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DIRETTO AL PUNTO – Into the Wilder, nell’ignoto di Deontay

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Il mancato rematch contro Fury, l’addio a Showtime e le trattative con DAZN (ma senza Hearn)… Per Deontay Wilder l’unica cosa certa a cui aggrapparsi è Breazeale: non molto per colui che si autoproclama il miglior massimo al mondo.
Il futuro del campione mondiale WBC non potrebbe essere più oscuro.

Il riferimento al libro di Krakauer (poi film con Sean Penn) è fin troppo facile: aldilà del gioco di parole, Deontay si sta veramente inoltrando in terre selvagge ed ignote. Per la prima volta nella carriera, The Bronze Bomber sembra preda degli eventi e della confusione.

Tutto è cominciato quel 1 dicembre 2019: Fury che risorge per ben due volte, intaccando la nomea di Wilder di ammazza-rivali, malgrado i colpi incredibilmente potenti.
Quella macchiolina sul record è solo l’inizio: proprio quando i tifosi danno per scontato un rematch, ecco che il banco salta e l’affare non si fa. Il Gipsy King tuona: “Quando diventa famoso a casa sua, ne riparliamo“.
Perchè il vincente morale della sfida è Fury, che non vuole più ingoiare rospi per un incontro.

E allora che si fa? Il match con AJ, tanto sognato dai fan, continua a rimanere una chimera. Joshua è una vera celebrità in Europa, e vuole conquistare anche il continente americano: se la risposta di New York per il match contro Miller sarà soddisfacente, allora potrà tornare d’attualità.

Wilder non può far altro che aspettare.
Intanto, prova a mettere le mani avanti per un possibile match contro il campione di Watford, entrando in trattativa con DAZN: Deontay ha scelto di salutare Showtime, sperando anche in un assegno più corposo.
La sua dichiarazione di non voler assolutamente avere a che fare con Eddie Hearn, però, è simbolo della confusione che regna nella sua testa: è noto a tutti che il boss della Matchroom è importante partner della online tv (che sta facendo man bassa di campioni dopo aver messo sotto contratto anche GGG, LEGGI QUI)

E mentre la WBC ordina l’incontro con Dominic Brezeale (già asfaltato a Londra da Joshua tre anni fa), Wilder lancia segnali di nervosismo: ad esempio, sfidando Tony Bellew, reo di averlo apostrofato come “peggior campione mondiale di sempre” ad un catchweight match.

Nervosismo, incertezza, ed un orologio che fa tic-tac: quest’anno gli anni saranno 34. Riuscirà the Bronze Bomber a diventare davvero il miglior peso massimo al mondo?

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