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Lontano dal ring: la vita di un fighter in quarantena

Cosa significa per un atleta vivere agli arresti domiciliari? Che ripercussioni ha la situazione sulla mente dell’atleta e dello sportivo? In questo articolo analizzeremo la situazione e individueremo delle linee guida per superarla al meglio.

SOPRAVVIVERE ALLA QUARANTENA: ISTRUZIONI PER L’USO

La situazione la conosciamo tutti, sono passati più di due mesi da quando palestre, manifestazioni e combattimenti sono stati sospesi a data da destinarsi. Per un momento proviamo a immedesimarci nei panni di un atleta che da mesi si stava preparando per un match e ha visto il suo obiettivo scivolargli tra le mani senza sapere quando potrebbe tornare. Dire che la situazione è destabilizzante è dir poco. Per preparare un match, in base anche al livello e all’importanza ci voglio mesi. Mesi di lavoro calibrato, sparring e dieta ferrea.

In questa situazione molti atleti hanno visto i loro sforzi andare in fumo e si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano. Di fronte a questa situazione alcuni atleti hanno reagito senza lasciarsi abbattere e riprogrammando l’immediato futuro dandosi nuovi obiettivi o approfittandone per lavorare su se stessi. Altri hanno fatto fatica a reggere lo stress e hanno reagito con rabbia e frustrazione oppure sedendosi sugli allori in attesa che la situazione passi. Queste reazioni vengono definite in gergo: strategie di coping. Per strategie di coping si intende l’insieme delle reazioni emotive, cognitive e comportamentali che una persona ha in risposta ad un evento stressante. Come abbiamo visto dagli esempi appena citati esse possono essere funzionali o disfunzionali.

Quando si attuano strategie di coping funzionali vengono compiute scelte e azioni che permettono di superare le difficoltà nel migliore dei modi. Potrebbe essere il caso di chi la prende con più filosofia cercando di trovare soluzioni alternative per gli allenamenti e riprogrammando la propria carriera agonistica coerentemente con le limitazioni vigenti. Quando si attuano strategie di coping disfunzionali si compiono scelte e azioni che posso causarci un danno. Parlo ad esempio di chi reagendo con rabbia e frustrazione si lascia andare pensando che “non ha più senso” continuare con la preparazione o seguire una dieta rigida perché tanto “non ne vale più la pena” oppure “ci sarà tempo per rimettersi in forma quando la situazione sarà tornata alla normalità”.

È innegabile che la situazione abbia portato con sé una serie di disagi pratici, e non parlo solo di match o combattimenti per il titolo rimandati. Parlo anche delle palestre chiuse e della necessità di stare in casa. Questi due aspetti hanno portato ad un radicale cambiamento delle abitudini di un atleta, e non solo. Sono sfumate le possibilità di fare sparring, c’è il rischio che alcuni fighter non abbiano tutto l’occorrente per allenarsi in casa e quindi continuare con la preparazione atletica e tecnica che facevano prima.

Che la situazione sia oggettivamente sfidante è indubbio ma nella vita capitano di continuo situazioni più o meno stressanti da gestire e a fare la differenza è la capacità dell’atleta e dello sportivo di fare appello alle risorse che ha disposizione per reagire con strategie di coping funzionali.

QUALI SONO GLI STRUMENTI CHE UN ATLETA, E UNO SPORTIVO, PUÒ UTILIZZARE PER AFFRONTARE LA SITUAZIONE METTENDO IN ATTO QUESTE STRATEGIE?

Partendo dal presupposto che sentimenti di frustrazione, disagio e rabbia sono assolutamente fisiologici e normali quando ci si ritrova da un giorno all’altro a dover riprogettare la propria quotidianità vediamo quali sono gli strumenti che atleti e non hanno a disposizione per superare questo periodo.

Pianificazione: Di fondamentale importanza darsi degli obiettivi a breve termine che siano realistici. Questo significa impostare un buon lavoro di programmazione fatto con l’allenatore e il preparatore atletico che coerentemente con l’attrezzatura che si ha in casa sia focalizzato allo sviluppo di skill utili all’atleta. Porsi degli obiettivi a breve termine realistici mantiene alta la motivazione e se progettati con coerenza combatte la frustrante sensazione di impotenza e perdita di tempo che si può vivere durante la quarantena.

Allenamento Ideomotorio: Per allenamento ideomotorio si intende la visualizzazione, il più realistica e vivida possibile, del gesto tecnico o della strategia di gara. Questo genere di allenamento risulta particolarmente efficace per migliorare l’apprendimento di sequenze e tecniche e per stimolare la memoria muscolare. La sua efficacia si basa sull’effetto Carpenter: è stato scientificamente dimostrato che sia quando si esegue un gesto motorio sia quando lo si immagina accresce, in entrambi i casi, l’eccitabilità del tratto cortico-spinale e incrementa l’attività neuro-miografica dei muscoli. In sostanza si riscontra la stessa attivazione neuro-muscolare seppur la potenza di quest’attivazione nell’immaginazione ideomotoria sia inferiore. Pertanto rivivere momenti di sparring e immaginarsi nell’esecuzione di tecniche permette di rimanere in allenamento anche in questo momento in cui è impossibile combattere.

Ricordati che non sei solo un atleta: più si alza il tiro più la vita dell’atleta ruota intorno alla sua carriera agonistica. Tuttavia anche i grandi campioni come Lomachenko sono padri o mariti. In un momento in cui la vita sportiva impegna meno tempo, o comunque se ne ha più a disposizione, dedicare tempo anche agli altri ruoli che ognuno di noi ricopre può portare grande beneficio. Allo stesso modo dedicare il tempo libero alle proprie passioni, riguardando tutta la saga di Rocky o le decine di documentari sugli sport da combattimento, è un ottimo modo per investire il proprio tempo e per trovare qualche spunto interessante per migliorare il proprio stile di combattimento.

E SE NON SONO UN AGONISTA?

Qualunque sia il tuo livello i consigli riportati sopra sono validi. Non bisogna essere per forza Canelo Alvarez per poter beneficiare di questi strumenti. Per raggiungere i propri obiettivi, che siano vincere dei titoli, rimanere in forma o anche solo scaricare lo stress, è fondamentale rimanere costanti e impegnarsi quotidianamente scegliendo di agire coerentemente con l’obiettivo scelto.

Non avere la possibilità di andare in palestra è sicuramente un fattore limitante. Allenarsi in una palestra non è la stessa cosa che allenarsi a casa magari con il divano a portata di mano e il parente di turno che guarda la tv. Così come allenarsi da soli non è la stessa cosa che allenarsi con i tuoi compagni che sudano e soffrono con te. L’energia è diversa, il vissuto è diverso, la voglia di spingere non è la stessa. Ripeto è fisiologico, non bisogna incolparsi se non ci sente al top o se non ci si allena con la stessa foga.

Ma è importante continuare a farlo, sia per bruciare un po’ di calorie, sia per non cadere nel pantano dell’immobilità. Avete mai provato a spostare un grosso mobile pesante? All’inizio, quando devi vincere l’attrito è molto difficile, ma quando hai fatto qualche metro diventa molto più facile. Noi essere umani non siamo dissimili. Sia per tornare ad allenarsi con costanza quando riapriranno le palestre, sia per evitare di cadere nell’immobilità, continuare ad allenarsi a casa è molto importante, magari cercando di rivivere il gruppo con degli allenamenti in skype.

L’approccio mentale allo sport è fondamentale e determina la differenza tra chi riesce a raggiungere i suoi obiettivi e chi si perde nel percorso. Questo momento di difficoltà è particolare per la sua unicità, non ha eguali se non tornando indietro di decenni ai grandi conflitti mondiali, ma non è diverso da molti momenti di stop improvvisi che vivono gli atleti come nel caso dell’infortunio. Sviluppare la giusta strategia mentale per affrontare questo momento farà la differenza quando si potrà tornare alla quotidianità, ai match e ai titoli: ecco l’importanza di avere al proprio fianco un mental coach.

Continuate a seguire dunque la nostra rubrica per avere un supporto in più “al vostro angolo”.

a cura della Dott.ssa Alessia Federiconi

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