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Intervista a Dario Morello: “Vi farò vedere il migliore Spartan visto finora!”

Torniamo a fare un giro tra i giovani professionisti di casa nostra. Questa è la volta del 26enne di origini calabresi Dario “Spartan” Morello (15-0, 2 KO). Il welter nato a Cetraro (CS) dopo un’eccellente carriera nel dilettantismo, caratterizzata dalla presenza anche in Nazionale, è passato al professionismo nel 2015 sotto la guida della Boxe Loreni, e poi dallo scorso anno di Salvatore Cherchi.

Considerato un sopraffino schermidore, si è fatto largo nel mondo Pro sfoggiando un notevole bagaglio tecnico. E già nel luglio del 2017 è diventato campione Italiano battendo ai punti l’esperto Tobia Loriga (30-8-3, 6KO), in un incontro che ha condotto e dominato di larga misura. Titolo che cinque mesi dopo ha difeso in maniera altrettanto netta contro Gaetano Guttà (10-6-1, 2 KO).

Da quel momento in poi, una serie di match meno importanti fino a quello del 28 giugno scorso in cui ha conquistato il titolo Global WBO contro lo scorbutico belga Ahmed El Hamwi (19-9-2, 1KO) in una delle serate Matchroom Italia. Il 19 settembre tornerà ad essere protagonista nuovamente con DAZN anche a Firenze contro Luther Clay (11-1-0, 5KO) per difendere il titolo. Abbiamo fatto due chiacchiere insieme.

Raccontaci come ti sei avvicinato alla boxe? E il ricordo più bello che hai sul ring?

Ero un bambino, avevo solo 4 anni e mio padre, all’epoca poco più che 30enne, si allenava come sparring partner degli agonisti che aveva in palestra mio zio. Quell’ambiente mi ha da subito rapito. Ero un piccolo Dario grasso e timido, il tipico che metti in porta quando giochi a calcio per strada. E poi a me di giocare fuori non importava: io volevo andare in palestra a fare il pugile e diventare un campione. Sul ring di ricordi fantastici per fortuna ne ho molti però diciamo che è sato dal primo titolo Italiano Pro in poi che ogni successo è diventato per me motivo di gioia immensa, soprattutto perchè l’espereinza da dilettante è finita con il congedo: “Puoi andare dove vuoi, tanto sei finito”. Ora ogni volta che alzano il mio braccio, dimostro a me e a chi non ha creduto o crede in me di “Aver appena iniziato” e non finito.

Sei stato tra i protagonisti della serata al Palalido di Milano targata Matchroom Italia e DAZN a giugno, dove hai conquistato il titolo GLobal WBO. Cosa ne pensi di quella esperienza?

Finalmente la boxe Pro italiana può dire di aver trovato la giusta dignità con queste manifestazioni: copertura TV, impianti adeguati, contenuti di accompagnamento e pubblicità per l’evento. Fare parte di una scena di un certo livello mi fa solo che piacere, mi rende molto carico moralmente e mi rende più consapevole dei miei mezzi. È un sogno che si avvera. Sono le cose che ti fanno sentire un vero professionista e non un dilettante che combatte senza casco e canotta. Insomma vincere un titolo Internazionale in contesti del genere per me è una figata pazzesca.

È stato ufficializzato il tuo nuovo match nella prossima serata DAZN a Firenze, Che puoi dirci di questa ulteriore vetrina e del tuo nuovo avversario?

Sì, pochi giorni fa Christian Cherchi mi ha chiamato proponendomi il match e ho subito accettato. Sono sempre pronto e con voglia di combattere. Diminuisco l’intensità di allenamento ma non smetto mai quindi mi basterà poco tempo per rientrare in piena forma piena. L’avversario, sulla carta, è abbastanza quotato quindi sarà un bel match, vi farò vedere il migliore Spartan visto finora! Ho la possibilità di preparami al meglio con un campo di allenamento in full immersion nella mia palestra di origine con mio padre e i miei cugini (Vincenzo e Roberto Lizzi – entrambi nazionali). Firenze inoltre è una piazza che mi ha sempre dato tanto a livello di pubblico e tifo. Infatti essendo amico fraterno di Fabio Turchi, spesso le tifoserie si mescolano o scambaino in base alla collocazione geografica dei nostri match.

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