fbpx

Stefano Zoff: il Pirata di Monfalcone, un campione oltre le difficoltà

Bandana stretta sulla fronte mentre percorreva la pedana in direzione del ring, colpi veloci, precisi e agili, il diretto sinistro simile a un affondo di sciabola. Insomma lo stile del “Pirata” di Monfalcone, Stefano Zoff. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio del Duemila fare pugilato in Italia non era facile. I riflettori si erano spenti, gli sponsor spariti e le borse di conseguenza sempre più scarne. Tuttavia, poiché passione, talento e perseveranza ripagano sempre, ci sono stati campioni capaci di accendere lo spirito del pubblico, di farsi amare, e di imporsi anche oltre i confini nazionali. La rubrica Italia Vincente oggi è dedicata proprio a uno di loro, a Stefano Zoff: campione del mondo, tre volte campione europeo e pluricampione italiano. Un grande campione friulano accanto a Primo Carnera, Nino Benvenuti e Paolo Vidoz.

Il Pirata, soprannome affibbiatogli per via delle inconfondibili bandane, è nato a nel Goriziano nel 1966. Ha avuto una carriera durata circa 18 anni, fatta di tante vittorie, ma anche di sacrifici e momenti bui. Quelli in cui si riconoscono i veri combattenti. Nonostante la lunga attività, Stefano Zoff ha disputato 58 incontri da professionista nelle categorie dei pesi piuma, superpiuma e leggeri. 434 round, 43 vittorie, 17 delle quali per KO, 3 pareggi e appena 12 sconfitte.

Il debutto da professionista, dopo una carriera da dilettante senza molte scintille, è avvenuto nel 1989 proprio nella sua città natale contro il pugile congolese Bonfunga Eymono. All’ottimo esordio seguì un’altra vittoria, un pareggio e una sconfitta. Non una partenza facile, ma Zoff sembrò trovare la via della vittoria e dopo aver inanellato nove vittorie e un incontro finito in parità si conquistò la title shot per la cintura dei pesi piuma contro Gianni Di Napoli. Era il 1992 e i due si incontrarono a Castelcivita. Fu un incontro caratterizzato da scambi serrati e il verdetto finale consegnò, in modo discutibile, la vittoria a Di Napoli.

Sconfitta difficile da digerire, l’anno successivo Zoff ottenne la rivincita e dominò per quasi tutto l’incontro. Stavolta i cartellini dei giudici furono tutti a suo favore. Il titolo italiano gli spianò la strada a una serie di incontri di rilievo. Il 22 marzo 1994 a Charleroi il Pirata ebbe l’occasione di confrontarsi con il pugile francese Stephane Haccoun per il titolo europeo EBU dei piuma. A detta di molti cronisti, Zoff diede al suo avversario una vera lezione di pugilato. Da sfavorito riuscì a vincere per KO tecnico nonostante il pubblico avverso e la lontananza da casa. Sei mesi più tardi dovette difendere il titolo nuovamente in Francia contro Mehdi Labdouni. Match combattuto e incerto fino all’ultimo. Ancora una volta però i cartellini furono avversi a Zoff che perse per verdetto unanime, ma con uno scarto davvero ridotto.

Dopo la sconfitta il Pirata aveva bisogno ricominciare la scalata alla classifica. Tra il 1995 e il 1996 disputò cinque incontri, vincendoli tutti. Il pubblico cominciava ad amarlo. Palestre e tifosi erano sempre più gremiti durante i suoi incontri. Tuttavia nel ’96 comincia una parabola discendente, che ebbe ripercussioni anche nella sua vita privata. A Zoff viene data l’occasione di riconquistare il titolo EBU a Sanremo contro il pugile inglese Billy Hardy. Occasione sfumata per un verdetto sfavorevole. Dopo appena quattro mesi una nuova opportunità per scalare imporsi a livello internazionale. La posta in gioco era più alta: il titolo mondiale IBF. Nell’angolo apposto al suo c’era però Laureano Ramirez, pugile domenicano naturalizzato spagnolo. Un mancino imprevedibile e veloce. I cartellini gli diedero ragione infliggendo la seconda sonora sconfitta a Zoff. Fu un momento buio. Ma Stefano insistette per avere una rivincita, che gli fu concessa dopo appena due mesi una settimana prima di natale proprio nella sua Monfalcone. Sostenuto dal nutrito pubblico casalingo Zoff stavolta si impose vincendo ai cartellini.

Ma a questo punto la carriera di Stefano subisce un altro duro colpo. A marzo dell’anno successivo difese il titolo mondiale contro il pugile ucraino Volodymyr Matkivskyy nuovamente nella sua città natale. L’avversario aveva all’attivo meno incontri rispetto a Zoff, ma dalla sua aveva un fisico più massiccio e braccia più potenti. Zoff perse il titolo per KO. A quel punto in molti ipotizzavano che la carriera del pirata fosse ormai all’ultimo giro di boa, complice anche un delicato intervento di neurochirurgia a cui dovette sottoporsi per un lieve edema cerebrale. Ma Stefano, 31enne, riuscì a far ricredere i suoi detrattori. Tornato sul ring vinse sette incontri di fila e nel 1999 il suo procuratore riuscì a organizzare un incontro valevole per il titolo WBA dei pesi leggeri resosi vacante contro Julien Lorcy. I pronostici erano tutti favore dal francese. Il 7 agosto 1999 alcuni giornali parlarono di “impresa”. Zoff diede vita a un incontro quasi a senso unico al primo match nella nuova categoria. Il pubblico francese riconobbe la vittoria tributandogli un caloroso applauso.

Tre mesi dopo volò a Las Vegas per difendere il titolo contro Gilberto Serrano. Sul suolo americano Zoff non riuscì a ripetere la prestazione e perse per TKO. Ancora una volta la tentazione di mollare non lo sfiorò per un attimo e riprese gli allenamenti. Altri cinque incontro vinti prima di competere nel 2001 a 35 anni per il titolo europeo dei pesi leggeri contro Djamel Lifa, pugile inglese. Stavolta fu un trionfo. Lifa venne battuto per KO. Ad agosto dello stesso anno Zoff tornò a combattere a Monfalcone, in un palazzetto straripante, per difendere il titolo contro Dariusz Snarski. La vittoria ottenuta anche stavolta gli consentì di riprendere la strada del mondiale.

Nel 2002 in Germania si trovò contro il pugile uzbeko, Artur Grigorian per il titolo WBO dei pesi leggeri. Purtroppo Zoff non riuscì a conquistare il secondo titolo mondiale, subendo una sconfitta netta ai cartellini. Successivamente però, come ormai aveva abituato il suo pubblico, difese per cinque volte il titolo europeo. Nel 2005 al Palalido di Milano Zoff ha l’occasione di riprovare l’assalto al mondiale. Il suo ostacolo si chiama Leavander Johnson. Ostacolo che però non riuscì a superare. A distanza di pochi mesi perse anche l’incontro per il titolo europeo, nel frattempo resosi vacante, contro Juan Carlos Diaz Melero. La carriera di Zoff si chiuse nel 2007 a 41 anni nel tentativo di riconquistare il titolo contro Yuri Ramanau. Fu un incontro pieno di grinta e cuore, tipici del Pirata. Non bastarono a fargli terminare la carriera con una vittoria, ma di certo lo consacrarono come grande campione.

Michele Piccirillo: il Gentleman del ring che con eleganza e fair play vinse tutto!

Condividi su:
  • 215
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X