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Wilder: “Il capolavoro contro Ortiz tutto calcolato alla perfezione”

Lo scorso sabato notte, nel rematch con Luis Ortiz, il campione WBC  dei pesi massimi, Deontay Wilder ha messo a segno l’ennesima vittoria per KO con un singolo, ma devastante colpo.

All’MGM Grand di Las Vegas, sotto su tutti e tre i cartellini ufficiali dei giudici per i primi sei round, nel settimo il Bronze Bomber di Tuscaloosa è andato a segno, ancora una volta, con il suo terrificante diretto destro che ha spedito al tappeto il cubano.

Il risultato ormai è diventato molto comune nei match di Wilder e il canovaccio è quasi sempre lo stesso: parte piano, va in svantaggio nella prima parte del match e poi ribalta tutto all’improvviso con un colpo devastante che spegne le luci ai suoi avversari.

In una recente intervista Wilder ha spiegato al riguardo, di non essere stato, volutamente, troppo interessato a vincere i singoli round, ma che piuttosto si è focalizzato, come da piano tattico studiato con il suo angolo prima del match, nel trovare il momento giusto per porre fine al combattimento.

“Devi allenarti, devi avere l’abilità e devi essere in grado di sapere quando è il momento perfetto per sfruttare la tua arma. Quando arrivo sul ring contro i miei avversari, dipende tutto da questo: dal saper calcolare, trovare il tempismo giusto, concentrarmi su tutto ciò che fa per me diventa una sorta di memoria muscolare. Nonostante io parta lentamente nei round, sono ben attento. Sono sempre pronto per qualsiasi cosa accada intorno a me. Cerco di capire qualunque reazione possa nascere dalle mie azioni.

Sapevo bene, sin dal primo match con Ortiz, che lui è un grande counterpuncher e quindi che avrebbe saputo reagire molto velocemente a quello che facevo. Quindi con lui dovevo avere più tempismo questa volta. Se torniamo a quel settimo round, a quegli ultimi secondi, è lì che ho realizzato il mio capolavoro. Gli ho oscurato la visuale, l’ho mandato in confusione con quattro jab al volto e mi sono avvicinato, ho fatto un passo alla mia sinistra che era la sua destra, ho provato a confonderlo con un falso jab e poi l’ho centrato col diretto destro, è stato perfetto. Sapevo che l’angolazione fosse perfetta perché ho iniziato a capirlo man mano che trascorrevano le riprese.

Ecco perché dico alle persone che mi criticano di non sottovalutarmi perché io calcolo tutto. Mi muovo seguendo una precisa strategia e la mia intelligenza sul ring è molto alta nonostante la gente non lo capisca. Ma la mia frase preferita è che ciò che è chiaro non ha bisogno di spiegazioni”.

Con la collaborazione di Matteo Fratello

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