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Boxe-Mania Awards: il meglio del pugilato nell’anno 2020

Il 2020 è stato un anno da incubo sotto molteplici punti di vista e anche il nostro amato sport ha subito le conseguenze nefaste della pandemia da COVID-19 che ha funestato il mondo. Tanti sono stati i mesi senza riunioni di cui parlare, numerosi gli incontri saltati a causa delle positività degli atleti al virus, diversi i grandi eventi rimandati al 2021. Nondimeno, seppur tra mille difficoltà e spesso in assenza di pubblico, la grande boxe non è mancata del tutto: incontri spettacolari ci hanno fatto saltare sulla sedia, KO pazzeschi ci hanno pietrificato, sorprese incredibili ci hanno lasciato a bocca aperta. Andiamo dunque a conferire, come da tradizione, i nostri premi per i protagonisti di spicco del pugilato del 2020!

Fighter of the Year: Teofimo Lopez

La sua storica  impresa compiuta il 17 ottobre, quando è riuscito a far sue tutte e quattro le cinture mondiali dei pesi leggeri detronizzando il fuoriclasse Vasyl Lomachenko, vale al giovane di origini onduregne il nostro riconoscimento di pugile dell’anno. Lopez non ha disputato altri match nel 2020, ma del resto sono stati pochi i pugili di caratura mondiale a essersi battuti più di una volta nel corso di questo annus horribilis. Dato per spacciato alla vigilia da molti addetti ai lavori, The Takeover ha rispettato le sue promesse grazie a una strategia tattica perfetta accompagnata da straordinarie proprietà tecniche e fisicità dominante.

Menzioni d’onore

Tyson Fury: per la sua prestazione travolgente nel rematch con Deontay Wilder in cui ha tenuto fede alla promessa di imporsi per KO.

Katie Taylor: per aver sconfitto in rivincita la rivale Delfine Persoon in modo convincente mettendo a tacere le polemiche sorte dopo il primo match.

Saul Avarez: per essersi andato a prendere di prepotenza il ruolo di numero uno della categoria dei supermedi infliggendo al gigantesco Smith una durissima sconfitta ai punti.

Jermell Charlo: per aver riunificato tre cinture mondiali mettendo KO Jeison Rosario dopo avergli inflitto la bellezza di tre atterramenti.

Fight of the Year: Jose Zepeda batte Ivan Baranchyk

Una guerra senza quartiere, un festival del knock down, una girandola di emozioni senza fine: benché privo di titoli mondiali in palio, il match tra Zepeda e Baranchyk ha tutte le caratteristiche per diventare un cult del pugilato moderno. In soli cinque round ci sono stati addirittura otto atterramenti, quattro per parte, uno spettacolo talmente irripetibile che è doppiamente un peccato non sia stato visto dal vivo da un’arena gremita di gente. La ciliegina sulla torta, un KO terribile che ha letteralmente fatto perdere i sensi al povero Baranchyk, crollato al tappeto in posizione innaturale e rimasto al suolo per diversi minuti.

Menzioni d’onore

Juan Francisco Estrada vs Carlos Cuadras: se il primo match fu spettacolare, questa rivincita è stata da lustrarsi gli occhi!

Masayoshi Nakatani vs Felix Verdejo: splendida vittoria in rimonta del giapponese dopo due violenti atterramenti subiti.

Samir Ziani vs Alex Dilmaghani: battaglia all’arma bianca tutta combattuta corpo a corpo con un ultimo round decisivo e drammatico.

Ted Cheeseman vs Sam Eggington: non sarà stato un concentrato di tecnica sopraffina, ma questo cruento derby d’oltremanica ci ha tenuto con il fiato sospeso!

KO of the Year: Alexander Povetkin su Dillian Whyte

Un colpo magistrale, di inumana potenza, eseguito con tecnica ineccepibile e in un momento drammatico dell’incontro. Il montante con cui Povetkin ha spento le lampadine del possente Dillian Whyte nel quinto round della loro appassionante sfida è stato tutto questo e anche di più. Il russo era stato atterrato pesantemente per ben due volte nell’arco della quarta ripresa, tanto da sembrare sul punto di capitolare. E invece come un’araba fenice, Povetkin è risorto dalle sue ceneri pescando il jolly dal mazzo e rilanciandosi nonostante l’età verso nuove chance di rilievo. Attendiamo trepidanti la rivincita.

Menzioni d’onore

Gervonta Davis su Leo Santa Cruz: altro montante portato in maniera impeccabile quello con cui Tank ha inflitto a Santa Cruz la prima sconfitta per KO della sua carriera.

Jose Zepeda su Ivan Baranchyk: la conclusione della già citata battaglia infernale è arrivata con un gancio sinistro da manuale dalle conseguenze devastanti.

Ryan Garcia su Francisco Fonseca: soluzione lampo del promettente californiano dalle mani fulminee che nel primo round ha chiuso i conti col suo splendido gancio sinistro.

Eleider Alvarez vs Michael Seals: il colombiano non aveva brillato nelle prime sei riprese, ma ha tolto le castagne dal fuoco con un destro terrificante.

Upset of the Year: Jessica McCaskill batte Cecilia Braekhus

Di sorprese questo 2020 ne ha regalate tante, ma oggi vogliamo premiare quella che più di ogni altra ha avuto un sapore storico e per farlo dobbiamo rivolgerci al pugilato del gentil sesso. Cecilia Braekhus era un’autentica divinità, avendo effettuato 25 difese mondiali e avendo collezionato tutte e quattro le cinture iridate più prestigiose. La McCaskill pagava anche un tangibile svantaggio fisico essendo salita nei pesi welter dopo aver militato nelle categorie inferiori. Contrariamente a ogni aspettativa, “CasKILLA” ha messo in crisi la rivale col suo ritmo forsennato andando a prendersi con le unghie e con i denti il verdetto dei giudici.

Menzioni d’onore

Teofimo Lopez batte Vasyl Lomachenko: la giovane promessa ha sconfitto il campione leggendario lasciando il mondo a bocca aperta.

Joseph Diaz batte Tevin Farmer: per la verità noi di Boxe-Mania ce lo aspettavamo, ma molti addetti ai lavori aveva elevato (troppo presto) Farmer al rango dei fuoriclasse.

Robert Helenius batte Adam Kownacki: il finlandese era considerato in netta parabola discendente, il polacco in rampa di lancio. E invece il KO ha ribaltato ogni valutazione.

Maxi Hughes batte Jono Carroll: l’irlandese era in un momento magico dopo aver battuto nettamente l’esperto Scott Quigg, ma chi di sorpresa ferisce, di sorpresa perisce.

Comeback of the Year Errol Spence Jr

In tema di rientri, impossibile non pensare a lui: dopo un incidente spaventoso, la cui dinamica lasciava presagire conseguenze fatali, o quantomeno invalidanti, Errol Spence è riuscito miracolosamente a rimettersi in sesto ritrovando pienamente lo smalto dei giorni migliori. La sua decisione di rientrare direttamente contro un avversario pericoloso come Danny Garcia ha destato qualche perplessità tra gli addetti ai lavori, ma i fatti hanno dato ragione a The Truth: vittoria molto netta e primo posto nella classifica dei pesi welter ribadito con fermezza. Ora il mondo intero attende la sfida con Terence Crawford.

Menzioni d’onore

Alexander Povetkin: tornato alla ribalta col magnifico KO su Whyte quando molti lo davano per finito.

Srisaket Sor Rungvisai (Wisaksil Wangek): rientrato con due vittorie dopo la sconfitta con Estrada a cui avevano fatto seguito 15 mesi di stop.

Roman Gonzalez: non sarà più lo stesso pugile di un tempo, ma con le bellissime vittorie su Yafai e Gonzalez, Chocolatito ha dimostrato di essere ancora un campione.

Murat Gassiev: più di due anni lontano dal ring e diversi incontri saltati in extremis, ma alla fine il picchiatore russo è tornato a mietere vittime col suo rapido KO su Seferi.

Prospect of the Year: Bektemir Melikuziev

Nonostante sia salito sul ring da professionista soltanto sei volte, il 24enne uzbeko è già considerato una potenziale superstar, tanto da aver in programma un match con l’ex campione del mondo Sergey Kovalev per il prossimo 30 gennaio, per di più nella tana del lupo a Mosca. Melikuziev ha fatto faville nelle Olimpiadi di Rio conquistando l’argento e arrendendosi soltanto al fortissimo cubano Arlen Lopez in finale. Dotato di gioco di gambe portentoso, straordinaria scelta di tempo e ottima varietà di colpi, potrebbe essere il volto nuovo su cui puntare per l’anno che verrà.

Menzioni d’onore

Edgar Berlanga: il 23enne di New York continua a superarsi infrangendo a ogni match il suo stesso record di KO consecutivi al primo round. Ora è a quota 16: chi lo fermerà?

David Morrell: dopo soli quattro match da professionista il 22enne cubano dà già l’impressione di essere un’autentica forza della natura.

Jesse Rodriguez: gioco di gambe di prim’ordine, ottima percentuale di KO, 13 vittorie senza passi falsi di cui ben tre nel 2020 per questo 20enne texano di belle speranze.

Jared Anderson: tra i giovani pesi massimi da seguire con più attenzione, Big Baby è in possesso di una tecnica e di un’eleganza che sono merce rara per la categoria.

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