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Wilder: “Fury sembra un pagliaccio! A febbraio smetterà di far ridere”

Deontay Wilder si metterà alla prova questa notte, sul ring della MGM Grand di Las Vegas, per la seconda volta contro il “King Kong” cubano Luis Ortiz. Ma nonostante l’imminenza di questo di incontro, il campione WBC non fa a meno che pensare anche al suo avversario successivo, ossia Tyson Fury. I due sono pronti per una rivincita il prossimo 22 febbraio, e Wilder sta già iniziando a potenziare la promozione della loro sfida, lanciando e rispondendo alle provocazioni.

Nel loro primo incontro il “Bronze Bomber” ha dovuto mettere a segno due knockdown ai danni di Fury per poter per strappare un pareggio, tra l’altro molto discusso. Tuttavia le sue parole a boxingscene.com non lasciano trasparire preoccupazione:

“Non sono preoccupato per Tyson Fury. Anzi, speriamo che stiano adottando le giuste precauzioni e le cure necessarie per il recupero del suo occhio, perché quando arriverà il nostro momento a febbraio, lo metterò di nuovo al tappeto, e questa volta non si rialzerà, indipendentemente da quanto lento sia l’arbitro. Resterà sulla sua schiena a guardare le luci.

Fury non è conosciuto qui. Guarda le vendite dei biglietti nei suoi eventi. Nella sua mente, pensa di essere più grande di lui. Aveva bisogno di qualcosa per ottenere notorietà. Ma a mio avviso lo stanno promuovendo in modo sbagliato, con abiti americani che lo fanno sembrare Apollo Creed. Sembra un pagliaccio. Deve rimanere fedele alle sue radici. Io non cambierei mai la mia identità per farmi piacere dalla gente. Lo stanno ammirando certo, ridendosela di lui”.

Quello contro Wilder per il “Gipsy King” a dicembre 2018 è stato il terzo combattimento dopo il suo ritorno dall’assenza dal ring durata quasi 3 anni e mezzo in seguito ai problemi con l’abuso di sostanze, la depressione e al disordine alimentare molto grave che ha dovuto superare. Al riguardo Wilder ha aggiunto:

“Viene fuoria da una storia di malattia mentale. È una cosa che tutti affrontano nella vita. Qui in America, amiamo le storie di successo e il perdono, e sembra che per gli stranieri abbiamo anche più sentimenti di cuore. Se avessi fatto io le cose che Tyson Fury ha fatto nella sua carriera e avvessi affrontato gli avversari che ha afforntato ad esempio, sicuramente mi avrebbero messo in croce più di quanto non lo facciano già. Ma lo sappiamo tutti che esistono sempre due pesi e due misure”.

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