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Match of the week: Artur Beterbiev vs Oleksandr Gvozdyk

Venerdì notte, presso il Liacouras Center di Philadelphia, andrà in scena una delle sfide più attese dell’anno: il russo Artur Beterbiev (14-0-0, 14 KO) e l’ucraino Oleksandr “The Nail” Gvozdyk (17-0-0, 14 KO) si affronteranno per riunificare i rispettivi Titoli Mondiali IBF e WBC dei pesi mediomassimi. Oltre al prestigio conferito dalla posta in palio, a mettere l’acquolina in bocca agli appassionati sono lo stile battagliero e la potenza letale dei due contendenti, ingredienti perfetti per un match da urlo.

Artur Beterbiev: stella pronta a brillare o campione regredito?

Artur Beterbiev

Sguardo di ghiaccio, aggressività animalesca, potenza paragonabile a quella dei massimi: il russo di radici cecene è il prototipo del pugile che fa “spavento”. Una carriera dilettantistica di livello assoluto e ricca di KO lo ha visto conquistare due ori europei e un oro mondiale relegando “in panchina” il connazionale Sergey Kovalev e arrivando a giocarsi due match perdenti ma terribilmente intensi ed equilibrati con il fuoriclasse Oleksandr Usyk. Tutto lascerebbe pensare dunque a un pugile pronto a fare strage anche tra i professionisti, ma il suo arrivo in cima al mondo, che il giorno del suo debutto tra i pro pareva dovesse avvenire in tempi rapidi, sta richiedendo più tempo del previsto. Stabilitosi in Canada, Beterbiev ha dovuto fronteggiare innumerevoli problemi manageriali col risultato di combattere col contagocce (appena 5 match negli ultimi 4 anni). La scarsa attività e un’opposizione non sempre di buon livello hanno frenato i suoi miglioramenti e lasciato inalterati i suoi difetti e oggi più di un osservatore ritiene che la tanto attesa esplosione definitiva del picchiatore nato in Daghestan possa non avvenire più.

Oleksandr Gvozdyk: destro fulminante e fantasmi da scacciare

Oleksandr Gvozdyk

La boxe sa essere uno sport meraviglioso e crudele nello stesso tempo. All’esaltazione per la superlativa vittoria dell’atleta ucraino su Adonis Stevenson seguirono giorni carichi di angoscia per le condizioni dell’ex campione, ricoverato in condizioni apparentemente disperate. Per fortuna “Superman” si è rivelato tale di nome e di fatto, risvegliandosi dal coma e facendo tirare a tutti noi un sospiro di sollievo, ma le sensazioni contrastanti che seguirono quella notte potrebbero aver lasciato un segno nell’animo di Gvozdyk, che dovrà dimostrarsi capace di liberare la mente da ogni pensiero sinistro in vista di quello che si preannuncia il match più difficile della sua carriera. L’incontro disputato e vinto nel frattempo contro il modesto francese Doudou Ngumbu può darci scarse informazioni in proposito: sarà contro Beterbiev che l’ucraino dovrà dimostrare di aver ancora il fuoco dentro facendo ricorso alle sue armi migliori. Tra queste sono da annoverare il tipico gioco di gambe della scuola ucraina, fatto di cambi di direzione, dentro-fuori e costante uso del piede perno e un destro fulminante e preciso che quando colpisce un bersaglio in avanzamento tende a non lasciargli scampo.

L’angolo del pronostico

Se mettiamo insieme i record dei due pugili otteniamo una spaventosa percentuale di KO del 90% abbondante. Questo dato, unito al valore indiscutibile delle rispettive qualità tecniche, è sufficiente a rendere il match di venerdì un classico incontro “da tripla”. I due contendenti infatti, visto il potere distruttivo dei propri fendenti, possono chiudere il match in qualsiasi momento, al punto che non è da escludere che il primo duro colpo che verrà messo a segno possa indirizzare psicologicamente il combattimento. Nondimeno, alcune considerazioni sull’incrocio di stili e caratteristiche possono essere fatte. Beterbiev non ha mostrato fin qui da professionista alcun piano B: la sua strategia canonica è l’attacco frontale finalizzato a scaricare l’artiglieria pesante sul malcapitato rivale di turno, senza troppi fronzoli. Più mobile e più vario è il pugilato di Gvozdyk, abituato a cercare la distanza e l’angolazione giusta con l’uso delle gambe e pronto a castigare l’eventuale pressione nemica con un uso preponderante dei diretti. Da una parte dunque la staticità di gambe e di busto di Beterbiev, unita a una mascella apparsa sospetta in più di un’occasione, potrebbe rendere il russo vulnerabile alle staffilate d’incontro del campione WBC. Dall’altra, le difficoltà evidenziate talvolta da Gvozdyk nel gestire la corta distanza e la possibilità concreta che il suo gioco di gambe possa calare in corso d’opera in caso di match intenso e dispendioso, spingono a vedere l’ucraino in difficoltà se trascinato nella bagarre prolungata. Chi vi scrive ritiene che The Nail, forte dell’esperienza maturata contro Stevenson, riuscirà ad imporre il tipo di match a lui più congeniale e che i suoi diretti portati contro un bersaglio poco mobile come il russo alla lunga risulteranno fatali. Pronostico dunque una vittoria per KO di Oleksandr Gvozdyk nella seconda metà dell’incontro.

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