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DIRETTO AL PUNTO – Per qualche dollaro in più

Diretto al punto. Ogni due settimane, un jab d’inchiostro per parlare della nostra amata nobile arte.

Se fosse un film, sarebbe “Per qualche dollaro in più“. Si riescono addirittura ad immaginare Clint Eastwood, Gian Maria Volontè e Lee van Cliff, tutti e tre sul ring, muniti di guantoni invece che di pistola. Invece è la nobile arte moderna: due pugili e un promoter.

Malgrado per il promo del supermatch sia stato scelta un’ambientazione anni ’50, Saul Canelo Alvarez e Gennady Golovkin sarebbero perfetti per un western. Il terzo uomo non può che essere Oscar de la Hoya, uno che sul come mettere ko i gringos ne sa qualcosa. L’obbiettivo? Lo stesso di Sergio Leone: divertire incassando (e non parliamo di pugni, ma di botteghini).

Inutile, però, tentare di far finta di niente. Il titolo non può che adattarsi perfettamente all’incontro appena disputatosi tra Conor McGregor e Floyd Mayweather. “Per qualche dollaro in più” è una vera e propria dichiarazione di intenti in questo caso, visto il bottino che si sono portati via i due. Se poi si pensa alla Money Belt messa in palio dalla WBC, diretta dal messicano Mauricio Sulaimàn… Alla musica del carrillon, segnale della resa dei conti, è stato sostituito il fruscio del denaro.

Chi ha visto il film sa  che, alla fine, prima dei titoli di coda esce vincitore Il Monco. A Eddie Hearn il poncho di Clint Eastwood calza a pennello: giovane, intelligente, spregiudicato. Sta diventando il principe della boxe europea, riportando il suo cognome sui titoloni dei giornali dopo la decadenza del padre Barry, che dall’inizio del nuovo millennio aveva perso quell’intraprendenza necessaria per tenere a bada altri vecchi volponi come Frank Warren e la famiglia Sauerland.
Parlare di palazzetti pieni sarebbe riduttivo: spesso e volentieri sono arene, o addirittura stadi. Migliaia di persone pronte ad appoggiare i propri idoli, e fa niente se si dovrà spendere qualche dollaro (pardon, qualche sterlina) in più per vederli all’opera.
La taglia su Klitschko era ancora alta, malgrado la sconfitta contro Tyson Fury, ed Hearn è stato bravo ad aggiudicarsela Uno Wembley stracolmo è stata la giusta ricompensa per un evento come non se ne vedeva da tempo in Europa, la ciliegina sulla torta dopo diversi match con i palio cinture mondiali, e dopo aver portato GGG oltremanica. Chissà se si sarà fumato un sigaro per festeggiare, proprio come il grande Clint Eastwood, abbagliato dalla luce sempre più splendente di Anthony Joshua.

 

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