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Boxing 2018 – March Highlights

Anche marzo è stato un mese interessante, di seguito il mio resoconto in ordine cronologico.

03/03/2018

Nel primo sabato del mese ci sono stati parecchi incontri, a cominciare dall’Inghilterra dove Kell Brook (37-2, 26 ko) ritornava dopo la dolorosa sconfitta risalente al maggio scorso per affrontare il bielorusso Sergey Rabchenko (29-3, 22 ko).

Per Brook si trattava del primo incontro nella categoria dei superwelter, probabilmente quella più adatta a lui, in quanto la categoria dei medi è al di fuori della sua portata e quella dei pesi welter (di cui lui è stato detentore del titolo IBF) richiedeva sacrifici troppo elevati per raggiungere il peso.

Personalmente avevo il timore che Rabchenko potesse essere un avversario pericoloso per Brook ma quello che ho visto sul ring di Shieffield ha totalmente smontato i miei dubbi.

Brook ha chiuso l’incontro in meno di due riprese dopo aver centrato Rabchenko con un montante da manuale e un gancio al volto che hanno fatto piegare le gambe al bielorusso.

Questa vittoria era esattamente quello di cui Brook aveva bisogno, dopo due sconfitte pesantissime che lo hanno scalfito nel fisico e nell’anima, una terza sconfitta avrebbe probabilmente chiuso la carriera del pugile inglese, invece la vittoria è stata esaltante e preziosissima per il morale.

Nella stessa sera a New York, due riunioni a pochi km di distanza in quelle che sono tra le piazze più importanti del pugilato mondiale.

Al Madison Square Garden Theater di Manhattan è stata la notte dei mediomassimi, Dmitry Bivol (13-0, 11 ko) campione WBA ha battuto per KO alla dodicesima ripresa il cubano Sullivan Barrera (21-2, 14 ko).

Secondo l’opinione di molte persone (me compreso) Bivol è il futuro della categoria, un pugile forte e dotato di grande talento, seguirò attentamente il percorso di questo pugile e sono sicuro che tornerò e torneremo a scrivere positivamente di lui.

Nel main event Sergey Kovalev (32-2-1, 28 ko) che dopo le due sconfitte con Ward è tornato campione del mondo, difendeva per la prima volta la cintura WBO contro il connazionale Igor Mikhalkin (21-2, 9 ko).

Kovalev ha boxato molto di rimessa e in velocità, finché al settimo round il volto tumefatto e malconcio di Mikhalkin ha indotto l’arbitro a fermare l’incontro, grande curiosità ora di conoscere il prossimo avversario di Kovalev, potrebbe essere proprio Dmitry Bivol?

Sempre nella stessa città ma nel quartiere di Brooklyn, una riunione PBC trasmessa da Showtime dove nel main event Deontay Wilder (40-0, 39 ko) campione WBC dei pesi massimi difendeva il titolo dal cubano Luis Ortiz (28-1, 24 ko).

Ortiz si dimostrava fin da subito un avversario pericoloso, pronto a rispondere ad ogni attacco di Wilder che rendendosi conto della pericolosità del cubano conduceva una boxe molto attendista, cedendo praticamente l’iniziativa al vecchio sfidante.

Al quinto round un destro di Wilder metteva in ginocchio Ortiz che però si rialzava senza problemi e tornava subito nel match, arrivati al settimo round il pubblico del Barclays Center esplodeva in urla fragorose quando Wilder andava in difficoltà a seguito di alcuni colpi messi a segno da parte del cubano, sembrava proprio che Wilder fosse ad un passo dal KO ma miracolosamente il gigante di Tuscaloosa riusciva a terminare la ripresa in piedi.

Al decimo round a seguito di una serie furiosa da parte di Wilder, Ortiz finiva due volte al tappeto con conseguente stop da parte dell’arbitro.

La sfida che tutto il mondo vuole vedere è Wilder contro Anthony Joshua, ma pare che ancora i due team non si siano messi d’accordo, speriamo che lo facciano in futuro.

Nel sottoclou Jose Uzcategui (27-2, 23 ko) e Andre Dirrell (26-3, 16 ko) si battevano in rivincita, e Uzcategui si portava a casa il titolo interim IBF dei supermedi dopo aver fermato Dirrell all’ottava ripresa, probabilmente per Dirrell è arrivato il momento di dire basta.

09/03/2018

La DiBella Entertainment proponeva un interessante confronto nei pesi superleggeri tra la star nascente Regis Prograis (21-0, 18 ko) e l’ex campione del mondo Julius Indongo (22-2, 11 ko) l’incontro era valido per il titolo WBC ad interim delle 140 libbre.

Con lo shock di tutti, Indongo toccava il tappeto per ben 4 volte in meno di due riprese, dando conferma di una fragilità che già si sospettava dal match con Terence Crawford.

Intervistato dopo il match, Prograis ha dichiarato di essere pronto per chiunque nella sua categoria e ora che ha in mano un titolo ad interim vorrebbe avere la chance per un mondiale vero.

10/03/2018

Il secondo weekend del mese di marzo è stato anch’esso pieno di incontro interessantissimi sparsi in giro per il mondo.

In Francia, il campione WBA regolare dei superwelter Brian Castano (15-0, 11 ko) affrontava il pugile di casa Cedric Vitu (46-3, 19 ko), già avversario dei nostri connazionali Orlando Fiordigiglio e Marcello Matano.

L’incontro è stato intensissimo e violento, il dominio del pugile argentino è stato troppo superiore e Cedric Vitu ha dato prova di un coraggio assolutamente fuori dal comune, per aver incassato un durissima punizione durata 12 riprese.

Castano si conferma campione con un KO al dodicesimo round, quali saranno i suoi prossimi impegni?

Dalla Francia spostiamoci in California allo StubHub Center, teatro di innumerevoli battaglie indimenticabili, la Top Rank Inc. proponeva una riunione in diretta su ESPN, il network con la quale Bob Arum ha preso accordi, dove nel main event andava in scena un probabilissimo fight of the year.

Oscar Valdez (24-0, 19 ko) campione WBO in carica dei pesi piuma, affrontava l’inglese Scott Quigg (34-2-2, 25 ko) ex campione mondiale nei supergallo.

A sorpresa di tutti, Quigg che è un pugile noto per la sua estrema serierà e disciplina negli allenamenti, non è riuscito a rientrare nei limiti di peso presentandosi circa 3 libbre più pesante del dovuto, escludendo quindi a priori di conquistare la cintura di Valdez.

Il match è stato di una intensità e violenza di rara portata, al termine dell’incontro i segni della battaglia sono stati evidenti: Valdez ha riportato una frattura mandibolare e qualche dente rotto, Quigg il naso fratturato.

La mia opinione personale su Valdez è che il ragazzo sia uno dei pugili più exciting del momento e da quando è diventato campione del mondo non ha ancora disputato un match su misura ma tutti match impegnativi, cosa che non siamo abituati a vedere.

Dopo un match di tale durezza spero che riposerà per diversi mesi prima di combattere nuovamente.

In Texas, al Freeman Coliseum, la TBG Promotions proponeva una riunione incentrata su due incontri mondiali a livello dei superleggeri, Kiryl Relikh (22-2, 19 ko) e Rances Barthelemy (26-1, 13 ko) si affrontavano in rivincita questa volta con in palio il titolo vacante WBA dei superleggeri.

Relikh vinceva agevolmente su Barthelemy, il quale a mio giudizio era irriconoscibile, abulico spento e quasi totalmente in difesa passiva, il cubano perdeva cosi per la prima volta nella sua carriera da professionista.

Nel main event della serata il californiano Mikey Garcia (38-0, 30 ko) tentava la conquista del suo quarto titolo mondiale nella quarta categoria di peso, affrontando il titolare IBF Sergey Lipinets (13-1, 10 ko).

Il match è stato piuttosto intenso, Lipinets ha tenuto costantemente il centro del ring cercando di accorciare la distanza per scaricare i suoi ganci e montanti, Garcia ha condotto prevalentemente una boxe di sbarramento che si è dimostrata senza dubbio efficace.

Non sono mancati di certo gli scambi pericolosi, al settimo round Lipinets andava al tappeto per la prima volta in carriera a seguito di un gancio sinistro d’incontro, al termine del match la faccia del pugile russo presentava segni evidenti della feroce battaglia.

Mikey Garcia è uno dei migliori pugili P4P della nostra era, ex campione WBO dei pesi piuma, ex campione WBO dei superpiuma e attuale campione WBC dei leggeri e IBF dei superleggeri, nell’intervista post match ha fatto chiarezza su quello che sarà il suo futuro: tenterà di unificare i titoli nei pesi leggeri (l’avversario più papabile pare sia Robert Easter Jr), successivamente cercherà di fare la stessa cosa nei superleggeri dopodiché salirà di categoria per andare nei pesi welter.

Nell’arco di due o tre match probabilmente vedremo Garcia combattere nella quinta categoria di peso e il californiano ha già detto esplicitamente di essere intenzionato ad affrontare chiunque (compresi Errol Spence, Keith Thurman, Danny Garcia e Terence Crawford).

17/03/2018

Seconda riunione del mese per la Top Rank Inc, con due incontri valevoli per un titolo mondiale.

Il mediomassimo ucraino Oleksandr Gvozdyk (15-0, 12 ko) vinceva ai punti il titolo interim WBC battendo il francese Mehdi Amar (34-6-2, 16 ko) per decisione unanime.

Personalmente non mi è piaciuta molto la performance di Gvozdyk, in primis trovo che la sua difesa sia piuttosto precaria e in secondo luogo non mi piace l’atteggiamento troppo rilassato che ha quando combatte, la mia impressione è che l’ucraino sia salito sul ring per fare il compitino senza spingere eccessivamente, in poche parole trovo che Gvozdyk dovrebbe “mordere” decisamente di più.

Quali saranno le sue prossime sfide? La sfida col campione WBC regolare si concretizzerà?

Nel main event della serata, il titolo vacante WBC dei superleggeri trovava un nuovo padrone, Jose Carlos Ramirez (22-0, 16 ko) pugile sponsorizzato da Bob Arum vinceva ai punti per decisione unanime su Amir Imam (21-2, 18 ko) pugile sponsorizzato da Don King.

Lo stile aggressivo di Ramirez è stato più efficace rispetto a quello più attendista di Imam, che perdeva per la seconda volta in carriera.

24/03/2018

E’ il turno dei pesi massimi, in un paese che ha una grande tradizione in questa categoria, alla O2 Arena di Londra in diretta per HBO, Dillian Whyte (23-1, 17 ko) difendeva il suo titolo WBC Silver contro l’australiano Lucas Browne (25-1, 22 ko), match che aveva i presupposti di una guerra “ignorante” ma al tempo stesso poco competitiva, in quanto Dillian Whyte è un pugile di livello decisamente più alto rispetto all’avversario.

Nulla ha potuto fare il 38enne del New South Wales, già in evidente difficoltà a partire dalla seconda ripresa, Whyte troppo forte e troppo preparato per lui.

Dopo un feroce scambio alla sesta ripresa, un pesante gancio sinistro si abbatteva sul viso di Lucas Browne, spedendolo dritto al tappeto in una maniera impressionante, c’è voluta la bombola dell’ossigeno per aiutarlo poi a riprendere conoscenza.

Ai microfoni nelle interviste post match, un Dillian Whyte euforico urlava e sfidava a gran voce il campione WBC Deontay Wilder, che però pare sia interessato solo ad Anthony Joshua senza passare attraverso match intermediari.

Vedremo come si evolverà la situazione.

31/03/2018

Nell’ultimo giorno del mese di nuovo i pesi massimi sempre in Gran Bretagna, al Principality Stadium di Cardiff la Matchroom Boxing di Eddie Hearn in collaborazione con USA Showtime presentava una riunione incentrata su due incontri nella categoria regina.

Alexander Povetkin (34-1, 24 ko) al suo primo incontro in Regno Unito affrontava David Price (22-5, 18 ko) con in palio le cinture WBO International e WBA Inter-Continental.

Povetkin non ha avuto difficoltà nel sormontare il problema della differenza di altezza, riuscendo a incrociare efficacemente il più alto avversario, al terzo round David Price toccava il tappeto a seguito di un bellissimo gancio sinistro alla mascella, ma sul finire del round fu Povetkin a traballare dopo essere stato toccato al mento con un gancio sinistro.

Arrivati alla quinta ripresa l’epilogo, Povetkin scagliava un destro che metteva in difficoltà Price e subito dopo andava a segno con un pericoloso gancio sinistro alla punta del mento che spediva l’avversario al tappeto.

KO piuttosto brutale, Price farebbe bene a prendersi un lungo periodo di recupero.

Nel main event della serata il tanto atteso incontro di unificazione dei titoli WBA, IBF, IBO e WBO tra Anthony Joshua (21-0, 20 ko) e Joseph Parker (24-1, 18 ko).

Se il match di Povetkin e Price è stato esaltante e intenso, quello tra Joshua e Parker è stato deludente e noioso, il campione inglese ha fatto il minimo sindacabile contro un avversario che non provava neanche ad attaccare, pochissime azioni, pochissime emozioni.

I punteggi parlano chiaro, due giudici assegnavano a Joshua 118-110 e il terzo giudice 119-109, ma il match è stato davvero noioso.

Quali saranno le mossi di Eddie Hearn adesso? Opporrà Joshua a Wilder subito o cercherà altri match intermediari?

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