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Onore al coraggio del Sioux Blandamura. Che DemchenKO!

Doveva essere la grande notte della boxe a Roma. Doveva esserlo per l’ennesima volta. Lele si sarebbe giocato o per meglio dire rigiocato un posto tra i grandi, una chance mondiale. Ma Markus Morrison l’ha meritata di più, con la forza. Festeggia invece Sergey Demchenko che conquista il titolo EBU EU dei mediomassimi.

Ci sono David Diamante e Michael Buffer a presentare la serata. Intorno una fantastica cornice nel foro Italico. Lo stadio del tennis Nicola Pietrangeli non è pieno, ma molti appassionati hanno onorato la notte della Nobile arte anche grazie alla diretta TV di DAZN.

Si è spento tutto al minuto 2:31 del nono round. In quell’attimo è finito il sogno della conquista del titolo Internazionale WBC Silver dei pesi Medi. Un destro, un maledetto destro d’incontro, arriva con precisione ed estrema forza alla mascella di Lele. Un refolo di vento, un brivido che percorre tutta la colonna vertebrale. Blandamura è al tappeto, lo sguardo perso di chi ha capito che rialzarsi sarà un’odissea, la forza non ritorna nelle gambe. L’arbitro, il signor Alloza Rosa ha già decretato la fine dell’incontro. Sweet MNM è sulle corde a festeggiare. Lele tenta di rialzarsi aggrappandosi alle corde, ma quel KO è stato fin troppo pesante. Tra le braccia del signor Francisco Alloza Rosa, Emanuel Sioux Blandamura va di nuovo giù. Sono attimi di terrore, si teme il peggio, ma Lele sembra dare buoni segnali, ha gli occhi aperti e parla. Veronica è sul ring, ha gli occhi pieni di lacrime. Ha paura. Quando si rialza si stringono in un lungo ed emozionante abbraccio, e piangono insieme.

Lele piange per rabbia. Ci ha provato, ci ha provato dal primo secondo del primo round fino all’ultimo, un attimo prima che andasse al tappeto. Alla fine dell’ottavo round per un giudice su tre era in vantaggio di due punti, per uno era in perfetta parità. In tutti i round Blandamura aveva dimostrato il grandissimo coraggio che lo ha sempre contraddistinto, Agnuzzi all’angolo aveva insistito che non andasse a scambiare, ma la voglia di vincere era più forte, e molte volte ha trovato colpi devastanti a sbarrargli la strada. Morrison non riusciva a seguire tutti gli spostamenti e le azioni di Emanuele, ma il jab e i colpi lunghi favorivano il britannico. In tutti e nove i round Blandamura si era guadagnato gli applausi del pubblico del Piatrangeli, anche e soprattutto l’ultimo, il più forte, il più sentito: quello del tramonto. Emanuele Blandamura ha meritato l’ultima grandissima occasione, perchè a quasi quarant’anni hai tutto da perdere. Emanuele non ha nulla da scusarsi e nulla da rimproverasi. Emanuele, come pochissimi altri ha regalato all’Italia tantissime emozioni, e una sfida Mondiale. GRAZIE EMANUELE SIOUX BLANDAMURA.

Lo aveva capito quasi subito, Sergey. Aveva capito che quella sarebbe stata la sua serata. Roma, il Foro Italico, le urla della gente, l’entusiasmo del Pietrangeli, la voglia di tornare sul tetto d’Europa. Due anni fa era finito al quinto round per una ferita del romano d’adozione, ma la contesa era sempre la stessa. E la paura stavolta che sarebbe accaduto di nuovo è arrivata dopo una testata nel secondo round, per fortuna sistemata all’angolo. Poi ancora una ferita per testata al quarto round. Il francese è stato fin troppo preciso per cinque round su sette disputati, ma Demchenko gli ha mostrato quanto fosse granitica la sua mascella, prendendosi ogni colpo e rispondendo con estrema forza in ogni occasione. Sembrava impacciato nei primi tre round, dove Zoulikha ha fatte il bello e il cattivo tempo, ma stava solo testando il braccio sinistro dopo l’infortunio. Non andava per la meglio per Sergio, ma un gancio destro d’incontro manda a ballare il francese. Barcolla per un attimo e poi cade al tappeto. Demchenko adesso inizia a credere nelle sue potenzialità. Non finirà ai punti, ma ancora non è il momento. Hakim si rialza e finisce la ripresa dopo essersi preso altri colpi devastanti fino alla campana. E’ il settimo round, è appena trascorso un  minuto, ancora un gancio destro, questa volta alla mascella piena. Zoulikha barcolla di nuovo, ma resta in piedi. E’ l’inizio della fine. Sergey si fa sotto a forza di ganci, lo porta alle corde e inizia l’assedio. Sergey non si ferma fino a che il signor Latham si frappone e ferma l’incontro. Sergio, il romano di Sumy è di nuovo re d’Europa. trentasette incontri, trentanove anni, quindici da professionista. Campione d’Europa EBU EU dei pesi mediomassimi.

Onore al “Fantasma” Francesco Cataldo che ha accettato di battersi con soli tre giorni di preavviso, in sostituzione di Fabio Turchi, contro Tommy McCarthy. L’incontro è finito prima che iniziasse il terzo round. Lo stop è arrivato per volontà del Maestro Oi, dopo che Francesco era stato contato due volte nel secondo round.

 

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