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Match of the week: Anthony Joshua vs Kubrat Pulev

Si avvicina il momento dei “pezzi grossi”: sabato sera, presso la celebre Wembley Arena, l’idolo locale Anthony “AJ” Joshua (23-1-0, 21 KO) metterà in palio le sue cinture WBA (Super), IBF e WBO dei pesi massimi, oltre a quella della federazione minore IBO, contro il bulgaro Kubrat “The Cobra” Pulev (28-1-0, 14 KO). Una vittoria spalancherebbe all’ex oro olimpico di Londra 2012 le porte della storica riunificazione mondiale con il campione WBC Tyson Fury. La riunione sarà trasmessa in diretta su DAZN con collegamento a partire dalle ore 19:00.

Un terribile déjà vu da spazzare via: Anthony Joshua può dirsi tranquillo?

Anthony Joshua

Grande favorito per i bookmaker, che pagano la sua sconfitta sette volte la posta, Joshua si è già trovato in una situazione simile il 1° giugno del 2009 e non è finita bene. Quella volta a far storcere il naso erano i troppi chili di Andy Ruiz Jr, questa volta sono gli anni di Kubrat Pulev, ben 39, ma avendo imparato la lezione sulla propria pelle, AJ sa di dover salire sul ring con la concentrazione al massimo. La posta in palio del resto è ancora più alta rispetto a quella di un anno e mezzo fa: l’inglese di radici nigeriane non si batte soltanto per conservare le sue prestigiose cinture, ma anche per aprirsi la strada verso quello che potrebbe rivelarsi il match più lucroso della storia del pugilato, un derby con il suo rivale per eccellenza Tyson Fury che, pandemia permettendo, potrebbe riempire (metaforicamente) due stadi calcistici affiancati. Dover vincere ad ogni costo potrebbe dunque generare un sovraccarico di tensione emotiva, ma in questo senso paradossalmente la sconfitta patita contro Ruiz parrebbe essere stata salutare: dopo essersi tolto di dosso il peso dell’imbattibilità, Joshua appare più sereno e sicuro di sé e sabato avrà l’occasione di dimostrarlo.

Cosa resta di Kubrat Pulev? Un grande jab e niente più

Kubrat Pulev

“Un grande amore e niente più” cantava il grande Peppino di Capri nel lontano 1973 interpretando un testo straordinario di Franco Califano. Togliete l’amore, metteteci un eccellente jab sinistro e avrete pressappoco ciò che resta delle qualità dello sfidante che tra meno di cinque mesi varcherà la soglia dei 40 anni. Per non far torto a Kubrat Pulev occorre menzionare anche il suo bagaglio esperienziale arricchito soprattutto negli anni del dilettantismo, quando riuscì a vincere un oro e un bronzo europeo oltre a un bronzo mondiale. Tuttavia la mobilità di gambe e la velocità nel dentro-fuori che avevano caratterizzato la prima parte della sua carriera professionistica permettendogli di aver la meglio piuttosto agevolmente su colossi statici come Alexander Dimitrenko, Alexander Ustinov e Tony Thompson col passare degli anni sembrano essersi notevolmente appannate. Oggi il Cobra tende a stazionare alla media distanza per mettere a segno il suo sinistro preciso prima di affidarsi al mestiere nel corpo a corpo, una strategia penalizzata dall’assenza del colpo del KO che non è mai stato parte integrante del suo repertorio.

L’angolo del pronostico

Fatta eccezione per Bob Arum, che però essendo il promoter di Pulev esprime un parere viziato da un evidente conflitto di interessi, sono in pochi a credere che il bulgaro possa fare il colpaccio. Ma dando per assodato che l’atleta sia convinto di poter smentire gli esperti, sarebbe interessante sapere in che modo intende siglare l’upset. A giudicare dalle sue dichiarazioni bellicose e da quelle del citato Arum, orientate sull’ipotesi di un clamoroso KO, parrebbe che il Cobra voglia approfittare della presunta fragilità di Joshua per imporsi con le maniere forti. Se così fosse, Pulev commetterebbe lo stesso errore che sei anni fa gli costò una batosta devastante contro l’allora campione del mondo Wladimir Klitschko: nella circostanza il bulgaro fronteggiò il rivale a entro ring con la guardia bassa, deciso a batterlo sul tempo e a castigarne la mascella notoriamente vulnerabile. Fu un autentico disastro, condito da quattro atterramenti subiti e una corsa in ospedale fortunatamente senza conseguenze serie. Riproporre una tattica analoga ora che i riflessi non sono più quelli di un tempo, contro un avversario capace di esaltarsi nelle combinazioni dalla media distanza come Joshua, sarebbe dunque per lo sfidante un suicidio annunciato; ben più saggia appare invece una strategia improntata sulla prudenza che attraverso l’uso incessante del jab, una difesa accorta e un po’ di ostruzionismo renda più complessa per il campione la ricerca del colpo risolutivo. Anche qualora Pulev dovesse esibire sul ring la dovuta saggezza, appare però improbabile che possa arrivare lontano. La differenza di freschezza atletica e di esplosività è troppo grande e dunque, pur ipotizzando che lo sfidante riesca a superare indenne le prime riprese facendo leva sull’esperienza, prevedo una vittoria per KO di Anthony Joshua nella fase centrale del match.

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