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Match of the week: Andy Ruiz Jr vs Anthony Joshua II

L’ora della verità si avvicina inesorabilmente. Sabato sera in Arabia Saudita, presso la sensazionale Diriyah Arena, realizzata in tempi record appositamente per ospitare il grande evento, il Campione del Mondo WBA, IBF e WBO dei pesi massimi Andy “Destroyer” Ruiz (33-1-0, 22 KO) concederà ad Anthony “AJ” Joshua (22-1-0, 21 KO) la possibilità di provare a riprendersi le cinture che fino all’estate scorsa erano in suo possesso e che la rovinosa sconfitta per KO tecnico patita ad opera di Ruiz gli ha portato via. La riunione sarà trasmessa in diretta su DAZN a partire dalle ore 18:00 con il Main Event previsto intorno alle ore 21:30.

Ci fu il “vero Joshua” sul ring di New York?

Alcuni lo notarono subito, seguendo il match del 1° giugno in diretta. Altri ci fecero caso soltanto in un secondo momento, guardando e riguardando le immagini di quell’incredibile sorpresa sportiva. Anthony Joshua, sin dal suo ingresso sul ring del Madison Square Garden di New York, non dava l’impressione di essere pienamente concentrato sull’obiettivo. Sguardo assente, espressione vacua, braccia appoggiate alle corde durante le presentazioni: più che un campione del mondo di boxe in procinto di difendere le sue cinture l’inglese sembrava un ragazzino delle scuole medie in vista della prima interrogazione. Sulle possibili cause del suo status alterato se ne sono lette di cotte e di crude: c’è chi sostiene che in chiusura di preparazione fosse stato atterrato dallo sparring partner Joey Dawejko, chi parla di un attacco di panico che lo avrebbe colpito il giorno stesso del match, chi più sommessamente ipotizza uno stato di tensione legato alla prima trasferta in USA e al peso di essere il numero uno. Probabilmente la verità non la sapremo mai, ma il fatto che il padre di Joshua al termine del match sia salito sul ring cercando di aggredire il promoter Eddie Hearn suggerisce che qualcosa di poco chiaro alla vigilia di quella sfida sia effettivamente successo.

La genesi della sorpresa: colpo decisivo o stile indigesto?

Al di là delle ipotesi sui pregressi, che lasciano il tempo che trovano, la dinamica dell’incontro di New York ha dato vita a interpretazioni molto differenti tra gli addetti ai lavori. Una parte degli osservatori conferisce infatti grande importanza all’episodio chiave della terza ripresa: Joshua stese Ruiz con un perfetto gancio sinistro, dopodiché incappò a sua volta in un gancio micidiale mentre cercava di siglare il KO nei confronti di un avversario apparentemente in balia dei suoi colpi. Quel terribile fendente, giunto a segno nei pressi dell’orecchio sinistro, potrebbe aver avuto effetti talmente nefasti da impedire all’inglese di riprendersi del tutto nonostante la battaglia sia andata avanti per altri quattro round. Del resto Robert McCracken, allenatore di Joshua, ha confidato in seguito che nei minuti di pausa tra una ripresa e l’altra il suo pugile gli confidava di sentirsi strano al punto da spingerlo a sospettare una commozione cerebrale. Altri opinionisti tuttavia rigettano questa tesi obiettando che Joshua vinse il quinto round su tutti e tre i cartellini dei giudici evidenziando una piena ripresa e legano dunque il crollo successivo allo stile di Ruiz. La velocità di braccia di quest’ultimo, la sua mascella granitica e la sua capacità di passare sotto i colpi del rivale e di esaltarsi dalla corta distanza parrebbero infatti qualità tremendamente indigeste per l’atleta di Watford.

La psicosi collettiva sui fisici dei due atleti

Incredibilmente, nell’arco dei mesi che sono intercorsi tra la prima sfida e questa entusiasmante rivincita, uno degli argomenti che più ha riempito le pagine dei siti specializzati è stato quello delle trasformazioni fisiche che i due pugili avrebbero operato in vista del rematch. Da una parte ha tenuto banco il presunto dimagrimento di Ruiz: secondo alcune notizie sensazionalistiche il messicano, da sempre noto per il suo fisico tondeggiante, avrebbe avuto intenzione di perdere una ventina di chili in poco tempo per presentarsi alla rivincita con massa grassa dimezzata. Fior fior di campioni del presente e del passato, compresi Timothy Bradley e Mike Tyson, si sono espressi con toni allarmistici a riguardo e tra gli appassionati sono sorte discussioni infinite su foto contraddittorie e improbabili diete a base di salmone. Non è andata diversamente ad Anthony Joshua, anche lui al centro delle cronache per la presunta decisione di ridurre la muscolatura al fine di migliorare velocità e resistenza. Il tema è stato sollevato a tal punto che lo stesso pugile inglese, nel corso di una recente intervista (leggi qui) ha sentito il bisogno di confidare ai suoi fan che eventuali cambiamenti fisici vanno messi in relazione ai consigli di Wladimir Klitschko su dieta e allenamenti.

L’angolo del pronostico

Molto presto la cerimonia del peso ci dirà se la trasformazione fisica dei due pugili è stata reale, minima o addirittura inventata di sana pianta dai media, ma di gran lunga più importante potrebbe rivelarsi lo stato mentale con cui i contendenti entreranno nell’avveniristica arena saudita. Anthony Joshua non è più l’uomo da battere e la pressione di doversi dimostrare costantemente il migliore potrebbe essere scivolata via dalle sue spalle rendendolo un uomo più sereno. D’altro canto il ricordo della durissima sconfitta estiva si annida certamente nei cassetti della sua memoria e questo sabato un eventuale momento di difficoltà potrebbe far riapparire i fantasmi di quella notte facendolo precipitare nello sconforto. Andy Ruiz è a sua volta in bilico tra sentimenti contrastanti. Da un lato la fiducia nei propri mezzi, accresciuta dall’inaspettato trionfo mondiale, potrebbe farlo volare sulle ali dell’entusiasmo, ma dall’altro, mentre a giugno il messicano poteva contare sulla spensieratezza di colui che non ha nulla da perdere, stavolta dovrà soddisfare aspettative enormi: una posizione potenzialmente carica di tensione.

Sul piano tattico non dovrebbero esserci grosse sorprese: Andy Ruiz farà suo il centro del ring come ha sempre fatto mentre Joshua gli si muoverà intorno cercando di tenerlo a bada con il jab e aspettando il varco per piazzare occasionalmente i suoi colpi pesanti. Ciò che potrebbe differire significativamente rispetto al precedente confronto è però il grado di prudenza dell’inglese: consapevole dei rischi in agguato difficilmente Joshua si lascerà andare a combinazioni prolungate e a scambi furibondi. Il suo scopo sarà quello di minimizzare i pericoli controllando la distanza, chiudendosi e legando all’occorrenza e lasciando andare le braccia soltanto a colpo sicuro. Anche qualora Ruiz dovesse sentire un colpo c’è da scommettere sul fatto che Joshua questa volta non si lascerà prendere dalla frenesia di chiudere la partita. L’inglese non è un artista della boxe elusiva e potrebbe vivere diversi momenti di sofferenza, ma chi vi scrive ritiene che alla fine, complice il workrate piuttosto basso del campione, riuscirà a spuntarla. Prevedo dunque una vittoria ai punti di Anthony Joshua.

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2 comments

  • Tecno

    Ruiz bumaye!

  • Tristano

    Buon pomeriggio.
    Sì, c’è stata una psicosi collettiva sull’aspetto fisico nei riguardi dei due contendenti. Come se dall’aspetto fosse possibile determinare il valore di un combattente. Vorrei segnalare invece, che la reale statura di John Ruiz Junior è notevolmente inferiore a quella “propagandata”, attestandosi sui sei piedi scarsi (tra i 182 e i 183 cm).
    Un cordiale saluto,
    Tristano

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