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WSB: I Lionhearts bastonano ancora la Thunder. La pesca, in altri mari, senza senso

Mancò la fortuna, non il valore” è la storica frase che ci ricorda la spedizione ed il sacrificio della Folgore in missione ad El Alamain. Eppure questa frase vale ancora oggi, e la si può applicare a questa prima giornata di ritorno delle WSB. I ragazzi della Thunder perdono ancora una volta contro i British Lionhearth: 4-1.

Nella serata, o per meglio dire nel tardo pomeriggio, di Cernusco sul Naviglio al Centro Sportivo Comunale, è da poco terminata la prima giornata di ritorno per il gruppo Europeo delle WSB. La compagine Italiana ospita, a distanza di poche settimane, l’ultima sfidante del girone di andata. A Liverpool il risultato stette a favore dei padroni di casa, che si imposero con un sonoro 5-0. Tra questi anche Clemente Russo.

Claudio Grande e Will Cawley nella categoria minore in gara (52 kg) sono i primi a salire sul ring. Il coraggio ed il valore non mancano al pugile di Massa Carrara, ma pure subendo ottimi attacchi il suo rivale è dotato di gran classe ed ottima reattività. Cawley supera in ogni occasione Grande con grande destrezza. Il verdetto finale non può che premiare l’inglesino (45-50; 44-50; 48-45). Il verdetto del giudice C è totalmente sballato. Ci sono due ipotesi per spiegare l’accaduto: la prima è quella che il giudice abbia invertito diverse volte il cartellino; la seconda è che a bordo ring offrano un ottimo vino.

Segue la categoria dei leggeri (60 Kg) e a sfidarsi sono un Bulgaro per la Thunder e un Bielorusso per i Lionherarts. Ma la pesca in altri mari deve essere minuziosa e, il mare in tempesta va affrontato solo per pesci buoni. Quella inglese è stata scrupolosa e mirata, mentre quella italiana fortuita e disperata. Kiril Rusinov, che combatte per la Thunder è un ottimo elemento, che necessita di poco lavoro. Ma dall’altra parte c’è un fenomeno autentico: Dzmirty Asanau è un pugile dotato di eleganza e precisione. Si muove soave fra le corde ed assorbe le bordate del bulgaro. Tanti colpi e battaglia degna dello spettacolo. Il montante del bielorusso anticipa la gran parte dei colpi del pugile in calzoncini bianchi. Il dominio di Asanau è indiscutibile: 50-45 all’unanimità per i tre giudici.

Mirko Natalizzi nei 69 Kg, che sostituisce Mangiacapre, affronta Cyrus Pattinson. Il Romano ha esordito in questa stagione con un KO, mentre Pattinson ha esordito nella stagione precedente subendo un KO, ed ancora oggi non ha un record negativo (0-3). All’apparenza match facile per la Thunder. Natalizzi è ancora in buffering, quando l’inglese prende il centro del ring ed inizia a portare colpi. Mirko è lento e prevedibile, e Pattinson anticipa ogni attacco con qualsiasi colpo. Il montante anticipa sempre il jab, il diretto ancora prima del jab, il gancio sempre prima del jab. Ma alla corta distanza Mirko fa sentire il peso del guantone. E’ il terzo round, e pare che Pattinson possa gestire con tranquillità la lentezza del pugile romano. Le urla del maestro, all’angolo sono udibili perfino da un sordo, scandiscono i tempi: uno due, scarica. Comandi inconfondibili nell’assordante silenzino del palazzetto. Poi quel gancio destro, fulmineo. Un macigno al volto di Pattinson. Vittoria per RSC per Mirko Natalizzi. e Siamo 2-1 per loro.

Negli 81 Kg il primo a salire sul ring è l’irlandese Joseph “Joe” Ward. Un buon palmares per il mancino irlandese. Per l’Italia Thunder sale sul ring un altro pugile Bulgaro: Blagoy Naydenov. Ventuno anni, pugile (più o meno) professionista, con un incontro all’attivo. Una sconfitta per KO nel lontano 2015. Un’altra pesca sfortunata?… Un incontro al limite della noia, con tanto di invito del “panz… arbitro” a tirare qualche colpo. Niente di interessante da riportare per tutte e cinque le riprese. Dominio facie per Ward che vince ai punti 50-45.

Guido Vainello, pesi massimi (91 kg) ultimo a salire sul ring affronta, a distanza di un anno, di nuovo Clarke Frazer. Il 23 marzo scorso il ventiseienne inglese i impose ai punti sul nostro Vianello. Serve l’impresa a Vianello, che ci aveva perso pure la finale degli europei el 2014, per rendere meno pesante la sconfitta complessiva. Tanta esperienza, e sparring partner di pugili come Joshua e Joyce, oltre all’imbattibilità nel torneo con tanto di vittorie prima del limite. Guido cerca di prendere le misure, ma il colosso inglese è già a metà strada. Colpisce pesantemente al volto ed al corpo. Ma la stazione preferita del treno di Frazer è proprio il volto del romano.  Frazer arriva ad atterrare Vianello al primo round, ma il coraggio e la campana aiutano Vainello ad alzarsi e continuare. Il pubblico, che ha iniziato a prendere posto nel palazzetto, apprezza il coraggio di Vianello e lo incita con cori ed applausi. Ma il macchinista Frazer non dimentica nessuna fermata e continua a portare colpi. Vianello, di coraggio, risponde ai colpi e sfinito fa suonare l’ultima campana. Una audacia dimostrata soprattutto nella sfuriata finale. Frazer vince ancora contro Vianello (45-50; 44-50; 44-50) e si complimenta con il romano.

Legione d’anime a presidio del deserto“, sempre in riferimento a El Alamain, è la frase scritta su una lapide che celebra quella famosa spedizione. In effetti oggi, in quanto a preparazione e qualità, i Thunder erano cinque contro i cinquemila Inglesi. Forse i nostri ragazzi non sono altro che legionari a presidio di una Cattedrale nel Deserto che è il pugilato Italiano, privo di idee e di ideologie. La pesca, insensata, in Bulgaria, come quella di Cuba, ha portato solo tagli e lividi, e tanto rancore.

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