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Match of the week: Daniel Dubois vs Joe Joyce

Sabato sera la Church House di Westminster ospiterà un affascinante derby britannico tra pesi massimi imbattuti: l’astro nascente Daniel “Dynamite” Dubois (15-0-0, 14 KO) se la vedrà infatti con Joe “Juggernaut” Joyce (11-0-0, 10 KO). Ben cinque saranno le cinture in palio: i due pugili si contenderanno il Titolo Silver della WBC, quello Internazionale della WBO, quello del Commonwealth, quello britannico (BBBofC) e quello europeo (EBU). Proprio la cintura EBU è l’unica vacante, mentre le altre quattro sono in possesso del giovane Dubois.

La spregiudicata gioventù di Daniel Dubois

Quando Dubois salì sul ring da professionista per la prima volta aveva appena 19 anni. Benché il suo primo avversario, il malcapitato Marcus Kelly, non avesse offerto alcuna resistenza degna di nota, in molti nel mondo della boxe si incuriosirono nel vedere questo ragazzone dal fisico imponente e dai pugni d’acciaio sbrigare la pratica in soli 35 secondi. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata e “DDD” ha messo in mostra miglioramenti tangibili arricchendo record ed esperienza passo dopo passo. La vittoria più significativa l’ha messa a segno nell’estate dello scorso anno, quando in un match che alcuni pronosticavano incerto, ha travolto il connazionale Nathan Gorman in cinque round imponendosi all’attenzione pubblica come uno dei prospect più promettenti sulla piazza. Dubois sa far molto male con entrambe le mani, fa un ottimo uso dei montanti e possiede un grande coraggio nell’accettare sempre e comunque la battaglia, un pregio che potrebbe rivelarsi anche un difetto se non dovesse imparare a controllare la sua foga. Il ragazzo resta talvolta fermo sul posto dopo aver portato le sue combinazioni, il che potrebbe esporlo a seri pericoli nel momento dovesse trovarsi di fronte un incontrista dalle mani pesanti.

Joyce: da macchina spara-pugni a zombie letale, evoluzione o involuzione?

Nel vedere alcuni match recenti di Joe Joyce si ha quasi la sensazione di essere di fronte a un grande classico del cinema horror targato George Romero con il pugile inglese nei panni dello zombie di turno: tanto lento nell’incedere quanto letale nel momento in cui arriva a contatto con la sua vittima. Eppure l’atleta londinese non è stato sempre così; basta procurarsi le immagini di qualche suo incontro dilettantistico, compresi quelli delle World Series of Boxing, per ammirare un pugile decisamente più rapido che puntava soprattutto sul workrate incessante per fiaccare i rivali e soggiogarli dopo averli lasciati senza fiato. Difficile non sospettare che la trasformazione di Joyce abbia a che fare con il progressivo aumento di massa che dai 108,5 chili del suo celebre match delle WSB contro Oleksandr Usyk lo ha condotto nel giro di sette anni ai 122,5 chili della sua ultima apparizione sul ring. Evidentemente la scelta dell’entourage del 35enne britannico è stata quella di sacrificare parte consistente della velocità in favore della forza bruta ed effettivamente il “nuovo Joyce” sembra provocare danni considerevoli anche con colpi appoggiati e apparentemente privi di grande impeto. Che la sua sia stata un’evoluzione o un’involuzione tuttavia ce lo dirà soltanto il big match di sabato.

L’angolo del pronostico

Tenendo conto dell’indole battagliera che i due pugili hanno dimostrato in occasione dei loro precedenti impegni non ci sarebbe da restare troppo stupiti se al primo suono del gong si precipitassero a scambiare a centro ring senza remore. D’altro canto per entrambi questa sfida rappresenta un’occasione da non perdere e un’eventuale sconfitta potrebbe avere conseguenze pesantissime. Dubois verrebbe bruscamente ridimensionato, perderebbe le posizioni di rilievo guadagnate nelle classifiche mondiali e potrebbe veder vacillare quella sicurezza in se stesso che al momento rappresenta un vero e proprio motore propulsivo per la sua crescita. Joyce dal canto suo ha già compiuto 35 anni e in caso di debacle rischierebbe di uscire dal giro che conta senza disporre del tempo materiale per rientrarvi da protagonista. Queste prospettive funeste dovrebbero quindi indurre i due atleti a un minimo sindacale di prudenza, quantomeno nei round di apertura, ma chi vi scrive ritiene che ben presto la loro vera natura verrà fuori, costringendoli allo scontro selvaggio. Nel momento in cui dovessero saltare gli schemi, la difesa spesso sguarnita e approssimativa di Joyce sembra destinata a rivelarsi l’elemento chiave per decidere le sorti dell’incontro. Juggernaut ha sempre fatto grande affidamento sulla sua mascella, assorbendo autentiche bordate a tutto braccio e continuando ad avanzare imperterrito; tuttavia optare per un simile approccio contro un pugile provvisto della potenza naturale di Dubois è il miglior modo per fare harakiri. La troppa fiducia nelle proprie doti di incassatore è già costata a Joyce due duri KO al primo round quand’era dilettante e un epilogo simile, seppur magari meno fulmineo, potrebbe ripetersi sabato. Prevedo dunque una vittoria prima del limite di Daniel Dubois nella prima metà del match.

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