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Intervista a Consuelo Portolani, verso IPBC

 

Consuelo Portolani al sacco

Consuelo al sacco

Consuelo Portolani, pugile Elite 1^ serie, ci racconta la sua storia nel nostro consueto appuntamento con Italian Punches. La giovane elite protagonista del dual match femminile tra Italia e Inghilterra dello scorso 8 Marzo, ha risposto alle nostre domande.

Come hai iniziato a praticare la boxe e cosa ti trasmette?

“Quasi per gioco direi, o meglio, fin da piccola ho fatto sempre Sports; in realtà sono un ex ballerina classica ed una volta lasciata la danza, soprattutto per motivi lavorativi nel momento in cui decidevo di trasferirmi tempo fa dalla Romagna, mia terra d’origine, decidevo di entrare in una palestra specializzata in Kick boxe e pugilato. Mi avvicinavo anche al Crossfit e comunque a sport in cui “il sudore vero” la fa da padrone. Poi, una volta arrivata a Torino, mi avvicinavo con più assiduità alla boxe con puro spirito amatoriale. Tuttavia, ad un certo punto, mi domandavo perché non provarci a farlo un pò più seriamente, anche se trentenne volevo mettermi in gioco e, in qualche modo, combattere le mie paure interiori. Il mio maestro, Paolo Pisano, all’inizio titubante sulla cosa, si convinceva in qualche modo. Siamo partiti con il primo match a luglio del 2014 ed oggi sono 40 matches, la boxe è davvero un pezzo della mia vita.” 

Come vedi la possibilità olimpica? Un sogno o un obiettivo?

In realtà penso sia un sogno ed un obiettivo per chiunque faccia pugilato seriamente ed agonisticamente…secondo me un pugile, come un calciatore che inizia la scuola calcio sognando di giocare un giorno in serie A, deve partire dal piccolo per puntare in alto. Con questo intendo che la giusta direzione per un pugile che inizia in età giovanile, dovrebbe essere il dilettantismo, per poi puntare alla nazionale ed alle Olimpiadi e guardare, infine, al professionismo. Questo a mio avviso, è il giusto percorso che un agonista dovrebbe imporsi.

La Boxe Femminile ha sempre dato segnali di no alla violenza sulle donne. Può essere usata per una tematica sociale cosi importante?

Decisamente si, qualcuno dice che la donna pugile…donna non è! mi fa tristezza questa classificazione…la femminilità non viene messa in discussione da uno sport e certamente non dal pugilato, e certamente il pugilato aiuta ad avere più consapevolezza in se stesse ed ad affrontare i “pugni della vita” e quei pugni spesso sono sferrati da uomini, o comunque persone, violente e frustrate. La boxe, in qualche modo, è, per me, lo strumento attraverso il quale affrancare me stessa dalle paure della vita e da coloro, uomini o donne che siano, che cercano dimetterti in piedi in testa. La boxe aiuta a crescere, a credere in se stessi ed a rispettare il prossimo, per questo la Amo. 

Consuelo Portolani con Paolo Pisano sx e Antonio Di Renzo dx

Consuelo Portolani con Paolo Pisano sx e Antonio Di Renzo dx

Adesso si sta lanciando il primo torneo pro per le donne. Che ne pensi? Saranno gironi da 4 atlete con l’obbligo di sfidarsi tutte ed eleggere la migliore. Ampliando il numero delle atlete pro e il numero di match. Faresti il grade salto nel professionismo? Quanto aiuterebbe avere un professionismo femminile più solido?

Riallaciandomi a quanto detto sopra, ritengo che il professionismo femminile sia meraviglioso e che, per quanto mi riguarda sia il giusto evolversi di una carriera agonistica condotta con intelligenza, serietà e sobrietà morale. 

Ovviamente, io, visto il mio “limite anagrafico” ho dovuto e voluto forzare i tempi, facendo tutto in fretta, spesso anche sbagliando…40 matches in 4 anni scarsi mi rendo conto che sono tanti e spesso sono stati anche “stressanti”, ma il pugilato è qualcosa che va oltre per me e lo rifarei ogni giorno della mia vita.  Sono felicissima di avere preso la grande decisione con il mio maestro, che fa parte del team che sta lavorando a questo nuovo progetto nel settore pro femminile, di passare pro e di fare il passaggio nell’ottica di poter esordire all’interno proprio di questo nuovo torneo. Sono emozionata, felice, quasi tremante…non vedo l’ora di mettermi alla prova e di poter essere una pugile pro. Peraltro la palestra dove mi alleno, la 360 HNF di Torino, è il luogo ideale di ispirazione per la mia crescita agonistica, è una struttura avveniristica che si occupa di sport per l’appunto a 360′, come suggerisce il nome.

Inoltre ci tiene a concludere: “Concludo dicendo che ho la fortuna di essere amica e “collega” di un grande uomo e pugile pro come Alessandro Goddi, pugile introdottomi dal mio maestro. Per me Alessandro è un esempio; è un amico con il quale confidarmi e grazie al quale ho capito che voglio davvero provarci. Perchè, come mi ha insegnato lui, il pugilato o lo odi o lo ami, ma se lo ami, come facciamo noi, non puoi farne a meno e non puoi stargli lontano.”

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