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La Nazionale senza guida nè identità

La Nazionale Italiana di Pugilato vive il momento più buio dell’ultimo decennio. Ormai senza una guida tecnica da un periodo abbastanza lungo. I risultati negativi di Amburgo hanno fatto sì che si rompesse un ciclo privo di risultati.

Matteo Renzini - Allenatore della Nazionale Italiana Pugilato

Emanuele Renzini – Allenatore della Nazionale Italiana di Pugilato

L’ultimo allenatore, Emanuele Renzini, è stato considerato come tecnico traghettatore dal vecchio al nuovo. L’ex guida della Nazionale femminile di pugilato aveva ottenuto ottimi risultati con il gruppo di ragazze, raggiungendo anche l’Oro mondiale con Alessia Mesiano ad Astana nel 2016.

Il coach di Foligno però non ha ottenuto gli stessi risultati alla guida della Nazionale maschile, nel breve periodo che gli è stato concesso. La situazione attuale della intera Federazione non ha , poi, aiutato il maestro al raggiungimento di obiettivi minimi.

In questa ultima settimana, un folto gruppo di ragazzi, accompagnati dai rispettivi coach di rappresentanza sono andati in USA per un dual match con la compagine Americana. Nel gruppo c’erano volti già noti alla nazionale, come i Marcianisani Arecchia e Riccardo Valentino, e tanti altri volti nuovi provenienti anche dalle sezioni giovanili dei gruppi sportivi delle fiamme oro. Un giusto segnale arriva da Cammarelle e compagni che hanno scelto ragazzi giovani, dalle ampie prospettive, ottenendo un buon risultato su un ring ostico. La manifestazione si è conclusa con un pari tra le due Nazioni.

I ragazzi che hanno preso parte a questo mini torneo non possono considerarsi, tanto, un gruppo della nazionale, ma più un gruppo misto formato da pugili delle Fiamme Oro e pugili appartenenti al gruppo dei Carabinieri. Ad accompagnare i ragazzi, oltre a Roberto Cammarelle, sono stati i Maestri Antonio Brillantino e Dario Vangeli per le fiamme oro ed il neo tecnico Riccardo D’Andrea per i Carabinieri. Proprio D’Andrea aveva annunciato il suo ritiro dopo aver partecipato e vinto all’ultimo torneo svoltosi a Barcellona.

Patrizio Oliva

Patrizio Oliva

Ma le intenzioni della FPI non sono quelle di mettere la nazionale in mani poco esperte di maestri giovani, piuttosto cerca tra i navigati. Uno dei nomi che torna sempre di monda in queste occasioni è Patrizio Oliva. Lo Sparviero, che ha seguito le vicende della nazionale nelle scorse Olimpiadi di Rio da commentatore Rai, aveva fatto la voce grossa nei confronti dei tecnici e dei pugili accusandoli di fare troppo i VIP e poco i pugili, arrivando poi ad un confronto con Clemente Russo. Nel 1996 e nel 2000 aveva seguito la nazionale da tecnico nelle esperienze olimpiche. Molti però sostengono che uno tra i tanti nomi possa essere anche Dino Orso, Gianfranco Rosi oppure Massimiliano Duran.

In queste ore arriva anche la notizia che Gianfranco Rosi sia stato inserito nella lista dei trenta candidati ad essere inseriti nella Hall of Fame.

Alcuni di questi nomi potrebbero portare un’ondata di aria fresca e nuova, ma bisogna capire le intenzioni della federazione pugilistica italiana che ha promesso tanto agli attuali pugili della nazionale (almeno a quelli che hanno partecipato agli ultimi Mondiali), quindi cadere in routine che continuano da anni.

Resta a guardare Franco Falcinelli che si gode il momento ed aspira alla massima carica AIBA, dopo la sospensione dell’attuale Presidente Wu Ching-Kuo.

Ma i Pugili, intanto, cosa fanno?

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