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Azzurri verso Minsk. Russo fa le prove da portabandiera

Domani sarà il giorno dell’apertura dei Giochi Olimpici Europei. La seconda edizione delle “Olimpiadi a metà” vede impegnati tredici azzurri (10 uomini e 3 donne) sul ring di Minsk. Nel gruppo i veterani Clemente Russo, e Vincenzo Mangiacapre, già andato a medaglia nella prima edizione.

Gli azzurri impegnati nelle competizioni che inizieranno il 21 giugno e termineranno il 1° luglio sono Federico Serra nei 49 Kg, Manuel Cappai nei 52 kg, Raffaele Di Serio nei 56 kg, Francesco Maietta nei 60 Kg, Paolo Di Lernia nei 64 kg, Vincenzo Mangiacapre nei 69 Kg, Salvatore Cavallaro nei 75 kg, Simone Fiori negli 81 Kg, Abbes Mouhiidine nei 91 Kg e Clemente Russo nei +91 kg. Mentre saranno solo tre le azzurre azzurre nel torneo femminile: Alessia Mesiano nei 57 kg, Irma Testa nei 60 Kg e Susi Canfora 69 Kg. Accompagnati dai Tecnici Coletti e Renzini con la supervisione di Roberto Cammarelle come Team Manager.

Nella prima edizione, che aveva anticipato l’edizione estiva delle Olimpiadi di RIO nel 2015, a Baku era stata abbastanza fortunata per il team azzurro, Mangiacapre (unico superstite, ed appena rientrato da tre incontri Pro), Vincenzo Picardi e Valentino Manfredonia arrivarono alla medaglia d’Argento. Stesso metallo per le due azzurre Alberti e Davide. Un buon bottino che però non venne riconfermato nel 2016 con un totale flop. Negli anni successivi la FPI ha cercato di rivoluzionare la nazionale, provando prima con i due tecnici cubani che però non hanno portato nessuno frutto e poi di seguito con il ritorno alle origini puntando all’instancabile lavoratore Giulio Coletti ed anche il ritorno del coach Renzini nella nazionale femminile.

I pugili selezionati sono pressappoco sempre gli stessi, forse gli unici meritevoli delle convocazione. Spiccano i successi di Di Lernia nelle scorse edizioni delle WSB, un vero e proprio fighter, e la freschezza pigliatutto del Salernitano Mouhiidine che dall’esordio è arrivato sempre a medaglia in ogni torneo che ha partecipato. Due ritorni importanti, quello di Simone Fiori in una categoria due volte inferiore a quella che lo ha visto oro agli assoluti italiani, e quella di Vincenzo Mangiacapre che ha portato sempre alto l’onore della nazionale. Si segnale che cinque pugili su dieci sono frutti del vivaio Excelsior Boxe di Marcianise, tra azzurri arrivano dalle Isole, e ad esclusione di Simone Fiori che arriva da Roma, sono tutti del Sud Italia. Per le donne le cercano conferme la campionessa mondiale Alessia Mesiano e la prima olimpionica Irma Testa.

Farà le prove da portabandiera Clemente Russo, designato, appunto, portabandiera di tutto il team azzurro per la sfilata della seconda edizione degli EOC. Il veterano di Marcianise, non ha mai smesso di credere nel sogno olimpico. Quando tutti lo davano per vecchio, nel 2013 ha dimostrato di essere ancora il numero uno al mondo vincendo il mondiale di Almaty, battendo in finale il russo Tishenko, nonostante abbia dovuto far fronte alle spese mediche con le proprie tasche per il recupero della spalla destra e una serie di circostanze che proprio in quel periodo lo hanno tenuto impegnato e lontano dal ring. Il rientro alle Olimpiadi non è stato tanto fortunato come tre anni prima, e l’esordio da +91 non è stato dei migliori. Il battesimo del Tatanka a Tarragona fu disastroso, ma intanto ha continuato a credere in se stesso, assumendosi le spese per un trainer d’eccezione: Vasiyli Filimonov.

L’edizione 2019 sostituirà gli europei EUBC, ma non avranno fini di qualificazione olimpica, come si profila anche per i Mondiali dopo lo strappo tra CIO e AIBA.

Un augurio a tutti i ragazzi che saliranno sul ring di Minsk da parte Boxe Mania e tutti i suoi lettori.

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