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Il cuore non basta a Rigoldi: Yafai si impone per decisione unanime

Ha dato tutto Luca Rigoldi (22-2-2, 8 KO) sul ring dell’Allianz Cloud di Milano per difendere con le unghie e con i denti il suo titolo europeo dei pesi supergallo, ma non è bastato. Il main event della serata organizzata in tandem dalla OPI Since 82 e dalla Matchroom Boxing è stato infatti vinto dall’inglese Gamal “The Beast” Yafai (18-1-0, 10 KO) che si è imposto ai punti per decisione unanime dei giudici, laureandosi così nuovo campione continentale. Questi i cartellini finali: 119 a 109, 116 a 112, 116 a 112.

Che la prova per il nostro portacolori sarebbe stata molto difficile era ampiamente prevedibile: giunto alla terza difesa della sua cintura EBU infatti, Rigoldi si è trovato di fronte il rivale più ostico mai affrontato in carriera. Sconfitto soltanto dal due volte sfidante mondiale Gavin McDonnell, Yafai è un pugile dotato di colpi secchi ed esplosivi, forte fisicamente e temprato dai tanti derby sostenuti oltremanica. Lo stesso Luca del resto era consapevole delle insidie che si celavano dietro la sfida, come dimostra la sua lucida analisi tattica espressa ai microfoni di DAZN prima dell’inizio delle ostilità.

Le prime tre riprese purtroppo hanno confermato i timori della vigilia. Approfittando della caratteristica partenza lenta del nostro pugile, abituato a scaldare il motore prima di farlo girare a pieno regime, Yafai si è esibito in azioni pregevoli dalla media distanza muovendosi in circolo sulle gambe per castigare il campione, ancora contratto, non appena quest’ultimo entrava nel suo raggio d’azione. Particolarmente impressionante si è rivelata in questa fase la differenza di potenza tra i due pugili, un handicap che Rigoldi si è trovato a fronteggiare spesso e volentieri in carriera, colmandolo con una dose supplementare di cuore, coraggio e determinazione.

Anche in questo caso, nonostante l’avvio del match facesse pensare a una montagna da scalare, il pugile guidato all’angolo da Gino Freo non si è dato per vinto e a partire dal meraviglioso e infuocato quarto round ha cercato di sovvertire col ritmo e con l’intensità il deficit di efficacia dei colpi. A ogni duro fendente dell’inglese corrispondeva un’immediata scarica di reazione di Rigoldi che inevitabilmente era costretto a un enorme dispendio di energie per tenersi in linea di galleggiamento. Lo sforzo ha dato però i suoi frutti, poiché l’atleta inglese ha evidenziato un certo disagio nel gestire una pressione tanto asfissiante ed è calato in prossimità del giro di boa, tanto che la sesta è stata la miglior ripresa di Rigoldi dell’intero combattimento.

Pur prendendosi troppe pause e pur pedalando all’indietro per buona parte dell’incontro, Yafai ha continuato però a mettere a segno i colpi più incisivi e violenti, rendendo ardua l’impresa del demolitore italiano di sfiancarlo così come aveva fatto con i precedenti sfidanti. Più volte Luca si è dovuto fermare per qualche secondo per digerire gli effetti dei precisi fendenti che ne arrestavano l’incedere e più volte queste esitazioni gli hanno fatto perdere l’attimo, costringendolo a ricominciare l’azione. La sfida è diventata dunque uno scontro tra quantità e qualità, con l’italiano impegnato nel produrre la maggior mole di lavoro e l’inglese pronto a capitalizzare ogni spiraglio per rubare l’occhio dei giudici con i suoi colpi singoli, decisamente più appariscenti.

La speranza che lo sfidante potesse patire la fatica e crollare nel finale si è rivelata purtroppo mal riposta: The Beast ha tenuto fede al suo soprannome scatenandosi nell’ultimo round con impeto furibondo e soltanto la mascella granitica e il cuore sconfinato hanno permesso a Rigoldi di non capitolare. Una vittoria limpida quella dell’inglese, fedelmente sottolineata da due cartellini ufficiali con un accettabile scarto di quattro punti. Decisamente troppo largo invece l’altro score, che con i suoi dieci punti di margine ha mortificato incomprensibilmente la prova generosa e lodevole del nostro pugile.

Un Rigoldi comprensibilmente amareggiato ha cercato di analizzare i motivi della sconfitta nell’intervista di rito individuando alcuni piccoli intoppi che potrebbero aver contribuito a far inceppare il suo ingranaggio. Luca ha avuto da eccepire in particolare sui guantoni concessi al suo avversario, a suo dire “troppo leggeri” e sull’impossibilità di sostenere un riscaldamento completo con il maestro Freo, impegnato all’angolo di Devis Boschiero nell’incontro che ha preceduto il main event. Il ragazzo ad ogni modo non si è perso d’animo: consapevole della sua giovane età ha chiesto a gran voce ad Eddie Hearn di tenerlo in considerazione per altre opportunità di prestigio, evidenziando così la volontà di riprovarci. Visto il cuore messo sul ring anche stavolta, nonostante l’esito avverso, merita di essere accontentato.

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