DIRETTO AL PUNTO – Il ritorno di Wlad: Klitschko vuole cambiare la boxe

Condividi su:
  • 81
  •  
  •  
  •  

Ad un anno e mezzo dal ritiro, Wladimir Klitschko è pronto a tornare nel mondo del pugilato per la porta grande. Non si tratta di un ritorno sul ring, ma dalla scrivania l’ucraino sta tentando di rivoluzionare la boxe olimpica.

Da un oro olimpico era iniziato tutto. Ad Atlanta ’96, un giovane di belle speranze vinceva l’oro. Quella medaglia, andata all’asta per un milione di dollari ed oggi mostrata con orgoglio in un museo ucraino, è molto più di un pezzo di metallo: “partecipare alle Olimpiadi è un evento che ha cambiato la mia vita, il mio Paese e il mio sport, e forse il mondo“. (LEGGI LE ALTRE DICHIARAZIONI QUI)
Oggi, la partecipazione del pugilato come sport olimpico a Tokyo 2020 è in pericolo. Wlad ha scelto di scendere in campo, per regalare ad altri le emozioni che lui ha già vissuto, e che gli hanno fatto imboccare la strada verso lo status di leggenda dei pesi massimi. Klitschko ha pubblicato un video sui suoi social in cui racconta la sua storia, e chiede l’appoggio del mondo del pugilato alla WBA, come organismo organizzatore al posto dell’Aiba.

E la WBA? La sigla presieduta da Mendoza riporta con orgoglio le parole di Klitschko, e non nasconde le sue ambizioni. In un comunicato del 7 novembre, si rende nota l’apertura di una sede a Losanna (Svizzera), città famosa per essere “l’epicentro di tutte le federazioni più importanti nel mondo dello sport”. E, guarda caso, nella città sul lago di Ginevra ha sede il Comitato Olimpico Internazionale.
Non a caso, si dichiara anche “la WBA lavorerà con in CIO, condividendo le proprie conoscenze e collaborando alla resoluzione dei problemi di questo sport.”

Insomma, non si tratta di fantapugilato. La WBA punta veramente a soverchiare l’Aiba, che dal canto suo ripete a pappagallo che è tutto sotto controllo. In un pugilato olimpico che ha aperto al professionismo, assegnare il trono ad una organizzazione storica come la WBA potrebbe non solo essere una mossa rivoluzionaria, ma anche la migliore per riaccreditare uno sport che da qualche olimpiade a questa parte ha vissuto più bufere che momenti di gloria.

L’appoggio di Wladimir potrebbe risultare decisivo: dopo esser entrato nella storia come pugile olimpico e come boxeur professionista, l’ucraino punta a scrivere il proprio nome a lettere d’oro anche come manager.
In attesa, chissà, di tornare a scagliare i propri diretti anche al centro del ring: Eddie Hearn lo tira per la giacchetta, e con Dr SteelHammer mai dire mai…

Supportaci :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X