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Wilder: “Sono il re degli States, AJ e Fury devono battermi per conquistarli”

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Le due star britanniche, il campione IBF, WBA e WBO dei pesi massimi Anthony Joshua e il re gitano Tyson Fury sono convinti di poter conquistare il pubblico americano e di poter diventare delle superstar anche negli Stati Uniti, soprattutto grazie alla spinta delle reti televisive che li sostegno.

Ma Deontay Wilder avverte i suoi rivali: in America la gente è totalmente diversa dal Regno Unito. Non è facile avere successo perché la boxe oltreoceano è oscurata dagli sport tradizionali come il football, il basket e il baseball.

L’artista del KO dell’Alabama infatti è diventato solo di recente un punto di riferimento nello sport pur essendo il campione WBC in carica e vantando un record imbattuto di 40 vittorie. Sono state la vittoria su Luis Ortiz e la sfida contro Fury di dicembre a contribuire ad aumentarne il profilo.

Inoltre The Bronze Bomber ridimensiona anche i loro grandi sogni avvisandoli: il re del pugilato della categoria regina in America adesso è lui e che dovranno batterlo per prendersi il trono e il successo anche lì.

“L’America ha sempre desiderato un re dei pesi massimi, qualcuno da seguire ed esserne contenti e soddisfatti di farlo, e lo hanno cercato per moltissimo tempo.

Ed io sto offrendo quell’orgoglio e quella gioia, hanno quello che possono chiamare il loro campione dei pesi massimi,  “l’uomo più cattivo del pianeta.

Dopo gli ultimi match ho avuto finalmente l’attenzione del mondo, come volevo. Questo è solo l’inizio per Deontay Wilder: le cose che posso fare da ora in poi sono incredibili.

Quei ragazzi (Joshua e Fury) avranno sì una possibilità, ma solo se faranno le cose giuste, le battaglie giuste, le sfide giuste allora l’America li adorerà. Devono capire che quando verranno qui è tutto diverso, la nostra visione, il nostro stile sono differenti.

Ci piace essere arroganti, ci piace parlare della vecchia scuola, ci piace vedere l’aggressività, vedere i pugili combattere al meglio e non vedere nessuno scappare.

Devono stare attenti a quello che faranno in America. Devono capire che il pugilato non è il nostro sport preferito, quindi potrebbero facilmente annoiare. Si renderanno conto di cosa ho passato per diventare una star.

Quando verranno troveranno me che sono il re e che ho avuto molta influenza. Gli auguro il meglio, ma se non mi batteranno difficilmente vedranno il successo”.

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