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Anthony Joshua vs Alexander Povetkin

Match of the week: Anthony Joshua vs Alexander Povetkin

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Sabato sera, presso il Wembley Stadium di Londra, il numero uno al mondo dei pesi massimi Anthony “AJ” Joshua (21-0-0, 20 KO) difenderà le proprie cinture mondiali WBA, WBO e IBF, oltre a quella minore IBO, dall’assalto dello sfidante russo Alexander “Sasha” Povetkin (34-1-0, 24 KO).

L’opaca storia di Alexander Povetkin

Alexander Povetkin

Alexander Povetkin

Abbiamo più volte descritto e analizzato i pregi e i difetti del campione Anthony Joshua; recentemente lo abbiamo fatto in un articolo di approfondimento, mettendolo a confronto con gli altri due grandi nomi della categoria. Oggi ci soffermeremo quindi sullo sfidante, ed in particolare sull’andamento enigmatico e per alcuni versi sospetto del suo percorso da professionista.

Povetkin si affacciò nel mondo della boxe senza maglietta nel lontano 2005, dopo una carriera dilettantistica ricca di successi tra cui due ori europei, un oro mondiale e soprattutto un oro olimpico. Noto agli appassionati italiani per essere stato la bestia nera del nostro Roberto Cammarelle, il russo si distinse nel suo inizio tra i pro per l’ottima tecnica di base, affinata nel corso dei 132 match dilettantistici, per il grande workrate e per una potenza buona, ma non certo mortifera. Gli avversari di caratura discreta che si trovava davanti riuscivano solitamente a non farsi travolgere, pur venendo condannati alla sconfitta dal ritmo indiavolato del pugile dell’est. Il 40enne Larry Donald, un appesantito Eddie Chambers, i mediocri Nicolai Firtha e Jason Estrada riuscirono tutti a sentire l’ultima campana, pur scambiando a tratti a viso aperto con Povetkin. Che quest’ultimo fosse più un attaccante tecnico dall’alto ritmo che non un picchiatore esplosivo parve poi confermato dall’avvincente match con Marco Huck, a lungo campione tra i pesi cruiser, che nella circostanza tentava una sortita nella categoria regina. Povetkin si impose di stretta misura con un verdetto che molti giudicarono generoso, ma ciò che più saltò all’occhio fu che le fasi favorevoli al russo furono quelle incentrate sulla boxe pura, mentre il tedesco, pur pesando 9 chili in meno, dominò gli scambi più cruenti.

La “magica trasformazione”, che oggi non può non apparire sospetta, si materializzò dopo l’amara sconfitta patita ad opera di Wladimir Klitschko a Mosca, in un match di riunificazione mondiale viziato da un arbitraggio terribile che consentì a Klitschko ogni genere di scorrettezza. A partire da quel giorno, all’età non più giovanissima di 35 anni, “Sasha” Povetkin si tramutò in una sorta di terminator dotato di colpi devastanti, ridefinì visibilmente il suo fisico e iniziò a mettere KO in maniera brutale e con disarmante facilità pugili non inferiori a quelli che gli resistevano in gioventù. Quando a cavallo tra il 2015 e il 2016 il russo fu trovato due volte positivo a sostanze dopanti, fare due più due per chi aveva seguito la sua carriera fu inevitabile. Il doppio stop gli precluse la possibilità di sfidare Deontay Wilder per il titolo WBC e di tornare in lizza per lo stesso ente misurandosi con Bermane Stiverne, facendolo giungere alla sospirata nuova chance mondiale a 39 anni compiuti.

L’angolo del pronostico

Nelle ultime due uscite Anthony Joshua ci ha sorpreso sfoderando una condotta tattica accorta e prudente che non aveva mai messo in mostra nella prima parte di carriera. Protetto da una guardia alta e coriacea e da un jab scattante e preciso ha disinnescato senza troppi patemi le velleità offensive di Carlos Takam e Joseph Parker, apparsi per la verità uno troppo limitato e l’altro troppo rinunciatario per creare grattacapi al campione. AJ ha dichiarato di averlo fatto per prepararsi a sfide più impegnative in cui avere un piano B potrebbe risultare decisivo e per dimostrare al mondo di saper adoperare anche il fioretto oltre alla sciabola, ma ha aggiunto di avere tutta l’intenzione di tornare in modalità battagliera in occasione della difesa di sabato. Tale risoluzione più che una scelta volontaria potrebbe rivelarsi un’opzione obbligata dato che Povetkin, per struttura fisica e caratteristiche, cercherà senza dubbio la corta distanza, costringendo inevitabilmente il campione a scambiare. Visto il calo di reattività dello sfidante ritengo che questi presto o tardi incapperà in uno dei montanti micidiali di Joshua, pagandone le conseguenze a caro prezzo. Pronostico dunque una vittoria per KO del peso massimo inglese entro il sesto round.

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