fbpx

Anthony Crolla merita rispetto: appenderà i guantoni a testa alta

Condividi su:
  • 204
  •  
  •  

La sconfitta contro Vasyl Lomachenko potrebbe essere l’ultimo incontro della carriera di Anthony Crolla. Malgrado le malignità e i facili giochi di parole con il suo cognome, Million dollar (probabilmente) appenderà i guantoni al chiodo a testa alta.

Troppa la differenza tra Hi-tech e l’inglese. Bookmakers e tifosi avevano già idea di come sarebbe finita a Los Angeles… Solo Crolla si ostinava a pensare ad una vittoria che avrebbe avrebbe fatto rima con impresa. Come da pronostici, è arrivata una sconfitta: seppur non inaspettata, non è risultata meno dolorosa per il Mancunian. Per sua stessa ammissione, questo è il momento delle riflessioni.

Ogni volta che sembrava essere finito, l’italo-britannico ha sempre sorpreso tutti rinascendo dalle proprie ceneri. Quattro sconfitte e tre pareggi prima di arrivare a conquistare l’oro mondiale, guadagnato con tanto sudore e una voglia di non mollare mai.
Nemmeno quando, nel dicembre del 2014, il suo istinto lo spinge a salvare la casa del vicino dai ladri: il coraggio di Crolla gli vale tanti applausi, ma anche una frattura del cranio e l’interruzione degli allenamenti in vista del mondiale WBA contro Richar Abril.

Meno di un anno più tardi, la “sua” Manchester Arena esplodeva quando al 5° round Million Dollar metteva ko il campione Daryl Perez; la cintura era proprio quella WBA che il destino gli aveva temporaneamente tolto dall’orizzonte.

Una vittoria che va a giustificare i sacrifici del padre postino e della madre che lavora al supermercato; e tutte quelle ore passate in palestra prima e dopo ogni sconfitta, non mollando nemmeno un centimetro pur di arrivare al proprio sogno.
Poteva essere uno dei tanti pugili che salgono sui ring inglesi, che prendono quello che viene e si accontentano di essere la star del quartiere. Ma le motivazioni hanno fatto la differenza.

Anche dopo la doppia sconfitta con Linares, al quale ha reso merito con grande sportività e classe, non ha perso tempo ed è ritornato in palestra: una nuova, difficile scalata ricominciata dalla vittoria contro un altro grande come Ricky Burns, e conclusasi con la delusione dello Staples Center.

Ora, il pensiero di dire basta, di non provarci nemmeno a risorgere come l’Araba Fenice. Qualunque sia la decisione, Anthony Crolla rimane un esempio da seguire per tutti i pugili del mondo: pur non essendo un fenomeno, è riuscito a diventare campione del mondo di categoria grazie a sudore, umiltà e voglia di non arrendersi mai. E, soprattutto, non avendo mai paura  vergogna di una sconfitta.

Supportaci :

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X