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Segnali buoni sotto i Ventidue…Testa, Nicoli e Mouhiidine Oro in Romania!

Si sono conclusi nel giorno di Pasqua gli europei Under22 di Targu Jiu in Romania. Il bottino dell’Italia è più che soddisfacente: Tre Ori, un Argento e cinque Bronzi. Spiccano le ragazze, Irma Testa e Rebecca Nicoli sul tetto d’Europa. Brilla il massimo Aziz Mouhiidine: Oro nei +91 Kg. Argento per la Marcianisana Francesca Martusciello (60Kg). Bronzo Europeo per Vincenzo Arecchia e Iozia rispettivamente nei 69Kg e 64Kg, per le donne Floridia (69Kg), Lamagna (54Kg) e Paoletti (75 Kg).

Le speranze azzurre devono passare dai giovani…questo è il momento giusto per trovare il cambiamento” eppure sembra che i nomi siano sempre gli stessi. Irma Testa, Nicoli, Arecchia, Sarchioto… sono nomi che circolano nel circuito già da un pò. Sono giovanissimi combattono in giro per il mondo già da un pò: Arecchia, che aveva conquistato l’Oro Olimpico Youth, ha seguito il gruppo Elite a Rio, come Irma Testa prima donna alle Olimpiadi. Caricati di un peso quasi insostenibile non sono riusciti a dare il meglio si sé. Adesso sono ritornati proprio da dove sono partiti.

Francesca Martusciello, con il suo Argento dorato, merita un plauso maggiore del risultato. Ha perso in finale contro una fortissima Irlandese. La Broadhust si è rivelata ostacolo pesante, ma guidata dallo spirito Excelsior, la giovane Francesca ha dedicato tutto il suo percorso al Maestro Mimmo Brillantino, mancato poco tempo fa. Francesca aveva lasciato il pugilato, due anni fa, proprio dalla stessa medaglia conquistata agli ultimi europei disputati. Un nuovo punto di partenza per puntare al gradino del podio più alto.

Gianluca Di Marzio, giornalista di calcio, tempo fa scrisse che tutto quello che gira intorno ai calciatori sta creando un mondo di illusi sbruffoni, baby fenomeni arrivati già a dodici anni… Destinati a giocare in terza categoria… Forse il concetto espresso era molto più leggero, in termini di scrittura, ma il significato era ben chiaro. Questo concetto ho cercato di analizzarlo parola per parola, e riportarlo alla stessa base, di quello che in un periodo non molto lontano, è stato adottato dalla diligenza pugilistica. Ovviamente non nelle stesse condizioni. Nel calcio si parla di milioni di euro, e di piazze schizzano qua e là senza freni. Nel pugilato è stato, o forse lo è ancora, un tentativo disperato di affidarne le sorti a giovani promettenti, caricandoli di “allori” e responsabilità, misti ad una incosciente mentalità confusa dall’essere o non essere.

Presi dalle palestre di provenienza e sbalzati da una parte all’altra del globo a cercare di arrabattarsi qualche medaglia. “Facendogli luna nel pozzo”, non hanno misurato il desiderio di nessuno di loro di volere arrivare a qualcosa. Come modello di riferimento sono stati presi colossi come Cuba, Russia e Ucraina, senza considerare che le nazionali cullano i propri atleti dal come si sta in guardia, da piccoli, piccolissimi. Senza offrire loro nessuna opzione. Ma tante possibilità, tante strade. Quella dell’apertura al professionismo in primis. Risultato? Giovani che arrivati a 24/25 anni che non riescono a decidere se continuare a campare con lo stipendio fisso senza avere più un sogno, o tentare una strada diversa in cerca di nuove possibilità.

Cogliete questo momento per fare un passo indietro e testare dietro ai ragazzi, con le mani sulle spalle disposti a difenderli e coccolarli con il guanto di ferro. Così si ottengono i campioni. Liberandoli dalle responsabilità.

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