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Amburgo ’17: verdetti ribaltati, sconfitte immeritate. E’ finita.

Il cammino dell’Italia si è fermato con la bella prestazione di Manuel Cappai contro Tamir Galanov. Il russo vince e manda a casa definitivamente la nazionale.

Si stanno, ancora, svolgendo gli ultimi incontri ad Amburgo in occasione del campionato mondiale di quest’anno. Oggi le semifinali. Nella giornata odierna non parteciperà nessun atleta azzurro. Sono stati tutti eliminati.

Ma cosa è successo a questa Nazionale? Per quello che si è visto, o per meglio dire non si è visto, gli azzurri non hanno brillato e portano a casa un bagaglio pieno di amarezza. L’amarezza di chi partire per un mondiale e accorgersi di essere solo, considerato dai media come il nulla. Eppure si tratta di Nazionale, di mondiale? Siamo sempre le stesse persone che sostengono la nazionale ai mondiali di calcio? Mi direte che non è la stessa cosa. Ma perchè? Perché la boxe che ha dato tanto a questa nazione non debba essere più considerata?

Ultimo a salire sul ring è stato Manuel Cappai. Si è battuto fino alla fine, ha nettamente vinto le prime due riprese. Nessuno ha visto quello che succedeva nel guantone destro di Manuel, nessuno ha capito che si fosse fratturato una mano, eppure lui ha continuato a combattere. Si è battuto con eleganza, con precisione. Ma nonostante il richiamo ufficiale nella seconda ripresa a Galanov, il russo ha vinto per 5-0.

Babanin vince per 4-1 su Vianello. Guido ha accettato di scambiare fin dalla prima ripresa, con una frequenza di colpi elevata. Il suo avversario si è limitato a qualche colpo isolato. Anche agli Europei venne battuto da Babanin, ma in tutt’altro incontro. È solo un caso che anche in questa occasione, a vincere sia stato un russo.

Manfredonia, dopo aver vinto un match alla portata, ha messo cuore e coraggio contro Dauhaliavets. La battaglia è accesa in tutte e tre le riprese. Onore al vinto. La Bielorussia passa.

Mangiacapre parte dagli ottavi grazie al bye iniziale. E pur vincendo, si ferma lì, dove era partito. Il Kazakistan va in ricorso, e lo ottiene ribaltando il risultato finale. Zhussupov passa ai quarti nonostante il fermo medico. Come avranno fatto a giustificare anche questo? Sarà lui il vincitore del torneo in questa categoria? Steremo a vedere…

Cavallaro, sfortunato becca agli ottavi il fenomeno Lopez. Il cubano lo atterra alla prima e domina in tutte le riprese. Per fronteggiarlo ci sarebbe bisogno di un altro Lopez. Dopo Doha e Rio sta per prendersi un’altra Oro.

Onore a Federico Serra e Raffaele Di Serio, che nonostante le sconfitte hanno dato battaglia ai loro avversari. Entrambi escono a testa alta: il primo fuori ai sedicesimi ed il secondo agli ottavi.

Dopo Doha e Rio, ancora un torneo a bocca asciutta. Senza considerare gli Europei. Oggi si legge, o quasi sicuramente si leggerà, quello che già è stato scritto nelle diverse occasioni precedenti. Ci vuole un cambio. I maestri non solo all’altezza, i pugili fanno schifo.

I più bersagliati sono proprio i pugili, i dipendenti dello stato, quelli che costano alle sacche degli italiani milioni di euro. Ma quali milioni di euro? Manco se fossero parlamentari… Ancora non né ho visto uno girare in Ferrari, intanto.

Sono dipendenti dello stato perché altrimenti, i pugili dilettanti non esisterebbero affatto. Sono dipendenti perché i rimborsi FPI sono penosi. Sono dipendenti dello stato e meritano di esserlo.

Il massimo rappresentate italiano del pugilato occupa una prestigiosa poltrona, ed è suo obiettivo quella ancora più comoda, però non sta guardando agli interessi dei suoi atleti,  delle sue ASD, alle difficolta dei suoi dirigenti, delle competizioni nazionali… lasciandoli nello sbando più totale. I pugili ed i maestri sono costretti ad organizzarsi alla meglio, le ASD sono ancora più a disagio, non hanno soldi, non sono invogliati… Tutto questo per consentire loro una poltrona comoda?

E’ inutile chiudere gli occhi, e far finta di non sentire. Il cambio serve, ma su tutti i fronti. Le alte cariche di questo sport e chi governa questo popolo, anche se su strade diverse, vanno a braccetto, e ci stanno portando nel buio più profondo. Vi lamentate di chi sale sul ring e si rompe uno zigomo o si frattura una mano, facendo quello per cui è pagato, ma non vedete quelli che marcano il cartellino e vanno a fare la spesa. Non sono dipendenti dello stato pure loro?

Questo è un argomento che sarà affrontato a più riprese, ma diteci la vostra opinione commentando l’articolo…

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