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Intervista ad Ivan “Il Terribile” Zucco: farò di tutto per arrivare dove voglio.

Ivan “Il Terribile” Zucco, si è fatto largo a suon di KO nel mondo del professionismo. Il mancino di Verbania, senza caschetto dal novembre 2017 è imbattuto: nove le vittorie in altrettanti incontri, di cui otto vinti prima del limite.

Zucco è stato protagonista lo scorso weekend nella sua città natale annientando Marco Miano (7-14-0, 2KO) in appena due riprese. “Il terribile” si è messo in luce anche nella serata milanese targata Matchroom Italy e DAZN di giugno: sospinto da una moltitudine di suoi fedelissimi fan che hanno riempito buona parte del palazzetto, in quell’occasione ha spento il bulgaro Borislav Zankov (10-26-1, 4KO) in tre round. “L’incolpevole” ragazzo dell’Est non aveva i mezzi per arginare le bordate del pugile italiano, tanto da costringere l’arbitro, dopo un atterramento, ad interrompere l’incontro. Andiamo a conoscere meglio questo bel supermedio piemontese.

Come ti sei avvicinato al pugilato?

“Tutto ebbe inizio più di 10 anni fa. Ho sempre praticato sport, di qualsiasi genere come calcio, nuoto, basket, rugby e per qualche anno anche il karatè. Però non posso nascondere che a casa mia si sentiva parlare spesso di pugilato: mio padre Andrea è stato il mio primo allenatore e lo è tutt’ora. Anche lui pugile, nella sua carriera ha disputato più di 100 incontri da dilettante, con un record di vittorie altissimo! Era veramente forte, e non lo dico perché è mio padre: a tutti i campionati a cui ho preso parte, tutti i maestri ed i tecnici, dai più anziani ai giovani, elogiavano le sue doti e la sua bravura. Purtroppo, per un problema legato alla pressione, ha dovuto chiudere la sua carriera agonistica anzitempo. Ma la sua passione per il pugilato era troppa per allontanarsi da questo incredibile sport, ed allora è diventato allenatore. Il suo sogno era quello di diventare un professionista, il destino non ha voluto questo, ma ora ci sono io e farò di tutto per arrivare dove lui voleva e dove io VOGLIO arrivare”.

La Boxe sembra crescere nuovamente, tuttavia ci sono ancora problemi. Tu ed il tuo staff so che state lavorando sodo per combattere. Che problemi state riscontrando?

“Si, fortunatamente negli ultimi due anni molta gente si è avvicinata nuovamente alla boxe, questo grazie anche a figure come Floyd Mayweather, veri fenomeni mediatici oltre che atleti straordinari. Il bacino di pubblico è cresciuto e questo è un bene per tutti, manca però la “manodopera”. In Italia ancora non è facile trovare sparring partner professionisti di livello. Noi Pro siamo pochi, siamo in crescita e stiamo aumentando sia qualitativamente che numericamente, ma per ora siamo sempre gli stessi. Questo implica un grande lavoro del mio manager e del mio team per trovar sempre nuovi sparring partner e il dover spostarmi di continuo. Recentemente, grazie al mio manager Christian Cherchi, sono stato nella prestigiosa palestra di Adam Booth a Londra, dove ho potuto confrontarmi con veri campioni. L’inverno che verrà ho intenzione di volare nuovamente altrove e confrontarmi con i Pro d’oltreoceano”.

Sei stato tra i protagonisti della riunione del Palalido. Un’ottima prestazione. Che ne pensi di questa esperienza?

“La serata del Palalido penso sia stata la serata di pugilato più bella alla quale abbia partecipato. Location spaziale, quando sono entrato mi è sembrato di essere negli States. Tutto organizzato alla perfezione, va fatto un ringraziamento al mio manager, la famiglia Cherchi, Matchroom Boxing, DAZN e tutti gli sponsor che hanno reso possibile la serata. È stato il mio 70esimo incontro, tra dilettantismo e professionismo, ed è andato veramente molto bene: vittoria per KO davanti ad un grandissimo pubblico.

Mi sento fortunato perché ho un grande seguito e per questo ci tengo a ringraziare tutti i miei sostenitori che vengono sempre a fare il tifo! Combattere in eventi di questo calibro contribuisce esponenzialmente alla crescita sportiva: mantenere la mente lucida e non farsi prendere dalle emozioni in serate simili non è semplice! Ma non solo, l’esposizione mediatica che deriva dalla partecipazione a serate come questa è incredibile ed è fondamentale per il futuro del nostro sport: io che sono molto attento e dedico del gran tempo ai social ho notato come, dopo la serata, i numeri siano aumentati considerevolmente! Tutto Il pugilato ITALIANO deve ringraziare e supportare questo nuovo “movimento” che OpiSince82 e la famiglia Cherchi hanno realizzato, perché stanno dando grandissima visibilità al nostro meraviglioso sport”.

Mete per il futuro? Che obiettivi ti sei posto e chi ti piacerebbe sfidare?

“Per il futuro non ci poniamo obiettivi nè limiti, rimaniamo come sempre umili e con i piedi ben ancorati a terra. Ma siamo molto ambiziosi e abbiamo davvero tanta fame! Io fino ad ora mi sono messo completamente nelle mani del mio manager Cherchi e le cose stanno andando come devono anche grazie a lui. Mi sono messo in gioco al 100% lasciando un lavoro che facevo da anni e che mi dava tante soddisfazioni per dedicarmi completamente al pugilato.

Se vuoi arrivare devi dedicare tutto te stesso e tutte le tue energie per seguire il tuo sogno! Tutti vedono solo la vittoria, il braccio alzato, ma dietro a quell’immagine ci sono ore, giorni, mesi, anni di sacrifici, sudore, sangue, rinunce e tantissimo altro! Pochi sanno veramente cosa voglia dire essere pugile! E per questo tutti i pugili devono essere rispettati.

Non ho nomi nello specifico, confido nelle sfide che mi verranno proposte, sono pronto ad affrontare con onore ma anche con consapevolezza e determinazione chiunque il mio manager deciderà di mettermi di fronte. Non nascondo che, con tutta questa dieta, iniziano a cadermi i pantaloni: indossare presto una bella cintura potrebbe essere la soluzione migliore.
Andrà come andrà, magari diventerò un campione, magari no, in ogni caso sono sicuro che non avrò rimpianti: darò sempre tutto me stesso e di più, certo di averci provato fino alla fine”.

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