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Match of the week: Cecilia Braekhus vs Jessica McCaskill

A meritarsi i titoli di testa nel prossimo week-end pugilistico sarà il gentil sesso. Il match più importante della settimana sarà infatti la sfida tra la norvegese Cecilia “First Lady” Braekhus (36-0-0, 9 KO) e l’americana Jessica “CasKILLA” McCaskill (8-2-0, 3 KO), valida per le cinture mondiali WBC, WBA, IBF e WBO dei pesi welter oltre a quella minore IBO. Le due pugili si affronteranno sabato nel main event della riunione statunitense di Tulsa (Oklahoma) che in Italia verrà trasmessa in diretta su DAZN a partire dalle ore 2:00.

Cecilia Braekhus: una fuoriclasse nata troppo presto

Cecilia Braekhus

Quando si parla di Cecilia Braekhus si parla di un’autentica fuoriclasse. La norvegese ha conquistato i suoi primi titoli mondiali nel lontano 2009, quando col suo undicesimo match da professionista si è laureata campionessa dei pesi welter per la WBA e per il WBC. Da allora una sequenza impressionante di successi le ha permesso di collezionare ben cinque cinture iridate facendo piazza pulita delle avversarie di un’intera generazione con disarmante facilità e mantenendosi sempre imbattuta. La sua classe formidabile e la sua carriera da record inducono però gli appassionati a un pizzico di rammarico: il massimo sviluppo del pugilato femminile si è infatti avuto negli ultimi anni sotto la spinta propulsiva del suo ingresso tra le discipline olimpiche. Poco a poco atlete dotate di grandi mezzi tecnici e forte appeal mediatico come Katie Taylor e Claressa Shields stanno emergendo tra le professioniste aprendo le porte a incontri di forte richiamo per il pubblico. È un peccato dunque che la “First Lady” norvegese con i suoi 38 anni già compiuti rischi di arrivare alle sfide più prestigiose della sua vita sportiva ora che le sue qualità fisiche iniziano leggermente a calare.

Cuore e grinta: le armi di “CasKILLA”

Jessica McCaskill

Ad approfittare degli aspetti anagrafici ci proverà la statunitense McCaskill che pur non essendo “di primo pelo” con i suoi 35 anni, ha svolto una carriera meno logorante ed è ancora nel pieno del proprio vigore atletico. Lo testimonia il ritmo forsennato che riesce ad imprimere ai suoi match tra cui spicca la battaglia in trasferta contro la superstar Katie Taylor: la picchiatrice di Chicago, pur uscendo sconfitta, non ha subito affatto la nomea della sua avversaria aggredendola senza tosta e costringendola a una sfida impegnativa. A porre leggermente al di sotto “CasKILLA” rispetto alle atlete d’elite è un piccolo deficit di velocità: l’americana è in possesso di buona potenza, ma i suoi colpi risultano talvolta prevedibili e possono quindi essere disinnescati. Quel che invece non le manca è la grinta: McCaskill non sa cosa voglia dire fare un passo indietro, sottopone l’avversaria di turno a un pressing asfissiante e non smette di cercare il colpo duro fino all’ultimo suono del gong. È stata proprio quest’attitudine coraggiosa a permetterle di risollevarsi dalla sconfitta con la Taylor e di conquistare due cinture mondiali nei superleggeri. Il suo imminente passaggio nei welter rappresenta quindi il secondo salto di categoria della sua breve ma intensa carriera.

L’angolo del pronostico

Diciamolo molto chiaramente: se il match si fosse tenuto qualche anno fa, il pronostico sarebbe stato praticamente scontato in favore della Braekhus. La norvegese è sempre andata a nozze contro le picchiatrici che la attaccavano in maniera frontale tanto che in passato ha disinnescato con relativa facilità pugili con fama da bulldozer come la francese Anne Sophie Mathis e la dominicana Oxandia Castillo. È dunque ragionevole ipotizzare che una pugile generosa ma esposta al pericolo come la McCaskill avrebbe rischiato una durissima punizione se i suoi attacchi si fossero infranti contro i colpi d’incontro della migliore versione della campionessa. D’altro canto è innegabile che negli ultimi anni la Braekhus abbia perso qualcosa: benché la sua condizione atletica resti ineccepibile, il suo ritmo è calato, i colpi singoli hanno preso il posto delle combinazioni e talvolta è emersa una vulnerabilità che in passato le era sconosciuta. La scorbutica Kali Reis in particolare è riuscita ad atterrarla e a farle sudare le proverbiali sette camicie poco più di un anno fa, scardinando quell’alone di invincibilità che aleggiava attorno alla “First Lady” da molto tempo. D’altro canto merita di essere tenuto in conto il vantaggio fisico che la campionessa potrà far valere in suo favore: la Braekhus è infatti una welter naturale sin dagli esordi mentre la McCaskill, che un anno e mezzo fa militava addirittura nei pesi leggeri, si troverà verosimilmente sovrastata sul piano della forza, un aspetto che potrebbe pesare soprattutto nelle fasi di corpo a corpo che si preannunciano numerose. Per quanto Jessica McCaskill rappresenti indubbiamente un upgrade rispetto alle ultime avversarie di Ceciclia Braekhus, chi vi scrive si aspetta che la campionessa riesca a far valere la sua esperienza, il suo fisico e la sua classe e che si imponga ai punti dopo un match avvincente.

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