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Keith “One Time” Thurman, un pugno ancora pesante?

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Andiamo oggi a parlare di Keith Thurman (28-0, 22 ko) supercampione WBA nei pesi welter, uno dei pugili già talentuosi e al tempo stesso enigmatici del panorama dei pesi welter.

Nato a Clearwater, in Florida il 23 novembre 1988 scopre la boxe all’età di 7 anni, quando a scuola venivano organizzati dei tornei tra studenti, è amore a prima vista e il giovane Thurman si butta in palestra dove ben presto le sue potenzialità vengono notate dall’allenatore Ben Getty, figura di punta nella vita sportiva e privata del talentuoso pugile.

All’età di 14/15 anni Thurman fa già sparring con pugili professionisti, e le sue mani pesanti si fanno sentire già dalla tenera età, il passaggio da pro avviene all’età di 19 anni dove parte con una striscia di 11 ko consecutivi, dopo qualche anno “One Time” viene preso sotto contratto dalla Golden Boy Promotions che lo lancia definitivamente ai piani altri del boxing mondiale.

Gabriel Chavez – Oscar De la Hoya – Keith Thurman

Analizziamo brevemente i match più significativi della sua carriera:

Nel 2013 Thurman combatte per tre volte, il 9 marzo contro Jan Zaveck per il titolo intercontinentale WBO dei pesi welter, dove rimedia una vittoria importante contro un ex campione del mondo di grande esperienza, gli altri due match dell’annata rappresentano, a mio modo di vedere, due classici, il 27 luglio Thurman affrontava l’argentino Diego Gabriel Chaves per il titolo interim WBA, match durissimo e sul filo del rasoio fin quando al decimo round Thurman usciva fuori e chiudeva l’incontro per KO, stesso discorso per il match con Jesus Sono Karass, dove Thurman chiudeva col suo ultimo vero KO stile “One Time”, dopo 9 riprese molto intense e difficili.

Dal 2014 in poi, a causa di continui infortuni, l’attività di Keith Thurman calava di frequenza, il 2014 è stato caratterizzato da due vittorie poco spettacolari contro Julio Diaz e Leonard Bundu, entrambi pugili più anziani e con più esperienza.

Il match con Diaz finiva col ritiro del pugile messicano nell’intervallo tra la terza e la quarta ripresa, Diaz non aveva subito una punizione particolarmente dura nell’arco delle prime tre riprese ma evidentemente lui e il suo team hanno preferito toglierlo da una situazione che avrebbe potuto diventare pericolosa, dopo quel match Julio Diaz si ritirava definitivamente dall’attività agonistica.

Match in un certo senso deludente quello con Leonard Bundu, ciò che ha stupito tutti è stata la condotta di Thurman, 12 riprese dove il pugile di Clearwater non ha fatto altro che muoversi sulle gambe e boxare in punta di fioretto, senza affondare un colpo, esibendo una eccellente tecnica alla quale nessuno aveva mia fatto caso prima, ma sicuramente non dando lo spettacolo che tutti si aspettavano.

Keith Thurman vs Robert Guerrero

Decisamente più belli i due match nel 2015, il 7 marzo all’MGM Grand di Las Vegas, Thurman disputava un duro match con Robert Guerrero, pugile dalla grande esperienza tuttavia senza gli stessi mezzi fisici che disponeva il campione.

Tutt’ora non si capisce come “The Ghost” abbia fatto a resistere ai colpi di Thurman per 12 riprese, specie alla nona ripresa dove Guerrero andava al tappeto per la prima volta nella sua carriera e riusciva a finire il round nonostante la tempesta di colpi che si stava abbattendo su di lui, Thurman vinceva ai punti e tornava casa con la faccia segnata come mai prima d’ora.

Pochi mesi dopo, Thurman difendeva il titolo contro un’altro elemento di grande esperienza, il portoricano di New York Luis Collazo.

Quello che avvenne in quel match è ancora adesso ricordato da tutti gli appassionati, al quinto round Collazo andava a segno con un montante sinistro al fegato precisissimo che Thurman accusava visibilmente ma con un incredibile forza di volontà riusciva a finire la ripresa e a chiudere il match nei due round successivi, quando l’angolo di Collazo, preoccupato per le ferite al volto riportare dal loro pugile, decidevano di interrompere l’incontro.

Arriviamo al 2016, anno dove Thurman combatteva solo una volta, il 25 giugno contro Shawn Porter, attuale campione WBC dei pesi welter.

Probabilmente l’incontro più duro e spettacolare della carriera del pugile di Clearwater, terminato con una vittoria di stretta misura per Thurman, che aveva sicuramente sofferto la pressione fisica di Porter ma questo non gli ha impedito di esibire le sue maggiori skills in termini di difesa e contrattacco.

Dagli ultimi rumors sembrerebbe che Thurman e Porter stiano negoziando il rematch, che speriamo avvenga non prima che Thurman abbia fatto almeno un match di rodaggio, dato che ormai è più di 18 mesi che non sale sul ring.

Keith Thurman e Danny Garcia

L’ultimo match di Thurman avveniva il 4 marzo 2017, al Barclays Center dove affrontava l’allora campione WBC Danny Garcia.

Nessuno era mai riuscito a battere il portoricano di Philadelphia, cosa che invece fu in grado di fare Thurman, iniziando le prime riprese tirando cannonate per poi rallentare e condurre una boxe improntata sul movimento e sui colpi di rimessa.

Garcia non riuscì a trovare un modo per rispondere alla boxe di Thurman e a mio avviso, la vittoria per SD fu una sorta di regalo per Garcia, che avrebbe meritato una sconfitta con un margine più ampio.

Dopo quel match, il 2017 di Thurman fu caratterizzato da un intervento chirurgico al gomito destro e dal suo matrimonio con una giovane ragazza del Nepal, Priyana Thapa, inizialmente il suo ritiro sul ring venne fissato per il 19 maggio 2018 ma l’ennesimo infortunio, questa volta alla mano, costrinse Thurman a rimandare nuovamente il suo ritorno.

Tuttora non si conosce la data precisa del suo rientro, ma quel che è certo, come già detto, che è arrivata dal WBC qualche settimana fa la nomina di sfidante ufficiale del neo campione WBC dei welter Shawn Porter, per la prima difesa del titolo (leggi qui). Una rivincita tra i due che potrebbe riunificare di nuovo il titolo WBC e quello WBA. Manifesta è stata già la volontà di Thurman nell’accettarla, si sa che le trattative procedono, ma non si conosce al momento null’altro quindi non ci resta che aspettare l’annuncio ufficiale.

Il futuro di “One Time” è pieno di dubbi, quando tornerà avrà la stessa fame che aveva prima? In che condizioni psico fisiche si presenterà? Il suo pugno sarà ancora pesante come sempre prima di ora?

Le risposte ne 2019…

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