fbpx

Whyte: “Pulev è un vegetale, Joshua dovrebbe affrontare me!”

Il campione WBC ad interim dei pesi medi, Dillian Whyte, oltre a sperare di ottenere quanto prima la chance iridata contro Tyson Fury, o contro chi ne deterrà la cintura dopo la trilogia tra il “Gipsy King” e il “Bronze Bomber” Deontay Wilder, spera di riuscire prima o poi ad avere anche una rivincita contro Anthony Joshua.

Il “Body Snatcher” londinese, a quanto pare, non ha ancora digerito la sconfitta subita contro AJ nel 2015, allora valevole per i titoli britannici, del Commonwealth ed International di categoria, ragion per cui ha avuto da ridire sulla scelta del prossimo avversario: “Joshua dovrebbe combattere contro di me e non contro Pulev. Quella è una sfida morta. Pulev è un vero cavolo. È il primo mezzo vegetale e mezzo uomo. Ed ora è vecchio: non era nemmeno bravo quando era al suo apice! Ha un buon jab, ma questo è tutto.

Non sono il miglior combattente del mondo, non il più forte o il più veloce, ma sul ring porto sempre qualcosa, e lo sanno tutti. Quando è ora di lavorare, arrivo e timbro il mio cartellino!“, ha dichiarato in un’intervista recente. 

Intanto Whyte ha degli appuntamenti ad attenderlo e da superare prima di ogni altri. Il 2 maggio alla Manchester Arena, il britannico avrebbe dovuto afforntare il veterano russo ed ex campione mondiale, Alexander Povetkin difatti. Sfida ovviamente, come tutte quelle in programma in questo periodo, rimandate a data da destinarsi, ma comunque ancora lì in cantiere. Al riguardo dunque, Dillian ha proseguito nell’intervista dicendo:

“Mi aspetto di incontrare il miglior Alexander Povetkin di sempre. Quando i pugili arrivano a questa fase della loro carriera, si rendono conto che una sconfitta potrebbe essere la loro ultima possibilità di ottenere un titolo. È comunque sarebbe una doppia vittoria per lui. È una medaglia d’oro olimpica con molta più esperienza di me, è un tipo duro.

Vorrei stendere la gente ogni giorno, a dire il vero. Potrei alzarmi e scontrarmi tutto il giorno. Non mi importa, non ho paura di essere messo fuori combattimento o messo giù. Ho sempre avuto quella mentalità. Chiunque lo voglia può affrontarmi. Non mi interessa davvero se poi vinco, perdo o pareggio, non me ne preoccupo di questo. Non c’è nulla di cui esserlo se dai tutto sul ring e combatti”.

 

Condividi su:
  • 3
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

X