ottobre, mentre Sulecki si giocherà la sua prima opportunità mondiale. La riunione verrà trasmessa in diretta su DAZN con collegamento a partire dalle ore 3:00.

Alto, elusivo e mancino: un incubo chiamato Andrade

Demetrius Andrade

Un vecchio adagio del pugilato degli albori recita “I mancini andrebbero affogati alla nascita.” Se poi un pugile oltre a essere mancino è anche molto alto, si muove senza sosta e dispone di un allungo considerevole, i problemi aumentano a dismisura. Andrade possiede tutte e tre queste frustranti caratteristiche e rappresenta quindi il classico rebus di ardua soluzione per un attaccante che voglia imporre la corta distanza. L’atleta di Providence misura gli spazi col jab destro, flette il busto all’indietro per rendersi irraggiungibile dai fendenti del rivale di turno ed esplode il suo sinistro in maniera non sempre precisa, ma spesso inaspettata e fulminea. Talvolta tuttavia il suo sangue freddo non è stato all’altezza delle sue qualità fisiche e tecniche: è capitato infatti che Andrade si sia lasciato trascinare nella bagarre per soddisfare il proprio orgoglio e le aspettative del pubblico, correndo in questo modo rischi inutili, anche a causa di una solidità non trascendentale. Emblematica da questo punto di vista fu la cattiva prestazione offerta in Germania contro Jack Culcay in un match che Andrade avrebbe potuto vincere in scioltezza dalla lunga distanza e che invece si trasformò in una guerra caotica e disordinata, vinta di stretta misura.

La potenza è una dote naturale? Non secondo Maciej Sulecki

Maciej Sulecki

Maciej Sulecki

È opinione diffusa tra gli esperti di boxe che la potenza di un pugile sia principalmente frutto del suo DNA e che gli allenamenti, per quanto ben eseguiti, difficilmente possano incidere più di tanto su tale caratteristica. Come ogni regola tuttavia anche questa ha le sue eccezioni e basta osservare il record di Maciej Sulecki per accorgersi di come il potere distruttivo dei suoi colpi sia cresciuto esponenzialmente nel tempo. Fino al maggio del 2014 il polacco aveva messo a segno appena 3 KO su 17 match disputati e vinti; da allora ad oggi i suoi trionfi prima del limite sono stati addirittura 8 in 11 incontri. Appare innegabile dunque che Sulecki abbia lavorato sodo in palestra sulla precisione, l’esplosività e il killer instinct, cogliendo i frutti del suo lavoro sul ring. Oggi il polacco appare un gradino sotto rispetto ai vertici della categoria dei medi, principalmente per i suoi deficit in termini di prestanza e consistenza fisica, ma resta un avversario estremamente scorbutico e da prendere con le molle essendo bravissimo nella boxe in linea, muovendosi con eleganza e naturalezza sulle gambe e disponendo di ottime doti di recupero che talvolta lo hanno fatto risorgere da situazioni di grave difficoltà.

L’angolo del pronostico

Ad affrontarsi ci saranno due outfighter, quindi è probabile che il match veda un susseguirsi di fasi di studio in cui entrambi i pugili cercheranno di indurre il rivale ad esporsi per poterlo incrociare di rimessa. Lo spettacolo potrebbe risentirne, ma indubbiamente presto o tardi i nodi verranno al pettine e con il passare delle riprese almeno uno dei due atleti sarà costretto a prendersi dei rischi conducendo la sfida su un terreno meno accademico e più incandescente. Andrade può contare su una fisicità nettamente superiore rispetto a quella del rivale: questa caratteristica potrebbe fare la differenza nelle fasi “calde”. Pur essendo dotato di notevole intelligenza tattica e miglior precisione, Sulecki non sembra infatti in grado di dar vita a quel forcing necessario per mettere a nudo i presunti difetti del campione che con i suoi colpi più appariscenti e il suo lavoro al corpo ha maggiori mezzi a propria disposizione per impressionare la giuria e avvantaggiarsi sui cartellini. Pur essendo stato più volte atterrato e scosso, lo sfidante polacco non ha mai subito un KO in carriera, neppure contro l’esplosivo Daniel Jacobs, motivo per cui mi aspetto che resista alle bordate di Andrade e termini il match con un’onorevole sconfitta ai punti.

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