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Ci faranno un altro supermercato. Chiude la Fulgor Boxe di via Goethe

Un foglio A4 attaccato al vetro dell’ingresso della storica palestra di boxe in via Goethe, Napoli, recita: “Chi è in diritto di rimborso può ritirarlo entro il 31 maggio”. Un nome storico, un riferimento per tantissimi giovani, un simbolo del pugilato napoletano, chiude le porte per fare spazio ad un supermercato. La Fulgor Boxe Napoli di via Goethe 7 non esisterà più. Un fallimento! Ma a fallire non è certo lo spirito della Fulgor. Hanno fallito le istituzioni, l’indifferenza e le cattive abitudini, ha fallito la modernità.

È inevitabile non ricondurre il nome della Fulgor Boxe a Patrizio Oliva è Geppino Silvestri. Patrizio era costretto ad allenarsi tra i topi e l’umidità nella grotta del Santo Spirito. Settantadue anni fa questo nome fu affisso al 419 di via Roma a Napoli, lì insegnava il maestro Silvestri e lì nacque pugilisticamente il campione Olimpico e Campione Mondiale WBA Patrizio Oliva. Poi nel 1988 uno degli ex allievi del maestro Silvestri, Aldo Ferrara riuscì ad ottenere la concessione in un posto migliore. I locali di Via Goethe 7 erano più ampi, più luminosi e più puliti. Ferrara aveva portato avanti la tradizione della Polisportiva Fulgor già dai primi anni ’80, quando gli fu affidata la direzione.

Dal trasferimento, la fulgor riusciti ad ottenere tanti benefici, era ancora la migliore palestra in Italia, con tanti campioni Italiani ed Europei, sia tra i dilettanti che tra i professionisti. Nei quartieri spagnoli era un riferimento per i giovani che si allontanavano dalle tentazioni della strada. E’ divenuta Centro di Avviamento allo Sport, e nel 2001 ha conseguito la Stella d’Oro al merito sportivo.

Dal 1947 la Fulgor è divenuto un simbolo, un riferimento per tantissimi pugili. Oggi il presidente Gennaro Carbonara, non riesce più a sostenere le spese per tenere aperta la palestra, che negli anni ha mutato la sua essenza e ha allargato anche i confini degli sport da contatto. Il pugilato è sempre il riferimento principale, ma si può praticare anche Muay Thai, Kick Boxing o semplicemente Body Building, ma la concorrenza è sleale e nei quartieri aprono palestre di ogni genere. C’è poco da fare, la palestra va chiusa. Meglio cercare qualcuno disponibile ad aprire le porte dei maestri della Fulgor, che continuerà a portare alto l’essenza della Polisportiva Fulgor.

La palestra ha chiuso, è una sconfitta, ma non per chi continua a lottare per rimanere a galla. La palestra ha chiuso, ma non per colpa loro. La palestra ha chiuso, e la causa è l’indifferenza delle istituzioni, delle istituzioni sportive, dell’indifferenza della gente, della slealtà della concorrenza che non porta rispetto alla storia. La palestra di via Goethe 7 ha chiuso, vi nascerà un supermercato, uno dei tanti nel quartiere, si mescolerà agli altri, le persone che passeranno non ricorderanno nemmeno più di una palestra, tranne qualcuno, qualche romantico, qualche sognatore. Come me.

Dal tre giugno le attività sono riprese nella sede della Pro-fighting Club di via Andrea D’Isernia, sempre a Napoli, che li ospiterà. Perché la Fulgor non ha perso, abbiamo perso noi.

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