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Match of the week: Artur Beterbiev vs Marcus Browne

Per gli amanti del pugilato aggressivo e spettacolare, la serata che andrà in scena venerdì notte al Bell Centre di Montreal sarà senz’altro da non perdere: il main event della riunione organizzata da GYM Promotions e Top Rank vedrà infatti scontrarsi il campione del mondo WBC e IBF dei mediomassimi Artur Beterbiev (16-0-0, 16 KO) e lo sfidante americano Marcus “Sir” Browne (24-1-0, 16 KO), due pugili abituati a salire sul ring col chiaro intento di cercare il KO. L’evento sarà visibile in streaming sulla piattaforma Fite TV con collegamento a partire dalle ore 2,00 al costo di 14,99 dollari.

Artur Beterbiev: un pugile dai due volti, tra killer instinct e indolenza

Artur Beterbiev

Le opinioni di molti addetti ai lavori nei confronti del micidiale picchiatore russo sono mutate più di una volta nel corso del tempo. Quando Beterbiev, dopo un’eccellente carriera dilettantistica ha iniziato a mettere KO come birilli i suoi primi avversari tra i pro, la sensazione generale era chi si trattasse di un sicuro fenomeno. Particolarmente impressionanti furono in quella fase le travolgenti vittorie su Tavoris Cloud e Gabriel Campillo, ex campioni del mondo che il fighter russo aveva spazzato via come neve al sole nonostante il suo record contasse appena una manciata di combattimenti a torso nudo. Quella che sembrava destinata a evolvere in tempi brevi in una carriera di roboanti successi ha poi subito tuttavia un brusco rallentamento dovuto a beghe manageriali che hanno tenuto Beterbiev lontano dai palcoscenici di serie A. L’atleta ne ha risentito sul piano psicologico e ha iniziato ad approcciare i match con indolenza, prendendo una moltitudine di colpi “gratuiti” e facendo scemare la considerazione nei suoi confronti. Non a caso prima della sfida più importante della sua vita che nell’ottobre del 2019 lo vide opposto all’ucraino Oleksandr Gvozdyk per la riunificazione mondiale dei titoli WBC e IBF, gli allibratori lo davano sfavorito. In quella circostanza Beterbiev è però tornato a mostrare il suo volto di killer spietato, evidenziando tra l’altro abilità tecniche che sembravano scomparse dal suo repertorio. Quale versione del russo vedremo dunque all’opera stavolta?

Marcus Browne: fisicità, mestiere e amnesie fatali

Marcus Browne

Gli ultimi due anni della carriera di Marcus Brown sono stati piuttosto travagliati. L’inopinata sconfitta subita nel 2019 per mano del veterano Jean Pascal, capace di atterrarlo tre volte imponendosi poi per decisione tecnica, ha infatti posto fine a una striscia di 23 vittorie consecutive, minando la credibilità ad alti livelli del pugile americano. Da allora Browne ha combattuto pochissimo, non soltanto a causa della pandemia. A complicare ulteriormente le cose infatti, ci hanno pensato le continue apparizioni del pugile statunitense in tribunale a cause delle sue aggressioni fisiche nei confronti della ex compagna. Fatti estremamente sgradevoli che squalificano il contender di Carteret sul piano umano ma sui quali non è il caso di soffermarsi in questa sede. Concentrandoci dunque su aspetti esclusivamente pugilistici, possiamo individuare nella velocità di braccia, nella potenza e nella forza fisica le armi primarie dell’arsenale di Browne. A queste doti occorre aggiungere il cosiddetto “mestiere”, quello che gli permette all’occorrenza di dar vita a clinch prolungati sfiancando il rivale di turno e impedendogli scientemente di rendersi pericoloso. Ne sa qualcosa il serbo Radivoje Kalajdzic, che nel 2016 fece venire a Browne i sudori freddi ma che si trovò intrappolato tra i tentacoli del rivale nelle ultime riprese col beneplacito di arbitro e giudici. L’americano è comunque piuttosto perforabile in difesa a causa delle sue numerose disattenzioni che unite a una mascella non propriamente granitica lo rendono un pugile vulnerabile.

L’angolo del pronostico

I rischi che Artur Beterbiev potrebbe correre nel corso di questa difesa mondiale dipenderanno dall’atteggiamento con cui il pugile russo salirà sul quadrato. Un approccio svogliato e incurante del pericolo come quello esibito negli incontri precedenti alla riunificazione mondiale renderebbero i primi round decisamente intriganti: vedendosi venire addosso un bersaglio statico e disposto a farsi colpire, Browne potrebbe sfruttare i suoi colpi fulminei per far male e per darsi la carica mentalmente. Beterbiev tuttavia ha già conosciuto l’onta di finire al tappeto e quando gli è successo si è sempre rialzato più cattivo e determinato, motivo per cui, anche in caso di inizio thriller, dovrebbe avere i mezzi necessari per recuperare lucidità e iniziare a fare sul serio. A rendere estremamente complessa l’impresa di stravolgere i pronostici per lo sfidante sono soprattutto la sua mascella fragile, autentica spada di Damocle contro un picchiatore brutale come Beterbiev, e la sua tendenza a eccedere nella ricerca del corpo a corpo. Le fasi combattute a distanza ravvicinata sono infatti uno dei terreni preferiti del campione, estremamente abile nel liberare le braccia da vicino per sferrare ganci e montanti pesantissimi. Col passare delle riprese, man mano che il russo troverà bersaglio scuotendo l’avversario, il match rischia quindi di diventare un calvario per Browne, che a differenza delle circostanze passate non potrà trovare rifugio nelle sue tattiche ostruzionistiche, trovandosi quindi a corto di soluzioni. La sensazione di chi vi scrive è che dopo alcuni round interessanti che potrebbero regalare brividi, l’incontro diventerà a senso unico in favore del campione fino all’inevitabile KO. Prevedo quindi una vittoria prima del limite di Artur Beterbiev nella fase centrale del combattimento.

 

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