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Domenico Valentino: Oro Mondiale 2009. Professionista dimenticato…

Per la rubrica Cuore Azzurro, oggi, insieme a Domenico Valentino proviamo a farvi rivivere le emozioni di quel 12 settembre del 2009. Sarà tanto lungo quanto emozionante…

Ricordo ancora quel giorno come se fosse oggi. Domenico Valentino, Oro a Milano, Oro per Marcianise. Orgoglio di una Nazione. Insieme, ripercorriamo quei giorni e analizziamo il momento del professionista MDV

Cinque medaglie Mondiali: Bronzo a Mainyang nel 2005, Argento a Chicago nel 2007, ORO a Milano nel 2009, Bronzo a Baku nel 2011 e Bronzo ad Almaty nel 2013. Tre partecipazioni Olimpiche, tantissime altre medaglie in campo Europeo da dilettante. Professionista da circa otto mesi, con appena due incontri e tante promesse buttante al vento…

Ero un ragazzino, non era ancora cominciata la scuola, eppure mangiai in fretta. Era il 12 settembre del 2009, non volevo perdermi nemmeno un attimo di quella finale. E non vi nascondo, che a rivedere quelle immagini, piango ancora oggi. Un pò come accade quando ricordo il Mondiale di Calcio del 2006 e quello della Ducati del 2007 nella MotoGP. Sono un tipo romantico…

L’altra sera dopo una pizza ci siamo seduti sul divano e abbiamo ripercorso quei giorni, tra sorrisi, lacrime, aneddoti e forti emozioni

Ero al terzo Mondiale di fila, ma venivo da una annata piuttosto deludente. Anche se da quando mi ero sposato con Rossana, le cose stavano cambiando. Dopo il matrimonio vinsi tutti gli incontri che mi portarono poi al Mondiale di Milano. Mi presentai come testa di serie numero sei, questo significava che avrei affrontato le altre teste di serie non prima dei quarti…

 

Ho capito di poter vincere l’Oro dopo la bella prestazione contro Torrientes. L’unico ostacolo che poteva impedirmi la medaglia più pregiata, a mio parere, poteva essere solo Albert Selimov. Per me era l’unico in grado di battere Lomachenko. Ricordo ancora le lacrime di Vasyl in quella finale di Chicago nel 2007 (allora erano entrambi Piuma). Il russo però perse in semifinale contro Pedraza.

Che finale! Ricordo ogni istante. Le urla a casa, mie e di mio Fratello, il boato dal Palazzetto, il coro. Ricordo ancora quel brivido lungo la schiena, di quando annunciarono il nome di Mirko per l’ingresso sul ring. VALENTINO, VALENTINO… OH MAMMA MAMMA MAMMA… Che foga dal pullman arrivato da Marcianise…

Allora non conoscevo personalmente Mirko. Non ancora. Però sul ring saliva un ragazzo di Marcianise, un ragazzo con la faccia da bullo, con il pugilato dentro. Poi scoprii il cuore e la dedizione di Domenico.

Mirko ricordò da subito il mio nome, era uguale al suo. Ma non per questo lo avrebbe ricordato…

Con il portoricano fù più una partita a scacchi che un incontro di boxe vero e proprio. Forse, il match con il cubano, nei quarti di finale, stette molto più tosto e faticoso della finale… Questo fu basato tutto sull’intelligenza, quella tattica intendo. Pedraza si chiudeva sempre, e non mi lasciava boxare alla mia maniera. Dovevo trovare il modo di farlo aprire. Il primo round si concluse con un 1-1. Dopo pochi secondi dal round successivo andai sotto di due punti, 3-1 per lui. Forse in quel momento avvenne quello che aspettavo fin dal primo momento: Jose si aprì, perché era in vantaggio e voleva portarsi avanti; ed io con i miei spostamenti e le contro-ripartenze riuscii a farlo cadere nella mia rete. Finii il secondo round in vantaggio di due punti: 5-3 per me. In quel momento la mia tattica stava per compiersi in tutto e per tutto. Adesso Pedraza doveva recuperare, facendo ancora una volta il mio gioco. Iniziò a portare colpi, scoprendo il volto, e io ci andai a nozze. Subito presi altri due punti. Poi iniziai a gestire. Mancavano ancora due minuti. Centoventi secondi interminabili, ma arrivammo alla fine. Riuscì solo a mettere un punto; io altri quattro. Finì 9-4 per me.

Domenico Valentino Oro Mondiale Milano 2009

Domenico Valentino Oro Mondiale Milano 2009

Ti dico la verità, da quando è suonato il gong, è come se mi fossi addormentato per risvegliarmi tre o quattro giorni dopo. Nel senso che, sapevo che fosse successo qualcosa di eclatante, ma non riuscivo a capire cosa. In quel momento vivevo un sogno, e come nei sogni facevo cose senza sé e senza ma, senza pensarci. Ma è bello pure per questo no?

In quel Mondiale, Mirko avrebbe meritato anche la Coppa come miglior pugile del torneo. Coppa che andò a Roberto Cammarelle. Anche Roberto vinse il Mondiale, ma aveva conquistato l’Oro Olimpico a Pechino e poi quel mondiale fu disputato a casa sua. Credo sia stato un giusto riconoscimento a quello che aveva fatto fino al quel momento. A Domenico però arrivò uno dei maggiori riconoscimenti AIBA: miglior pugile Mondiale AIBA del 2009. Arrivò a fine anno. Un bel regalo da mettere sotto l’albero di Natale.

Valentino esultante

Valentino esultante

Quel Mondiale l’ho voluto fortemente. Anche perché vedevo i miei amici Roberto e Clemente, venire da grandi risultati: entrambi Oro ai Mondiali a Chicago, ed io Argento. Anche se a Chicago ebbi un problema alla mano. Beh, a Milano avevo un debito con me stesso e con la mia carriera sportiva. Meritavo quell’oro. Lo meritavo già nel 2007, e nel 2009 ebbi una seconda chance. Non potevo perdere quella occasione…

Nella primavere del 2016, già ronzava per la testa il pensiero di passare al professionismo. La situazione di una nazionale non molto felice, e la delusione al torneo di qualificazione hanno fatto si che questo desiderio diventasse realtà. Subito dopo il torneo, Mirko annunciò la sua decisione, andando anche contro il parere dell’ormai suo capo Roberto Cammarelle.

Il desiderio di autogestirmi mi ha sempre accompagnato. Questo, in nazionale non è possibile. Ovviamente devi stare alle sue regole, e stare costantemente in ritiro, un pò, mi aveva stufato… Vivo per questo, allora perché non provare? Mi sono detto!

Domenico si accorda con i suoi datori di lavoro (la Polizia di Stato) ed inizia a compiere maggiori sacrifici. Ormai fa l’agente a tempo pieno, seguendo i turni (com’è giusto che sia). Alterna la famiglia all’amore della sua vita: la boxe.

Ho sempre ammirato l’atleta Valentino. E’ uno sportivo autentico. Passa ore in palestra, ha assunto un preparatore atletico a tempo pieno (limitato ai suoi giusti impegni NDR), ed è costantemente a dieta.

In America organizzano, un Mondiale a settimana, in Inghilterra ci stanno arrivando, la Germania ora è un tantino dietro, ed io, in italia, in otto mesi ho solo due incontri.

Che sia Valentino, o qualsiasi altro pugile italiano, attualmente è veramente difficile organizzare un incontro. I media stanno abbandonando questo sport, gli sponsor a questo punto non hanno interessi ad investire capitali.

Quello al Foro Italico è stato un grande evento. Magari si poteva fare un pochino di più, in termini di serata. Si poteva realizzare un evento in stile Eddie Hearn, con una maratona di 6-8 ore. Magari l’evento clou sarebbe stato addolcito, la sconfitta avrebbe avuto un sapore diverso. Si poteva puntare sui maggiori pugili in Italia. Questo mi rammarica…

L’evento di De Carolis, doveva essere quello della ripartenza. Ha avuto una enorme pubblicità, un grande successo. Poi la serata è andata come è andata, rimandando tutto ad una nuova occasione.

Spero che qualche altro buon dilettante, con una carriera simile alla mia, faccia questo passo. Magari suscitando l’interesse di appassionati, media e sponsor. Credo che Vincenzo (Mangiacapre) possa far bene in questo mondo. Spero che accada qualcosa, altrimenti la vedo dura.

Un Campione Mondiale, rimane tale per sempre. Nessuno più cancellare quello che è stato fatto, nel bene e nel male. Domenico Valentino merita considerazione, come pugile e come uomo di sport. E’ un grande esempio per tanti giovani. Il pugilato merita pugili come lui, il pugilato italiano merita il pubblico degli anni migliori. Senza di noi (pubblico) nessuno sport ha il valore che merita. La domenica riempiamo lo Stadio, ed il sabato sera i palazzetti con i ring al centro.

 

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