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Match of the week: Alexander Povetkin vs Dillian Whyte

Gibilterra si appresta a ospitare una delle sfide più interessanti che la categoria regina possa offrire in questa fase. Questo sabato infatti, nel suggestivo territorio d’oltremare che appartiene politicamente al Regno Unito pur essendo parte della penisola iberica, andrà in scena il rematch tra i pesi massimi Alexander “Russian Vityaz” Povetkin (36-2-1, 25 KO) e Dillian “The Body Snatcher” Whyte (27-2-0, 18 KO) valido per il Titolo Interim della WBC. Il primo incontro tra i due colossi ha avuto luogo l’estate scorsa al Matchroom Fight Camp di Brentwood e ha visto imporsi Povetkin grazie a un prodigioso KO messo a segno nel quinto round. La riunione sarà trasmessa su DAZN a partire dalle ore 19:00.

I precedenti favorevoli a Povetkin: le grandi conferme dopo un KO

Alexander Povetkin

L’auspicio dei sostenitori del Russian Vityaz è che il loro beniamino riesca a mettere a segno un altro colpo vincente come quello che lo scorso agosto spense le lampadine di Whyte lasciandolo disteso ed esanime per diversi minuti. Quel perfetto montante sinistro non sarà facile da riproporre, ma Povetkin, con i suoi 15 anni di professionismo alle spalle, ha tante altre frecce al suo arco ed è pronto a farvi ricorso. Diversi sono i precedenti storici di pesi massimi di rilievo capaci di bissare un KO confermando così la propria superiorità. Nel 1946 l’immenso Joe Louis impiegò otto riprese per piegare una seconda volta quel Billy Conn che tanti problemi gli aveva creato cinque anni prima. Nel 1963 fu Sonny Liston a rendersi protagonista di un bis portentoso siglando un nuovo KO al primo round sul malcapitato Floyd Patterson che l’anno prima aveva subito la stessa sorte. Parlando di KO confermati è impossibile non ripensare poi alle epiche sfide tra George Foreman e Joe Frazier, entrambe vinte in maniera netta e brutale da Big George: Smokin’ Joe riuscì soltanto a prolungare la sofferenza nel rematch, disputato quand’era ormai in netto declino, ma fu annichilito in cinque round. Merita menzione poi l’idolo delle folle Mike Tyson che ebbe in Frank Bruno una delle sue vittime preferite essendo riuscito a schiantarlo una seconda volta sette anni dopo il primo successo per KO.

I precedenti favorevoli a Whyte: i KO ribaltati!

Dillian Whyte

Se Povetkin può sorridere al pensiero dei precedenti fin qui rievocati, lo stesso Whyte può trarre ottimismo dallo studio dei campioni del passato, dato che non sono mancati nella storia casi di pesi massimi messi KO ma capaci di restituire il favore all’avversario in occasione della rivincita. Il già citato Joe Louis ci riuscì nel 1938, quando impiegò poco più di due minuti a battere l’insidioso Max Schmeling che due anni prima lo aveva messo al tappeto. Con un salto temporale ci spostiamo nei mitici anni ’70 per ricordare il caso di Ken Norton, la cui prima sconfitta da professionista avvenne per KO per mano del poco noto Jose Luis Garcia. Norton ribaltò il risultato cinque anni dopo in un rematch a senso unico in cui siglò ben tre atterramenti. Il vero artista del KO vendicato è però Lennox Lewis: l’inglese di radici giamaicane conobbe infatti in due occasioni l’onta della sconfitta prima del limite, ma in entrambi i casi riuscì a rifarsi alla grande. Se Oliver McCall si fece fuori con le sue stesse mani presentandosi sul ring in uno stato mentale alterato, Hasim Rahman fu invece vittima di un destro terrificante. Merita infine menzione il caso di Wladimir Klitschko, che riuscì a vendicare una delle battute d’arresto della prima parte della sua carriera quando nel 2007 costrinse al ritiro in sei riprese uno spento Lamon Brewster, rifacendosi così della terribile sconfitta del 2004.

L’angolo del pronostico

Nel match dell’estate scorsa i due pugili hanno impiegato poco tempo per dar fuoco alle polveri. Dopo due riprese interlocutorie in cui la miglior tecnica di Povetkin pareva farsi leggermente preferire, Whyte aveva iniziato a usare il jab come uno stantuffo alternandolo a violenti montanti alla figura. L’aggressività dell’inglese aveva raggiunto il culmine nel quarto round con i due atterramenti che lo avevano illuso di avere il match in pugno prima della distrazione fatale. Questa volta è ragionevole attendersi che il Body Snatcher, memore della debacle, adotti una strategia più attendista e conservativa, cercando di limitare al minimo sindacale i rischi per poi venir fuori alla distanza, approfittando del vantaggio anagrafico e della conseguente maggior freschezza. Whyte del resto ha già dovuto fare ricorso a simili accorgimenti tattici in occasione della rivincita con Dereck Chisora, quando il suo team lo convinse a non ripetere la folle guerra all’arma bianca da cui era uscito vincitore per un soffio, puntando invece su mobilità e azioni di rimessa. La versione accorta del colosso inglese solitamente non è entusiasmante sul piano dello spettacolo; inoltre è possibile che vedendosi lasciare l’iniziativa, Povetkin ne approfitti per costruire un iniziale vantaggio sui cartellini. È pur vero tuttavia che l’atleta russo ha già dimostrato di recente di essere soggetto a un calo di rendimento dopo il giro di boa, un piccolo neo che contro l’esuberanza fisica di Whyte potrebbe rivelarsi fatale. La sensazione di chi vi scrive è che il pugile britannico, dopo aver limitato i danni nella prima metà del combattimento, riuscirà a prendere il sopravvento e a piegare il rivale nelle riprese finali. Prevedo quindi una vittoria per KO di Dillian Whyte nell’ultimo terzo del match.

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