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Wilder: “Fury e Joshua insieme? Un piano per battere… l’impossibile!”

Per questa attesa rivincita tra il campione WBC dei pesi massimi Deontay Wilder e Tyson Fury, l’altro campione di categoria, Anthony Joshua, detentore delle cinture WBA, WBO, IBF e IBO, si è detto pronto a dare una mano al suo connazionale.

AJ infatti, si è di recente offerto, di sua volontà, da sparring partner del britannico e, a sua volta, il Gipsy King ha mostrato interesse per l’invito ad unire le forze per riuscire nell’impresa di battere il rivale statunitense.

Fury e Joshua sono stati fino ad ora piuttosto antagonisti specialmente in ambito nazionale e spesso e volentieri tra di loro sono volate parole sprezzanti, quindi questa “benevolenza” ha stupito molta gente ed anche un po’ l’americano. Tuttavia il Bronze Bomber di Tuscaloosa, qualora tale situazione si verificasse per davvero, non è per niente impensierito dall’evenienza:

“Ho saputo. ‘Ma tu guarda queste putt***lle’, è quello che mi sono detto. Sono delle putt***lle. Chi altro fa squadra contro qualcuno? Voi dite di essere i migliori, io dico di essere il migliore, e poi voi figli di put** vi mettete a fare squadra? Suppongo sia una guerra tra Regno Unito e Stati Uniti. Ciò fa solo crescere la mia fiducia in me stesso, mi permette di tirare fuori il petto e alzare la testa un po’ di più e andare avanti con la consapevolezza di essere l’uomo da battere”.

Il campione di Watford pare sostenere Fury perchè è convinto che poi l’accordo per la sfida di riunificazione sarebbe più facile da ottenere, ma anche che una battaglia tutta inglese genererebbe ancora più interesse.

“Quando vedo i ragazzi raddoppiare la squadra e cercare di aiutarsi a vicenda in quel modo, quando il mondo sta cercando di vedere chi è il migliore della divisione dei pesi massimi, mi fa sentire bene. Quindi speriamo che quei ragazzi lavorino insieme e escogitino un grande piano per battere… l’impossibile!

Non credo che ci sia un peso massimo in tutta la categoria che non abbia una sorta di piano, ma non mi interessa quale allenatore portino a bordo o chi facciano entrare nel loro team. Sono unico nel mio genere, il primo della mia specie. E la gente deve farsene una ragione, affrontarmi, capire e guardare quello che mostro al mondo”.

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