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Ad Amburgo domina Cuba, Khyzhniak eroe, show Giyasov. Ma gli arbitri?

Oleksandr Khyzhniak, miglior pugile del torneo, domina il kazako Amankul. Uno spettacolare Gayasov e batte Sotolongo e gli altri. Erislandy continua la dinastia Savon e manda a scuola Tishchenko. Le finali di Amburgo rivelano i migliori. Ma negli incontri decisivi, ad essere cruciale è stato qualche arbitro.

Il soldatino Oleksandr Khyzhniak (75kg), eletto miglior pugile del torneo. Vecchia conoscenza per la canotta azzurra Manfredonia, aveva impressionato anche Joshua Buatsi a Samson nel 2015. Il suo modo strano di stare sul ring e la potenza dei colpi sono devastanti. A 22 anni è salito sul ring per la 524sima volta. Prima di questa finale ha perso solo in venti incontri (una quantità insignificante visti il numero dei match disputati).

Un assedio fin dal primo round, sotto gli occhi di “dr. Steel Hammer“. Bordate di jab e ganci micidiali, riducono il mattatore di Arlen Lopez ad una macchia blu raccolta nell’angolo.

Una finale esaltante è anche quella nei 49kg tra il Cubano, vincitore, Argilagos e l’uzbeko Dusmatov. Due scuole di rilievo a confronto. E’ lo scontro tra mini-titani: l’oro di Rio2016 contro l’oro di Doha 2015. Non poteva che iniziare in un modo diverso la sessione delle finali. Il cubano è superiore. Lo split decision finale ne racconta la battaglia. Ma l’incidenza dei giudici scorretti apre un capitolo altresì nelle finali.

Giyasov domina nel modo più spettacolare l’oro di Londra 2012 Rionel Iglesias Sotolongo (n°4 del ranking AIBA 69kg). Aveva già battuto Zhussupov nella stessa maniera in semifinale (Zhussupov? In semifinale? Ma non aveva il fermo medico?). Le mani basse, le schivate, i montanti… ricordano per sommi capi la matricola di Baku 2011 Vincenzo Mangiacapre. La finale è sensazionale: l’uzbako sfida il campione a viso aperto, ma la classe del cubano non è quella delle altre occasioni. I colpi a sorpresa, il movimento e l’arroganza sorprendono il navigato Sotolongo. Rinominato “Cristiano Ronaldo” a Rio non smentisce la fama del pallone d’oro. E’ Giyasov l’oro di Amburgo 2017.

Finisce per Split Decision la finale dei 91Kg tra Erislandy Savov e Evgeny Tishchenko. Ma il ring non dice la stessa cosa… Il dominio del cubano, cugino del del leggendario Felix, è tangibile. I colpi arrivano sempre un attimo prima, il footwork è impressionante. Tishchenko, che perse ad Almaty 2013 la finale contro Clemente Russo, vinse l’oro a Doha nel 2015 e fù il vincitore dell’oro a Rio sotto un mare di polemiche, è ancora a medaglia nelle massime competizioni dal 2013 ad oggi. Savon, domando ancora una volta il russo, pare essersi preso la rivincita anche su Levit e Joshua (Anthony).

Il dominio di Cuba nel medagliere è completato dal ventottenne Julio La Cruz, vincente su Joe Ward, l’eccezionale Yosbany Veitia vittorioso co Latipov, e Gomez Cruz nei 64kg. Completano il record Alvarez Estrada, argento ne 64kg, Rionel Sotolongo nei 69kg. Seguono Uzbekistan (1-3-2) e Kazakistan (1-2-3) con sei medaglie a testa, Azerbaijan (1-0-1) e Russia (0-1-1) con 2, USA (0-1-2) , Ucraina (1-0-0), Francia (1-0-0).

Il medagliere però è sporcato da ripetuti errori arbitrali. Considerando l’assiduità degli errori di alcuni giudici il dubbio viene.

Ricordate Kettlewell? Il giudice australiano che aveva visto vincente il coreano Han sul nostro Raffaele Di Serio, pare abbia sbagliato anche altri risultati (è stato anche giudice del match di Mangiacapre). Decisivo anche nel passaggio del turno del russo Galanov (vittoria per SD su Jimenez). Il giudice Beckles, aveva visto un incontro diverso in quello di Cavallaro contro Harcsa. Non è stato decisivo, in quella occasione, ma essenziale nel passaggio dell’indiano Bisht insieme a Cobzac e Whippy. La rumena Cobzacè l’arbitro della finale dei 49kg, finita stranamente per split decicion (non interviene quasi mai favorendo le scorrettezze di Dusmatov). Unico giudice anche nel vedere la vittoria dell’azero Baghirov. Non trovate tutto molto strano?

Il turco Cinar sembra aver bevuto troppo: unico a vedere Kunkabayev vincente su Majidov in finale, ma anche Levit vincente su Savon nella semifinale dei 91kg. Il coreano Cho, decisivo per il passaggio dell’indiano Manoj, preferiva Martinez a Van Der Las (decisivo il 28-28 di Beckles), e Morisaka (con Whippy) contro Yldirim. Aveva anche preferito Zhussupov a Mestre Perez…

Non trovate sia strano trovare sempre gli stessi nomi in tutti i risultati controversi?Io si.

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