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I problemi di “The Problem”: l’UK salverà Broner?

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Adrian Broner ormai causa più problemi a sé, che agli avversari. Tra carcere e sconfitte, la sua carriera cola a picco. L’ex ragazzo prodigio ha ancora un discreto appeal, e per questo potrebbe presto sbarcare in Gran Bretagna.

A 30 anni non ancora compiuti, sono in pochi quelli che punterebbero un singolo dollaro sul pugile di Cincinnati. L’ex campione mondiale dei pesi superpiuma, leggeri, superleggeri e welter, è un pugile finito.
In due anni (dal 2017 ad oggi), il suo bilancio è disastroso: una vittoria per split decision contro Granados; un pareggio contro Jessie Vargas; due sconfitte, contro Mikey Garcia e Manny Pacquiao. Certo, non gli ultimi arrivati; ma i numeri non lasciano spazio ad opinioni.

Malgrado tutto, Broner è ancora un nome di un certo impatto. Lui lo sa, e cerca di proporsi come può in un mercato sempre alla ricerca di match che sappiano vendere, ancor prima che esaltare.
The Problem si è messo in vetrina ancora una volta, nel suo stile diretto e senza fronzoli, strizzando l’occhio oltreoceano: “Voglio guadagnare un po’ di sterline“.

Nel mirino pare che ci siano Amir Khan e Kell Brook. Ossia, due pugili in una situazione simile alla sua: dovevano dar fuoco al mondo intero, ma il cerino gli si è spento in mano.
Ora stanno faticando per ricostruirsi una carriera, sudando mattone dopo mattone.

Khan, Brook e Broner. Eppure sono nomi da prima pagina, e un incontro che vedrebbe due di questi tre pugili sfidarsi, sarebbe una operazione economica che porterebbe vagonate di sterline a tutte le parti in causa. Senza contare che il vincente potrebbe e mettere nel carniere un nome importante, guadagnando altro credito e rilanciando magari la propria carriera.

Il Regno Unito potrebbe salvare la carriera di The Problem, o quantomeno allungarla. Così come potrebbe esserne la pietra tombale. Broner vuole rischiare. Alternative ce ne sono poche: mal che vada, qualche sterlina in più farà sempre comodo.

Supportaci :

1 commento

  • Francesco Paladini

    Talento completamente buttato al vento. Voleva essere il nuovo Mayweather, ma e’ riuscito a copiarne solo lo stile di vita “esagerato”, senza avere minimamente l’etica del lavoro e la disciplina del pugile di Grand Rapids. E la cosa che piu’ mi fa arrabbiare e’ che probabilmente se ne frega anche, visto gli incassi che comunque garantisce ogni volta che gli viene concesso un incontro.

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