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DIRETTO AL PUNTO – Bevilacqua: “Allenamenti a Londra all’avanguardia. In Italia siamo rimasti indietro…”

Per l’appuntamento settimanale di Diretto al punto, tocchiamo con il collega e amico Angelo Bevilacqua il tema della boxe in Gran Bretagna: palestre; metodi di allenamento classici e innovativi; confronti con l’Italia; e molto altro. Angelo, oltre che appassionato di nobile arte e nostro collaboratore, è anche un istruttore di pugilato a Londra. Per questo, la sua è una voce autorevole, e merita di essere ascoltata.

1 – Caro Angelo, io ti conosco, ma i nostri lettori no. Presentati un po’

Diciamo che ci conosciamo e collaboriamo da parecchio ormai (ride, ndr). Io sono uno dei tanti italiani emigrati in Inghilterra, ma con un sogno preciso: fare qualcosa di buono nel mondo pugilistico inglese. Ero venuto la prima volta a Londra un paio di anni fa, per vedere l’incontro tra Anthony Joshua e Dillian White alla O2 Arena. Quella notte di boxe mi ha stregato e mi ha fatto capire che era il momento giusto per una nuova avventura. Così mi sono trasferito.

2- Qual’è la differenza tra una palestra inglese e una palestra italiana?

Qui in Inghilterra ci sono due tipi di palestre solitamente. Le “Old School”, un po’ vecchiotte e impolverate, dove il profumo di storia si sente ad un miglio di distanza, prettamente frequentate da pugili dilettanti e amatoriali.
Poi ci sono le palestre più moderne, nuove, con attrezzatura all’avanguardia. Queste sono la casa dei pugili Pro, e all’interno troviamo il business del personal training. Molti non lo sanno, ma qui in Inghilterra insegnare privatamente fitness o pugilato è un business pazzesco, con una competizione esagerata ovviamente. A differenza delle palestre italiane, dove a volte ci sono squarci di stanza con 8 corse tirate improvvisate a quadrato, qui è facile trovare palestre con 2 o addirittura 3 o 4 ring. Un’altra cosa che mi ha sbalordito sono i sacchi: molte palestre da noi non hanno sacchi pesanti, i cosiddetti “heavyweight bag”, i più costosi d’altronde. Le palestre italiane hanno spesso sacchi vuoti, e ciò può portare ad infortuni e una qualità di allenamento nettamente inferiore. Ti faccio un’esempio: se pesi 70kg, e sei abituato a lavorare con un sacco da 30/40kg, per giunta con un imbottitura scadente, come fai a confrontarti con un tuo pari peso sul ring, che inoltre lancia pugni come te, se non sta fermo? Mi spiego meglio: il muscolo ha bisogno di stare in tensione, va data continuità e ritmo all’azione, e non puoi farlo portando colpi a vuoto.

3- Le tecniche di allenamento sono le stesse?

In Italia abbiamo ottime tecniche di allenamento secondo me, ma oggi ho un po’ la sensazione che il pugile italiano si allena fin troppo, o meglio, si allena non curando il contorno. Non si cura il proprio fisico per come andrebbe curato. Il nostro corpo è una macchina che necessita riposo, stretching, lavoro al dettaglio.
Il lavoro ai colpitori in combinazione, senza potenza, ma basato su velocità, elevato numero di colpi in sequenza e memorizzazione dei colpi e dei movimenti, è una cosa che ho scoperto qui. Anche lo sparring è usanza farlo con pugili della propria categoria, o una categoria superiore, soprattutto nel mondo Pro, e questo preserva la salute fisica a mio avviso.

4 – Davvero si possono conciliare yoga e boxe?

Onestamente mesi fa l’avrei trovata una stupidata. Oggi ti posso dire che è fondamentale e i miei allenamenti! Io pratico Boxing Yoga, un tipo di yoga disegnato per il pugilato e inventato qui a Londra.
Lo yoga aumenta la concentrazione, migliora l’equilibrio, perfezione o, in alcuni casi , insegna come respirare, e soprattutto rilassa la mente. Credevo di essere un mago dello stretching, veramente flessibile. Invece non avevo capito nulla, non conoscevo assolutamente il mio corpo per come pensassi in precedenza. I giusti momenti di respirazione, inalare e buttare fuori aria, ti possono rendere capace di raggiungere livelli di elasticità muscolare impensabili.
Molti pugili di livello mondiale praticano yoga, la maggior parte. Basti pensare che Anthony Joshua ha dichiarato che Boxing Yoga non ti fa diventare un pugile migliore, ma ti allunga la carriera. Lo yoga vuol dire prendersi cura del proprio corpo e sentirne i benefici il giorno successivo.

5 – Per te a che livello siamo rispetto al resto d’Europa in fatto di allenamento?

Domanda cattiva, alla quale risponderò con una risposta cattiva. Come già ho detto in precedenza, i nostri allenamenti sarebbero anche buoni, ma manca il contorno a mio avviso. Mi spiego meglio: la boxe non è sacco, cardio e lavori che puntano ad una gran performance a livello fisico. La boxe è creazione e dettagli vanno creati e studiati passo dopo passo. Mi riferisco a stretching costante, yoga, fisioterapia, analisi tecnica dei movimenti senza dover per forza premere sul fattore allenamento duro. Ma il contorno si può avere con più umiltà da parte di parecchi tecnici, maggior cultura pugilistica da parte dei pugili e le due cose fondamentali, che sono soldi e tempo! Per arrivare ai livelli mondiali, ci devi vivere in palestra a mio parere… Siamo molto indietro! All’estero creano campioni anche dal punto di vista psicologico. I pugili faticano in prospettiva di un futuro migliore. In Italia?

6- Consiglieresti mai ad un pugile di venire ad allenarsi in Italia? Perchè?

Mai! Non ne vedo alcuna ragione onestamente. Consiglierei a tanti pugili di andare all’estero invece. Il più presto possibile, senza perder tempo! 
Obiettivamente, quanti campioni mondiali abbiamo avuto negli ultimi anni? Due: Marsili per la IBO, sigla non importante; e De Carolis, che comunque non è stato Supercampione WBA… Basta contare quanti campioni del mondo ci sono e ci sono stati in Inghilterra e il livello di business, per dare ragione alla mia affermazione.

7 – Il presidente Lai aveva promesso nella sua campagna elettorale di mettere a capo del movimento un allenatore cubano. Cosa, finora, non mantenuta. Tu cosa ne pensi?

Un Cubano? Guarda, a mio avviso potrebbe essere pure ostrogoto, ma serve qualcuno che porti aria nuova, innovativa! Il pugilato dilettantistico, sta diventando sempre più professionistico. Serve aria nuova! Qualcuno che si informi di più, porti novità, dia un’occhiata a quelli più bravi di noi, quelli che portano a casa le vittorie. Lo sport in Italia, in generale , a mio avviso, segue fin troppo i vecchi standard. Ecco, siamo vecchi, in tutti i sensi!

8 – Quali sono le cose che ti piacerebbe importare in Italia da una palestra londinese?

Parecchie cose importerei. La qualità delle palestre, la continua ricerca nel fare Business, la voglia di investire nella boxe da parte degli sponsor. Probabilmente vado controcorrente, ma alzerei anche il costo dell’abbonamento nelle palestre. Il pugilato è un’arte nobile, e devi pagare per impararla, come strapaghi per essere membro in un circolo di tennis. Importerei la cultura del personal training. Se un maestro sa quello che fa, e vuoi un’ora di tempo tutta per te per imparare la boxe, lo devi pagare, ma non quattro soldi, ma quanto questa disciplina e la persona che te la insegna meritano! Inoltre, una palestra senza ring, non è una palestra di pugilato.

9 – “Andiamo” sul ring. Esiste a tuo parere uno stile di combattimento inglese?

Quello che ho potuto notare personalmente, più che di stile inglese, parlerei di metodologia. Qui non pretendono di cambiarti il modo pugilistico, l’impostazione che naturalmente hai. Qui migliorano i difetti! Si sprecano meno colpi, la precisione è uno dei punti fondamentali dell’allenamento. E se sprechi meno colpi, che arrivarono sui guanti o comunque non vanno a segno, hai più energie da sfruttare durante il match.
Ho notato che i pugili inglesi pro, generalmente, hanno una marcia in più a livello mentale: vedono il pugilato come un lavoro, un sogno in cui credere davvero. L’obiettivo dichiarato è quello di trarne gloria e denaro. Mi hanno portato a questa riflessione un paio di pugili inglesi che, anche poco allenati, prima di iniziare il camp riescono a fare tranquillamente 4/5 riprese di sparring di buon spessore. Arrivano al professionismo maturi, con un chiaro obiettivo: far della boxe il loro lavoro.

10 – Ultima domanda. Tu che la guardi da vicino, in ogni dettaglio, sai dirci perchè il pugilato è così popolare in Inghilterra?

In Inghilterra la gente non si fa problemi a spendere soldi per comprare un biglietto. E i biglietti per le manifestazioni di alto livello, partono da £40, in zona “piccionaia”. Visto che a me piace vedere i match da più vicino, spendo di più. Meglio non dire la cifra, o a qualche “finto” amante della boxe italiano viene un collasso. Ma anche per le normali manifestazioni professionistiche, il biglietto non costa meno di £35.

Qui la boxe è un evento, una serata diversa… dove però, anche qui, la birra scorre a fiumi (ride, ndr). La gente canta e si diverte. Mi viene la pelle d’oca ogni volta che vado. Io sono un’amante delle serate organizzate dalla Matchroom di Eddie Hearn, e vi assicuro che il prezzo del biglietto vale lo spettacolo! Oggi possiamo affermare che boxe inglese è al top mondiale con quella americana come cultura, organizzazione, partecipazione e qualità degli eventi. In America si vendono più PPV probabilmente, ma qui si arriva a riempire gli stadi. Joshua vs Klitschko ha fatto 90mila spettatori. Meglio non parlare di quanto sono stati rivenduti i biglietti dai bagarini per quell’evento…

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5 comments

  • Vincenzo

    Ciao Angelo,io sono anni che mi alleno così e da un paio che pratico anche lo yoga.Condivido le tue affermazioni a riguardo,ma ti posso dire, per esperienza vissuta che qui in Italia non abbiamo questa mentalità.È vero quando dici che c’è bisogno di un cambiamento,ma purtroppo ancora sono legati al vecchio stile ed è molto difficile cercare di cambiare.Ti dico solo che quando mi alleno in palestra,tutti mi guardano come se stessi facendo qualcosa di anormale.Poi se dico che faccio anche yoga per i motivi che hai elencato tu,mi ridono in faccia.Questa è la boxe in Italia al momento, ti faccio i miei auguri x una carriera piena di soddisfazioni .Spero di risentirti

    • Angelo Bevilacqua

      Caro Vincenzo,

      prima di tutto ti ringrazio per gli auguri che mi hai fatto, riguardo alla mia carriera. Purtroppo, l’Italia non è rimasta al passo con i tempi in generale, non solo per il pugilato. Siamo stati grandi nel ‘900. Negli anni ’60 ’70 ’80 il pugilato era uno sport amatissimo da noi; la passione si vedeva chiaramente dal tutto esaurito che si creava nelle manifestazioni pugilistiche all’interno dei palazzetti sportivi che le ospitavano. Il pugilato moderno adotta tecniche quasi sconosciute alla maggior parte dei nostri addetti ai lavori. La cosa più grave è che la grande maggioranza di questi Signori, che si definiscono i migliori maestri della nobile arte italiana, continuano per la loro strada, dando ragione al loro metodo e mettendosi poco in discussione.
      Vorrei a questo punto rivolgere loro una domanda: quanti campioni del mondo abbiamo rispetto all’Inghilterra? Ah, non ne abbiamo…

      Ti ringrazio nuovamente, continua a seguirci e a fare quello che fai, con umiltà e dedizione. Non c’è mai un limite al miglioramento.

      Angelo

  • Pingback: Boxe-Mania.com – Bevilacqua: “Ecco com’è la vita da pro in UK”

  • Francesco Rinaldis

    Ciao Angelo, sono un pugile amatore di Brescia, adoro la boxe e non mi perdo una riunione su Dazn (hai ragione, che spettacolo!!) . A fine marzo sarò a Londra per qualche giorno e volevo metterci dentro qualche ora di allenamento in qualche palestra diversa , magari una old school e una più moderna. Cosa mi consigli? Tu dove alleni? Grazie mille, un abbraccio e continua a tenere alto l’onore italiano abroad! 👊

    • Simone Calice

      Ciao Francesco, ti riporto la risposta di Angelo, che ti invia i suoi cari saluti (ai quali ovviamente mi unisco):
      “Per avere un’esperienza in una palestra old school, dove molto probabilmente arrivi e ti fanno fare i guanti il giorno stesso o quello dopo, andrei a Finchley ABC, Islington Amateur Boxing Club, Double Jab, o Repton Boxing Club (un pilastro del pugilato dilettantistico a Londra, ma non sono stato mai).
      Io sono molto amico dei proprietari dell’IQ Boxing Club a Neasden, vicino Wembley, ottima scuola. Però ce ne sono molte altre in quel di Londra…
      Fossi in te, darei un’occhiata generale, contatterei le palestra via mail o social media per informarmi quando fanno sparring e in quali giorni. Poi chiedi se sei il benvenuto per una sessione quando sai le date precise di quando sarai a Londra.”

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