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Fantasy match - Wladimir Klitschko Vs Vitali Klitschko

Fantasy Match. “Mamma non vuole”, l’incontro mai avvenuto tra i fratelli Klitschko

La reazione di una madre al sentirsi comunicare dal figlio la decisione di voler diventare pugile è uguale in qualsiasi parte del mondo: l’istinto di protezione materno impedisce di accettare la trasfigurazione della prole nelle vesti di moderno gladiatore. Ma, come insegna il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, ciò che si fa per amore è sempre al di là del bene e del male e spesso l’istinto materno è costretto a cedere di fronte alla ferrea volontà, frutto di una sincera passione per la nobile arte. Se già come abbiamo visto è difficile per una madre affrontare l’immolazione del figlio agli dei della boxe, non osiamo immaginare il dolore provato dalla signora Klitschko, i cui due figli Vitali e Wladimir sono diventati entrambi pugili professionisti e campioni nei pesi massimi.

A salire per primo sul ring è stato il fratello maggiore Vitali, kickboxer e poi pugile, soprannominato “Dr. Ironfist” in quanto primo campione a possedere un dottorato di ricerca, ha inoltre detenuto la cintura mondiale WBC dei massimi per oltre cinque anni. Quando i suoi jab e ganci destri colpivano il bersaglio, i malcapitati avversari iniziavano a sentire le note della famosissima “Hells Bells” degli AC/DC, canzone d’ingresso del dottore sul ring. Oltre a sfruttare la sua altezza di oltre due metri, Vitali si distingueva per le due spiccate doti difensive che gli hanno permesso di non essere mai messo al tappeto in tutta la carriera ma di subire due sole sconfitte per interruzione dell’arbitro.

Wladimir, dal canto suo, sin dall’inizio della sua carriera da dilettante ha le stimmate del predestinato: infatti dopo essere stato chiamato a sostituire il fratello maggiore nella nazionale olimpica ucraina, ritornò in Patria con al collo la medaglia d’oro nei supermassimi. Passato ai professionisti, “Dr. Steelhammer” ha unificato le cinture mondiali WBA, IBO, IBF e WBO, come un rullo compressore per dieci anni imbattuto al suono di “Can’t stop” dei californiani Red Hot Chili Peppers.

Come mai allora nessuno dei due è stato tentato dalla prestigiosissima impresa di un’eventuale dominio assoluto dei massimi? Anche in questo caso determinante è stata la promessa fatta diversi anni prima dai Klitschko brothers a loro madre: i due fratelli non avrebbero mai dovuto incrociare tra loro i guantoni. Un impegno da entrambi mantenuto fino alla fine (Wladimir è fresco di ritiro da qualche mese), testimonianza del forte legame che unisce i due fratelli, presenti a dar man forte l’uno all’angolo dell’altro ogni qual volta uno dei Klitschko salisse sul regno, tra loro condiviso, delle sedici corde.

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