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Wilder: “Vedrete qualcosa di mai visto”. Fury: “Andrà giù ancora più velocemente!”

Avrebbero dovuto affrontarsi lo scorso 24 luglio alla T-Mobile Arena di Las Vegas, la positività al COVID-19 di Tyson Fury, arrivata a pochissime settimane di distanza dal loro match, ha spinto poi la trilogia tra il campione WBC dei massimi britannico e l’ex detentore della cintura Deontay Wilder fino al prossimo 9 ottobre; stesso posto, stessa città. A un mese esatto dalla loro terza sfida, dopo il pareggio del 1° dicembre 2018 e la dirompente vittoria del Gipsy King di Manchester del 22 febbraio 2020, entrambi i pugili dichiarano di potersi affermare in questo incontro.

“Sono pronto. Spero che siano pronti anche loro. Spero che siano in linea con le loro priorità, che abbiano un piano di gioco per affrontare la sfida. So che non stava andando bene nel camp! I ragazzi più giovani lo hanno sistemato”, ha dichiarato il Bronze Bomber di Tuscaloosa in’un intervista per la PBC commentando la sua lunga attesa. Wilder è difatti convinto che il rinvio di questa estate sia stato dovuto piuttosto a un non perfetto stato di forma di Fury e non al virus. A provarlo a suo dire, così come quelle del suo allenatore Malik Scott, sarebbe la testimonianza di qualche insider del campo nemico.

“Avevo un giovane ragazzo nel mio camp che lo ha conciato male”, ha proseguito. “Lo sparring [per me] invece è stato fantastico. Non posso fare nomi, ma posso solo dire che ci sono state molte persone che sono finite al tappeto. Speriamo che sia sicuro di andare avanti [con questo match] e che non ci sia nulla che vada storto. [Vedrete] un Deontay Wilder reinvento, qualcosa che non avete mai visto prima. Nel tempo libero non abbiamo fatto altro che lavorare, lavorare, lavorare. Anche quando il mio corpo riposava, la mia mente era ancora lì”.

Il 35enne americano, dopo la dura sconfitta rimediata nell’ultimo incontro e le successive scuse arrancate per giustificare la propria debacle, sembra che nell’ultimo anno abbondante abbia lavorato molto su se stesso e sul proprio team e ad oggi risulta particolarmente in forma e fortemente motivato a riscattarsi. “Sono un re. Quando un re cade, deve elaborare una strategia e rialzarsi. Non ha senso abbattersi, sedersi. Devi risollevarti e rendere te stesso e le persone intorno a te più forti. Per questo ho dovuto sbarazzarmi dei serpenti nel mio team e ho dovuto coinvolgere persone che mi amassero davvero. Avevo bisogno di guerrieri!”.

Ma come è convinto Wilder dei propri mezzi e dell’esito di questo match, anche il suo rivale Tyson Fury ha le idee ben chiare su ciò che accadrà: “Spegnerò le lampadine di Deontay Wilder e lo farò ancora più velocemente rispetto al nostro ultimo combattimento. Se non è riuscito a battermi [nel 2018] dopo tre anni che ero fuori dal ring e la perdita di tutto quel peso, non mi batterà mai. Nessuno lo farà”, sono state le sue parole ai microfoni di BT Sport. Il campione WBC dei massimi non solo ha delineato i tratti di questa sfida, ma anche quelli del suo futuro.

“Ho i miei prossimi quattro incontri in programma. Distruggerò Wilder e poi combatterò ancora a dicembre a causa di tutta l’inattività. Non credo che l’incontro con Joshua riuscirà ad accadere a dicembre. Affronterò Dillian Whyte, nel Regno Unito per la prima volta dopo anni, in uno stadio a dicembre: fissiamo una data, metterò a tacere quel barbone, sarà facile! E poi combatterò contro Joshua a marzo, forse in Arabia Saudita, andiamo! E poi potremmo giocarci la rivincita in estate, qui a Wembley”.

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