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Warren: “Yarde ha un’enorme fiducia in se stesso. Kovalev non fa paura!”

Mancano ancora una ventina di giorni alla sfida che vedrà opposti Anthony “The Beast” Yarde (18-0, 17KO) e Sergey “Krusher” Kovalev (33-3-1, 28KO). Il prossimo 24 agosto, infatti, il russo Kovalev difenderà il titolo WBO dei mediomassimi nella sua città natale, Chelyabisnk, in Russia, dall’assalto dell’astro nascente della categoria, che fino ad oggi vanta un record immacolato.

Per Yarde, classe 1991, si tratta del match più importante della sua carriera, contro l’avversario più ostico incontrato. Fino ad ora, infatti, il pugile britannico non ha mai affrontato avversari del livello di Kovalev (classe 1983).

Mentre l’unico britannico affrontato da Krusher in carriera è stato il gallese Nathan Cleverly (30-4, 16KO) nel 2013, a Cardiff: all’epoca Krusher si impose per TKO nel corso della quarta ripresa.

Il promoter della Hall Of Fame, Frank Warren, ha elogiato la mentalità di Yarde di accettare una sfida mondiale in terra straniera, nonostante la sua inesperienza. Warren, infatti, è convinto che questa esperienza gli servirà in futuro.

È una fantastica opportunità per Anthony, che si è guadagnato questa opportunità mostrando tutte le sue qualità, fino ad arrivare al primo posto in classifica – ha dichiarato il noto promoter- ha mostrato di che pasta è fatto accettando di combattere a casa di Kovalev. In questo modo dimostra di avere fiducia nelle sue capacità. Anthony possiede un’enorme fiducia in se stesso. Lo sosteniamo per tornare a casa con il bottino ma, qualunque cosa accada nel combattimento, trarrà molta esperienza“.

Poi, ha elogiato il suo avversario, Kovalev: “Tutti sanno che Kovalev è un grande pugile e con un’esperienza spaventosa sul ring. È qualcosa che abbiamo visto qui per la prima volta quando ha combattuto contro Nathan Cleverly. Ha continuato a combattere ai massimi livelli“.

Tunde Ajayi, trainer-manager di Yarde, è andato oltre, promettendo una vittoria sensazionale per The Beast: “Siamo qui adesso! Tutto è stato calcolato, tappa per tappa. Tutto è sincronizzato, come ho detto dall’inizio. Non ricordo un altro pugile con così poca esperienza andare a sfidare un veterano a casa sua. Quindi non voglio sentire scuse quando Anthony lo metterà fuori combattimento. So che succederà“.

 

 

 

 

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