Dillian Whyte vs Dereck Chisora: botte di Natale!

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Sabato sera, presso la O2 Arena di Greenwich, in Inghilterra, i due popolari pesi massimi Dillian “The Body Snatcher” Whyte (24-1-0, 17 KO) e Dereck “Del Boy” Chisora (29-8-0, 21 KO) si affronteranno in una rivincita che si preannuncia spettacolare e senza esclusione di colpi.

“Botte di Natale” è il titolo dell’ultimo film interpretato dalla storica coppia formata da Bud Spencer e Terence Hill e non è un caso se abbiamo deciso di intitolare così questo pezzo. L’esperto giornalista Enrico Crociati, che al pugilato ha dedicato tempo ed energie sconfinati, amava ed ama tuttora classificare col simpatico appellativo di “Bud Spencer Trophy” quei match in cui i due pugili sono destinati a scambiarsi colpi su colpi senza la benché minima attenzione alla difesa e con uno stile quantomeno “rivedibile”, per usare un eufemismo. L’incontro in oggetto è certamente parte della categoria, anzi, forse ne è l’esempio più fulgido. A fronteggiarsi ci saranno infatti due picchiatori rozzi e brutali, la cui boxe è basata sull’annientamento del rivale in barba a qualsiasi strategia e a qualsiasi piano tattico.

Il destro di Whyte segue una traiettoria che ricorda quelle delle clavi dei Flintstones, il suo equilibrio sulle gambe è più precario di quello di un frequentatore di pub irlandesi dopo la quinta pinta, ma quando va a segno i suoi colpi fanno male, è tenace, caratterialmente indomito e ha messo a punto nel tempo un discreto jab e un corto gancio sinistro che spesso risulta letale. Chisora ha fatto affidamento per anni su una mascella fuori dal comune incassando bombe inenarrabili e improntando le proprie battaglie sull’arguta tattica di distruggere col volto le mani del rivale. Soltanto il micidiale bombardiere David Haye in più di dieci anni di professionismo è riuscito a rompere il salvadanaio mettendo KO Del Boy dopo due atterramenti di inaudita violenza. L’altra sconfitta prima del limite, patita contro Tyson Fury, fu più che altro una resa per sfinimento e per manifesta inferiorità.

Quando i due pugili in questione si affrontarono nel dicembre del 2016 ne venne fuori un capolavoro del trash sin dalle conferenze stampe che anticiparono il confronto, caratterizzate da intemperanze, tavoli rovesciati e tentativi di rissa. Il ring fu poi teatro della degna prosecuzione dello spettacolo iniziato alla vigilia: 12 round di bordate selvagge, continui capovolgimenti di fronte, svariati momenti drammatici in cui il KO pareva ad un passo e tanti brividi per chi ebbe la malsana idea di scommettere su uno dei contendenti. Si impose Whyte per un soffio ai punti, contro il parere di molti osservatori, ma nessuno dei due atleti diede una chiara dimostrazione di superiorità.

A distanza di due anni dal primo confronto è opinione comune che Whyte abbia evidenziato importanti miglioramenti tecnici. Tale convinzione si basa soprattutto sulle ultime due vittorie dell’inglese ottenute ai danni di Lucas Browne e Joseph Parker. Chi vi scrive è tuttavia piuttosto scettico nei confronti della tesi esposta giacché i demeriti di Browne e Parker nei match citati furono notevoli e probabilmente fecero risplendere Whyte al di là del suo effettivo valore. Appare dunque improbabile che sabato sera si manifesti sul ring una considerevole differenza di talento. I due atleti si affideranno come di consueto alla forza fisica, al cuore e alla grinta per provare ad uscire vincitori da quella che si preannuncia come una nuova battaglia campale. A fare la differenza dovrebbe essere la maggiore freschezza di Dillian Whyte, più giovane di quattro anni, meno logorato dalle precedenti esperienze sportive e dunque favorito per una vittoria ai punti che potrebbe rivelarsi comunque tutt’altro che agevole.

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