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DIRETTO AL PUNTO – Joe Louis: 105 anni tra attualità e una boxe che non c’è più

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Il 13 Maggio 1914 nasceva Joe Louis, una delle leggende di questa sport. A 105 anni dalla nascita, il suo nome è ancora sulla bocca di tutti, protagonista sempre attuale di un pugilato ormai lontano.

La strada che lo ha portato dai nativi campi di cotone dell’Alabama alle prime pagine dei giornali è stata tortuosa: scuola poca, lavoro tanto e l’adottiva Detroit a fare da sfondo ai primi pugni.
Dopo il debutto a 20 anni, un filotto di 24 successi in due anni, con scalpi eccellenti come quelli degli ex campioni del mondo Baer e Carnera. La sconfitta con Schmeling è solo un passo indietro, utile per prendere la giusta rincorsa per un match iridato.
Il tetto del mondo arriverà stendendo Jim Cindarella man Braddock. Da quel momento 25 difese in 12 anni, compreso il periodo denominato “Bum of the month club“: The Brown Bomber spazza via 7 avversari da dicembre 1940 al giugno del ’41 , dando vita all’ironico circolo di perdenti. La perdita del titolo nel 1950 a beneficio di Ezzard Charles è il preludio al ritiro, avvenuto un anno (e nove incontri) dopo a seguito della sconfitta per TKO contro un’altra leggenda come Rocky Marciano.

–> LA STORIA DI ROCKY MARCIANO, IL BOMBARDIERE DI BROCKTON <–

I tempi del colosso dall’aria triste e gli occhi sbarrati sono lontanissimi, e il pugilato è cambiato parecchio.
Le riprese sono state abbassate da quindici a dodici, a beneficio di uno sport meno cruento e di una protezione maggiore dell’atleta. Gli arbitri sono diventati protagonisti fondamentali per capire quando interrompere un incontro, salvaguardando la salute dell’atleta.

Impensabile anche sostenere i ritmi dei tempi: le star di oggi si fanno desiderare. Pochi incontri all’anno, e spesso ben selezionati. I tempi in cui tutti sfidavano tutti, anche per infittire il calendario, non potrebbero essere più lontani dalla realtà odierna: la paura di sporcare il proprio record frena l’organizzazione di incontri tra i top di categoria (leggasi ad esempio Wilder vs Joshua…).

Joe Louis, a 105 anni dalla nascita, rivive nel pugilato odierno grazie anche al richiamo proprio dell’attuale campione WBC, anch’esso nato in Alabama, cui soprannome The Bronze Bomber è un omaggio al leggendario conterraneo.
I parallelismi tra i due finiscono qui, e forse non sono necessarie altre parole per chiarire il perchè l’America preferisce ricordare il glorioso passato dei pesi massimi, che concentrarsi sui campioni odierni.

Ma non solo: le 25 difese sono ancora oggi un record imbattuto, che Klitschko ha sfiorato prima di venir sconfitto da Fury al 24° incontro.
E le fragilità e le debolezze in cui Joe Louis è annegato dopo il ritiro (droga e problemi fiscali), sono le stesse che hanno caratterizzato e caratterizzano la vita di molti idoli del ring.

Ecco perchè Joe Louis continua ad essere una leggenda attuale, pur a tanti anni di distanza.

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