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King Kong KO sul suono del gong. Wilder schianta Ortiz con un destro al settimo round.

Ha atteso il momento migliore per stendere Luis Ortiz al tappeto con l’unico colpo disponibile. Deontay Wilder stende il cubano con un diretto destro sulla campana della settima ripresa. The Bronze Bomber di Tuscaloosa conserva per la decima volta consecutiva il titolo WBC dei pesi massimi.

Sono passati poco più di venti mesi dal primo match tra Deontay e King Kong Ortiz, e lo scenario, questa volta è quello dell’arena del MGM Grand di Las Vegas. Leo Santa Cruz e Miguel Flores, dopo dodici round di battaglia hanno appena lasciato il ring per dar spazio all’incontro più importante della serata, quello più atteso. Jimmy Lennon Jr. scalda il pubblico a stelle e strisce e chiama i pugili sul quadrato. Ad attenderli all’angolo neutro c’è Kenny Bayless.

Ancora in vesti di sfidante, totalmente equipaggiato di bianco, Luis Ortiz fa il suo ingresso sul ring. Dopo il KO subito nel marzo 2018, fino ad ora l’unica sconfitta in carriera professionistica, King Kong ha gestito con successo Cojanu, Kauffman e Christian Hammer. Si presenta in forma smagliante, consapevole di essere stato uno dei pochi a mettere un seria difficolta il campione. King Kong IS BACK.

In maschera, total gold and white, anticipato da una colonna sonora degna del miglior gladiatore, a passo lento, lentissimo, si avvicina al quadrato sotto i flash dei cellulari che immortalano la scena. Con la sicurezza di poter difendere ancora una volta lo zero nella casella delle sconfitte Deontay Wilder è il Campione in carica del titolo WBC dei pesi massimi.

Al primo gong prende il centro King Kong, che accarezza col jab, avanza a piccoli passi ed è il primo ad entrare timidamente nella guardia dell’avversario. Come se volesse occupare il doppio della sua ombra, Wilder stende le braccia per prendere le distanze dal mancino avversario, ma Ortiz continua a prendere il centro del ring e dettare l’andatura. Con la mano destra leggermente bassa, Luis però favorisce il gancio del Bronze Bomber, ma l’americano ancora non entra con determinazione, ed il cubano continua a colpire al corpo. Nel quarto round, Wilder è ancora attento a non prendere colpi, piuttosto che avanzare in attacco.

Il ritmo è ancora basso ed il cubato accenna qualche colpo portando Wilder all’angolo, e Deontay risponde invitandolo a colpire ancora, come se aspettasse un segno per accendere la battaglia. La cadenza delle combinazioni inizia ad aumentare nel quinto e nel sesto round, ma ad avere una maggiore attività è ancora il cubano che porta i colpi migliori, anche se Deontay Wilder ha iniziato a rispondere con più frequenza ed i colpi cominciano a toccare sempre più spesso il volto del cubano. Al giro di boa, la situazione è visibilmente in favore del cubano, ma i colpi sono ancora molto trattenuti. I due si apprestano ad iniziare la seconda parte del match senza particolari affaticamenti.

La chiave di lettura dell’incontro sembra voler essere riposta nel gancio sinistro dell’americano. Luis Ortiz incalza con colpi dritti, è particolarmente pericoloso e sembra poter accedere al volto di Wilder in qualsiasi momento. Il botta e risposta è sempre più acceso. Questa volta Wilder, sul finale del settimo round cambia la sua posizione di difesa in quella di attacco. Arrivano i tre rintocchi, mancano appena dieci secondi alla fine del round.

Wilder assaggia il volto col jab, Ortiz sfugge e arriva alle corde. Una manciata di secondi al gong. Jab, ancora jab, Ortiz sposta il guanto con la guardia. Wilder ha scelto il momento. L’unico per essere pericoloso, l’unico spazio disponibile per stampare un guanto sulla fronte di Ortiz. Un secondo si frammenta in decimi interminabili.

Deontay Wilder sgancia una bomba che anticipa di attimi il gong della settima campana. Un diretto destro, con una esecuzione perfetta si stampa sulla fronte di King Kong che sprofonda al suono del gong. Il signor Bayless conta fino a dieci, ma Luis Ortiz, cosciente, non si rialza. E’ finito come nella prima sfida, con meno intensità, anticipato di circa tre round, ma con la stessa spettacolarità di tutti i KO del Bronze Bomber di Tuscaloosa, che mantiene la sua percentuale poco sotto il 100% (attualmente la più alta in assoluto, pari a 95,35% su 43 incontri NDR)

Un minuto di abbracci e parole di conforto da parte di Wilder (42-0-1) al cubano Ortiz (31-2-0) che ha dimostrato di essere ancora in possesso di carte per competere ad altissimi livelli nonostante l’età (40 anni per il cubano NDR). I giudici Moretti e Weisfeld avevano in vantaggio Ortiz per cinque round a uno, mentre per Erik Cheek il vantaggio del cubano era 58-56 alla fine del sesto round.

Il 2021 dovrebbe essere l’anno del rematch con Fury e quello della possibile riunificazione dei titoli dei pesi massimi che il prossimo dicembre Ruiz Jr proverà a difendere dell’ex Campione in carica Anthony Joshua.

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